Luca Era Gay: Extended Freud Mix
Povia ha ricantato a Sanremo. Tutti lo sappiamo, ma nessuno si stanca della notizia (me compreso) perché ogni volta è come avere un conato di vomito fresco e nuovo. Parlo ancora di Povia? Sì, parlo ancora di Povia. Ormai è un mio feticcio: sogno di vederlo ammanettato con un frustino che gli percuote tutto il corpo mentre vien sodomizzato con un piccione dal becco aquilino. Qui addirittura non siamo a Sanremo, dove Bonolis ricorda che è sempre stata rispettata la libertà di parola e d’espressione, quindi posso dire tutto, ed in libertà.
Povia sorride, sorride molto. Sorride talmente tanto che ce l’ha anche sullo spartito:
RITORNELLO:
LUCA ERA GAY
(Sorridere da deficiente)
ADESSO STA CON LEI
(Perfetto, ora smettere. Ok. Enough. Ho detto SMETTERE)

Povia questa sera non ha solo cantato, ha quasi recitato con una scenografia da poeta-parigino-con-la-sigaretta-n-bocca, che poi si cicca da solo sui pantaloni compràti alla Standa.
Quella scenografia ha dato risalto all’intera opera magna dell’artista: Luca Era Gay, una melodia che fa girare Beethoven nella sua tomba come fosse un pollo di rosticceria. Ma non è stato facile: il ragazzo ha dovuto scegliere, perché i soldi del Darfur erano finiti. Gli hanno detto: «O fai la scenografia di Sanremo, o quella del tuo funerale». Le due cose, coincidendo, non hanno reso necessaria una risposta.
Io, che ho finito la terza elementare (quindi sono 3 gradini sopra Povia, che notoriamente fece la coraggiosa scelta di abbandonare gli studi all’asilo), ho studiato Freud. Ora, come il Signor Giuseppe Povia si è preso la libertà di psicoanalizzare tutti gli omosessuali del mondo, così tutti gli omosessuali del mondo si prenderanno la libertà di analizzare il Signor Giuseppe Povia. Mi assumerò la briga di rappresentare tutti con questa trascrizione: troverete prima il testo originale, poi quello che Povia realmente intendeva. Signori, siete di fronte al (sotto) testo di Luca Era Gay. Iniziamo:
RITORNELLO:
Luca era gay
Io, Povia, ero gay
e adesso sta con lei
Adesso lecco ciuffe
Luca parla con il cuore in mano
Conosco le metafore sull’anatomia umana
Luca dice sono un altro uomo
Mento a me stesso per ingannare il tempo, altrimenti dovrei accettare che non sono un cantante
CANZONE:
Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo argomento è diviso
Oggi non avevo impegni
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio passato ho scavato e ho capito tante cose di me
Mia madre andava a risparmio coi medici e non potete farmene una colpa
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
Ho il complesso d’Edipo
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare stava fuori tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
Mio padre era un gran gran stronzo. tranquilli, non è la storia di tutti, solo la mia
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
Emmica basta. Un Gran gran stronzone, ma pure alcolista
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa
Sono un debole e credo profondamente di poter sfruttare il complesso d’Edipo in una canzone
ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la pensava uguale
Ho sentito questo nome in metropolitana e voglio fare bella figura
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
Sono gerontofilo e mi piacciono i vecchi
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore sì con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso
Ho sempre voluto fare film porno e Dio solo sa quanto mi esercito
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per non tradire mia madre
Cazzo, è veramente grosso questo complesso d’Edipo che c’ho
Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi mancava
Mamma, ti giuro che non sono frocio e non ho il complesso d’edipo
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
La mattina faccio gli sciacqui con Preparazione H
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
Papà sei un gran gran stronzone e mi pentirò d’averlo detto subito dopo che sarai morto
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato
Non vedo l’ora che tu muoia, madre, così terminerà il mio complesso d’edipo senza che io debba sforzarmi
RITORNELLO FINALE:
Io ero gay
adesso lecco ciuffe
conosco le metafore sull’anatomia umana
Mento a me stesso per ingannare il tempo, altrimenti dovrei accettare che non sono un cantante
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T’adoro!!!!!!!!!!!!
Lecco le ciuffe!
ah ah ah
Vabbe, Povia è pure ignorante, in quanto
a) Freud nn ha mai detto che l’omosessualità è una deviazione, rispose ad una lettera di una mamma di un gay dicendo che semplicemente «nn può essere di certo un vantaggio, ma neanche uno svantaggio (cfr. Lettera alla madre di un omosessuale)
b) Anna Freud, la figlia di freud, l’unica che seguì le orme del padre e che fece parte addirittura della nascente asociazione di psicanalisti, era lesbica dichiarata e conviveva
[EDIT: aggiunto nome al nick. senza offesa, ma quando ti ricapita: il link c’è già quando clicchi sul nome. baci e pacche sulle spalle.]
Luca era gay e adesso sta con lei. Ma lei chi? Platinette?
Sì, sentivo anche io che bisognava analizzare il testo. Grazie per averlo fatto tu.
mhmm con Povia tocchi un tasto dolente.
ho letto l’articolo che m’ha fatto morire dal ridere, TUTTAVIA io ho mooooolto da ridire.
La canzone di Povia parla di un ragazzo, per carità con complessi o non complessi d’Edipo etc etc (troppo vera l’analisi che è stata fatta ahahahah).. quello che ti pare. fatto sta che dai bocchini è passato alle spagnole. Sinceramente non ci vedo niente di male e sinceramente un mondo quale l’Arcigay ha perso un’occasione per mostrare una superiorità e un apertura mentale (delle quali poi va molto fiero) e si è abbassato al livello del mondo eterochiusomentalmente.
La canzone è una canzone di merda ma non è contro gli omosessuali, parla di un ragazzo etero che ha vissuto la sua omosessualità come una risposta a dei suoi scompensi cerebrali e si divertiva a tradire un vecchio e prenderlo a secco da duemila tipi, poi ha visto questa e ha capito che preferiva la ciuffa. Insomma un ragazzo che non è mai stato gay anzi è sempre stato un povero squilibrato e ha vissuto la sua «omosessualità» come una vera e propria malattia Io non vedo insulti al mondo gay, sinceramente, vedo al limite ignoranza e il fatto che si canta di cose che non si conoscono… però diciamolo e ammettiamolo è POSSIBILE anzi è CERTO che una storia di questo tipo possa essere accaduta.. la scelta di Povia di cantare una situazione presente nel mondo gay per un 1% dal momento che il resto delle persone gay vivono le loro relazioni in maniera normale, amandosi, non facendosi le corna o talvolta facendosele (insomma come tutte le coppie etero che sotto questo aspetto sono MILLE volte peggio) è una scelta sua. punto. Lasciamolo sfiatà e appendere quei quadri orribili con scene di sposalizi tutte attorno che poi tra i quadri ce n’era uno di un cazzo se ho visto bene… che bon ton..
La cosa che mi fa MOOOOLTO domandare è la seguente:
perché l’arcigay invece di perdere tempo a fondare partiti antiPovia non fa una bella manifestazione contro la società, sul fatto che ci sono duemila che ne so… duemila Luciano che sono degli etero forzati che per il terrore di dichiararsi omosessuali leccano ciuffe a naso tappato? questo è il vero scandalo, no che un etero abbia capito che non gli piacesse la mmminghia e che la sua omosessualità fosse una risposta malata ai suoi scombussoli mentali con la madre, ma che un gay (e SONO MOOOOLTI DI PIU’ DI LUCA MOOOOOOOLTI DI PIU) che vive la sua eterosessualità NON come una malattia ma come una forzatura per paura di essere pestato, insultato, deriso, non possa dire rigà «sto con lei ma son sempre stato GAY!»
Mi trovi d’accordo, la storia di un singolo che cambia per propria scelta è plausibilissima e reversibile. Da uomo e donna a uomo e uomo, e viceversa, sono condizioni profondamente intime e personali e da non sindacare. Esistono migliaia di Luca, e bene che sia così.
Tuttavia (tuttavia) se è vero che una persona che si scopre omosessuale incontra difficoltà per essere accettata, al contrario una persona che diventa eterosessuale non incontrerà difficoltà alcuna. Da qui la scarsa necessità di parlarne, drammatizzare e sfruttare come marketing una storia così facilmente fraintendibile (tutto questo essendo buoni e partendo da una buona fede di Povia).
Se sotto questi aspetti non si cava nulla di utile per il mondo, il dovere morale quando si comunica con milioni di persone è chiedersi se si arrecherà danno ad altri, senza un motivo preciso (o, come in questo caso, con un solo motivo: introiti danarosi).
Immagino un ragazzo qualsiasi, quindicenne, già in lotta con se stesso, che nel silenzio si troverà a combattere con questa nuova immagine regalata da un cantante da due soldi. Dalla discussione a ricreazione, a quelle in casa, scoprirà nuove resistenze a quel che si sente, ed è.
Il messaggio non è «tu puoi guarire e diventare eterosessuale», è chiaro, ma «un essere umano è diventato eterosessuale e lo grido al mondo» già basta, oltre che a intenderlo implicitamente.
Il silenzio e la noncuranza sarebbero state la soluzione più dignitosa, e l’avrei ampiamente desiderata. Sarebbero la soluzione più dignitosa anche in altre situazioni quando, chessò, il tg parla dell’opinione di Ratzinger in merito alla copula delle tartarughe dell’Illinois. Infatti, se direttamente il tg stesso non le proferisse, sarebbe un ottimo modo di farla cantare e suonare al Vaticano.
Purtroppo non accade, e non accade neanche con Povia. C’è un sentimento di rivendicazione della libertà d’espressione che viene distorto, ed il messaggio latente arriva comunque a milioni di persone. Per far sapere a quel singolo quindicenne che tutte queste parole sono solo cazzate, non si può rimanere inermi e tanto più mi rassegno alla perdita di quel silenzio dignitoso tanto desiderato. Il discorso della struttura e degli obiettivi dell’Arcigay è a sé, ma giunti a questo punto, con tal inevitabile marasma mediatico che è ormai nato, e vedendola solo come un’istituzione che promuove i diritti umani (cosa che non è, lo so, ma dovrebbe), una reazione, una voce, sono doverose oltre che necessarie.
Detto ciò, l’evento in sé è una cazzata, ed il modo migliore di relegarlo alla piccola dimensione che ha sono le parodie
Tipo:
Alla notizia di Povia di cantare una canzone dal titolo Luca Era Gay, è seguita l’immediata reazione dell’Arcigay:
“Se queste sono le intenzioni [supportare tale propaganda sul palco dell’Ariston, n.d.r.] di Bonolis e della RAI, possiamo annunciare sin da ora che la nostra opposizione sarà dura, forte, e ben organizzata; come i capelli di Cristiano Malgioglio che forse useremo come arma. Intanto, inizieremo con il supporto di Tiziano Ferro che contrasterà la canzone ‘Luca era Gay’ con il suo ultimo singolo: ‘Ma Anche Io Non Scherzo’.”
beh sì probabilmente la pensiamo in maniera identica!
è una canzone studiata a tavolino per suscitare scalpore, non c’era riuscito con i bambini nella sua celebre canzone pedofila, non c’era riuscito coi piccioni per tutti gli amici zoofili alla fine ce l’ha fatta con l’etero represso dalla madre.
u.ù
Luca Era Gay: Extended Freud Mix…
Povia questa sera non ha solo cantato, ha quasi recitato con una scenografia da poeta-parigino-con-la-sigaretta-n-bocca, che poi si cicca da solo sui pantaloni compràti alla Standa.
Quella scenografia ha dato risalto all’intera opera magna dell’a…
Perche’ non si puo’ continuare a far credere a dei ragazzini che si pensano gay che NO e’ sbagliato, e pensa hai la possibilita’ di guarire lo dice la TV, quando invece non si fa altro che alimentare le loro insicurezze, se non hanno ancora il carattere formato dal tempo e dalle lacrime come ti cresce un adolescente che sente Povia che canta «guarda che se ti piace il cazzo e’ colpa di tua madre e fai sempre in tempo a buttarti nelle ciuffe» (*ew!*).
Poi magari e’ solo una pippa in compagnia. Povia in quota CL mi pare blasfemo. Plauso al direttore d’orchestra che indica la spilletta con lo smile triste, agli afterhours che escono coi triangoli rosa, e anche a Bonolis che je se leggeva in faccia che a Povia lo voleva proprio sputa’.
Questa canzone l’ha voluta quella frociazza di Del Noce, che come massima pena all’inferno gli verra cucito il culo.
uff..
Precisiamo: il girone dei cucìti al culo era vicino a quello dei cucìti agli occhi. È la legge del contrappasso.