Medici, Bistecche e Crescita

Ultimamente verso le due o tre di notte mi sveglio (o sto per mettermi a letto) e sento un leggerissimo fastidio alle articolazioni, anche conosciuto come «mi rigiro nel letto come un pollo di rosticceria ma niente». Avete presente? Ok. Misuro la temperatura, quindi controllo il termometro, e sotto il 37,2° non scende mai. Se mi dice bene anche 37,7°.
Diciamo che ne ho sempre sofferto e, come per ogni cosa di cui parlo al mio medico, secondo lui la causa è sempre la carenza di principi attivi come la bistecchina-c.
Traduco:
«Dottore, ho il raffreddore.»
«Eeeeh, e che sarà mai. Mangia una bistecca e vedi come ti tiri su.»
«Ma il naso mi cade ogni giorno alle 12:27.»
«Eeeeh, e che sarà mai. Mangia una bistecca e vedi come si riattacca.»
«Sto perdendo la vista. Ora.»
«Vuoi una bistecca?»
Per risolvere qualsiasi problema secondo lui mi basta mangiare una bistecca in più. Il lavoro che ha fatto Fleming scoprendo la penicillina nei suoi piatti sporchi di una settimana non è servito a nulla. Suppongo (ma non ne sono certo) che i medici abbiano certe tipologie di pazienti già stabilite*. Appena entri nello studio pensano qualcosa tipo: «Magro, capelli neri, ha un neo sul viso… sicuramente ipocondriaco. Gli prescrivo un po’ d’acqua salata magica e via dai coglioni». Non per essere riduttivo, ma inizio a convincermi profondamente che sia così.
Nel vostro profondo anche voi lo sapete, ed il primo sentore lo si ha già da piccoli:
«Dottore, ho la bua qui.»
«Eeeeh, è la crescita.»
«Ma sanguina.»
«Eeeeh, è la crescita.»
«Ho un citomegalovirus.»
«Eeeeh, è la crescita.»
Poi, inevitabilmente, cresci (diventi addirittura vecchio) e la teoria viene confermata.
«Dottore, ho un ictus con cataratta.»
«Eeeeh, è la decrescita.»
Se io andassi dal medico in queste condizioni non sono certo di cosa potrebbe dire, ma scommetto che assomiglierebbe molto a qualcosa del genere:
«Dottore, ogni notte la mia temperatura sale di un grado nel giro di un’ora. E non parto da 35°. Questa situazione persiste da due settimane e si presenta ciclicamente.»
«37,2°? Cosa vuole che sia 37,2°?»
«Non so, mi dica lei.»
«Una temperatura sopra il 37.»
«Chapeau!»
Piuttosto, la prossima volta che andate dal medico, cominciate così:
«Ascolti, ho letto sana sana l’Introduzione alla Psicoanalisi di Freud, conosco tutte le teorie della neuropsichiatria moderna. È inutile che ci prova. Posso garantirle, con assoluta certezza, che non sto mentendo. Oppure sì, ma lei comunque non può saperlo. Ora, per cortesia, ho 30 anni: può farmi una visita dove non finisco a mangiare bistecche per la crescita?»
Non vi prenderà sul serio, ma avrete prescrizioni placebo per tutta la vita. O almeno questo è ciò che accade a me. Voi cosa vi sentite dire? È lo stress? È l’attività fisica? È il lupus?
* C’è qualche medico tra i lettori? Sì, lo so che c’è. Ricordo che NON soccorrermi se mi sentirò male, vuol dire fare «omissione di soccorso». Ch’è come lasciare che Paolo Meneguzzi soffochi mentre voi sorseggiate un cocktail, solo che io lancio epiteti.
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scrivi in modo geniale; sarà la crescita…
Pensa se il tuo medico era vegetariano: ti diceva di mangiare una bistecchina di tofu…
Ma rotfl… tutto vero…
Comunque a te è la crescita e la mancanza di bistecche… sisi…
PS. Se ti ometto mi denunci?
Per la mia è sempre «qualcosa che è in giro».
Scopro tardi il tuo blog. Scusa, ma ho trovato traffico e la metropolitana non passava…
Tranquillo, io sono ancora infognato nel traffico. Appena torno scopro il tuo.