Berlusconi delle Mie Brame
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Berlusconi offende Mercedes Bresso. Berlusconi offende Hillary Clinton. Berlusconi offende la Sfinge. Ormai è inarrestabile. Si sente bello, baldo e giovine. Grazie all’estetica, molte signore credono che possa essere loro figlio. Mentre al massimo può essere loro marito. Ha 73 ANNI. Per mascherare l’età Berlusconi si è fatto la plastica. Per rimediare alle offese periodiche si farà una plastica all’anima.
Meno Male che C’è Silvio Orlando
Ma i manifestanti PdL sanno che leggi ha fatto Berlusconi? Con Francesca Fornario ci siamo infiltrati nella loro piazza per scoprirlo. Ecco la risposta…
Potete guardare il video a questo indirizzo, sul sito de l’Unità.
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Tra Facebook e Twitter, in molti ci hanno chiesto: «Ma come facevate? Non vi scoprivano? Non morivate dalle risate?». No, ci scoprivano dal rumore della mascella. Cadeva in continuazione. Francesca dice che il problema non era riuscire a smettere di redire, ma riuscire a smettere di piangere. Una piccola precisazione: gli intervistati sono tutti quelli che abbiamo registrato, nessuno escluso. E sono stati scelti casualmente. Qualcuno addirittura si proponeva per essere intervistato.
P.s.
Siamo anche stati immortalati sul sito http://www.governoberlusconi.it con la didascalia: «L’amore vince sempre sull’odio, una maglietta per Silvio.». Esatto: Silvio Orlando.
Come Far Sembrare Tutti Stronzi in 1 Passi

Berlusconi: «Meno immigrati = meno criminalità.»
Tg1: «Meno clandestini = meno criminalità. [Ma] la sinistra insorge.»
Come Far Sembrare Tutti Stronzi in 1 Passi
Un cambio di parola, e sembrano tutti stronzi. La satira usa questo principio per svelare, la politica per celare. Clandestino e immigrato: uno vìola la legge, l’altro no. Il Tg1 violenta così tanto la semiotica che Baudelaire potrebbe essere geloso. Però funziona.
Firmamento (Sky sul Digitale Terrestre)
Cielo, il canale che porterà le infrastrutture Sky su Digitale Terrestre, non può trasmettere perché è in attesa dell’autorizzazione dal Ministero. (tradotto: Cielo, il canale di Sky sul digitale terrestre, nato perché un giorno Berlusconi fece la linguaccia a Rupert Murdoch e Carlo De Benedetti, non è stato ancora autorizzato per le trasmissioni; strano).

Cielo, la tv dal nome di deodorante, è Sky sul Digitale terrestre. Chi l’avrebbe mai detto? Io, che pensavo fosse la tv di una nota lacca per capelli. L’altro nome originale che avevano preso in considerazione è Firmamento, ma sarebbe andato bene solo nel periodo natalizio. In piú, Murdoch crede nel capitalismo, non nel cristianesimo. L’esito della mancata autorizzazione provoca reazioni diverse: chi è abituato a Boris, ne percepisce già l’assenza. Chi è abituato a Domenica 5… Ok, ok, lo sappiamo: è già spacciato.
ANSA, DIGITALE TERRESTRE: Cielo non può trasmettere Boris sul digitale terrestre, perché la figura di Duccio ricorderebbe troppo Scajola. E viceversa.
In mancanza di problemi, l’autorizzazione viene generalmente fornita entro 60 giorni dalla richiesta. Sky l’ha depositata i primi di novembre, assieme a quella per il satellite, giunta subito. Dunque, attendiamo il 59esimo. e 23 ore, e 59 minuti. Nel mentre, il jingle che fa da sottofondo musicale è molto carino, ma informa meno di SkyTG24. Anche se piú di Studio Aperto. Per tutti quelli che vogliono Boris e SkyTG24 sul Digitale Terrestre, sentitevi liberi di rompere i coglioni a:
urp.comunicazioni@sviluppoeconomico.gov.it
VpV — Stronzo Chi Legge
Il titolo ti turba? C’è di peggio: c’è chi scrive nei bagni Autogrill «Fini chi legge». «Voglia di qualcosa di buono» era un doppio senso? E Fini prenderebbe mai a parolacce uno specchio? Certo. Guarda la nuova puntata del video riassunto dei talk show. Ora con più stronzi.
Attenzione, il seguente pippone è da leggere solo se siete carichi di endorfine.
Dilaga la tendenza ad osannare Fini. La sinistra vede in lui l’uomo della «destra moderna». Lui stesso ne vede uno nello specchio. Ma è Giolitti (è facile: a confronto di Berlusconi, è transavanguardia). I suoi compagni lo chiamano l’uomo della «destra astratta», un «bolscevico». Cosa dice Fini per meritare un complimento simile? Travaglio riassume bene: lo Stato è laico e la Chiesa non comanda. Bisogna rispettare leggi ed istituzioni. La Costituzione è di tutti e non di uno solo. Et c.
Sembrerebbe quasi di sinistra, se solo la sinistra pensasse a queste cose. Gianfranco Fini, il capo di una destra moderna: la sinistra. Ma facciamo due conti: Gianfranco Fini ha 57 anni. Dal 2002 sentiamo queste frasi uscire con regolarità dalla sua bocca. Praticamente da quando ha 50 anni. VIsto che è in politica da quando ne ha 16, per 34 anni ha professato un credo opposto. Poi la conversione sulla via di Fiuggi. Prima avrebbe detto cose come:
«Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo.» (Secolo d’Italia, 19/08/1989)
«Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista.» (Il Giornale, 05/01/1990)
«Mussolini è stato il più grande statista nel secolo.» (Secolo d’Italia, 30/09/1992)
«A lui saranno intitolate piazze e monumenti.» (Il Giornale, 19/10/1992)
L’uomo della destra moderna. Ricordiamolo: ha rinnegato il ruolo di successore di Almirante, un segretario MSI ex tenente delle Brigate Nere e segretario di redazione di «Difesa della Razza», la rivista che contribuì alla nascita delle leggi razziali nel 1938.
L’uomo della destra moderna, quello dell’apertura alle unioni di fatto, fino al 1998 dichiarava che:
«Un gay non può fare il maestro, è diseducativo. E sono convinto di quello che ho detto. Chiunque arrivi a considerare la pedofilia…»
«Alla fine dei conti, non si può fare che siano i diversi quelli normali.»
La scorsa settimana ha detto che «chiunque dica «diversi» è uno stronzo». Siamo d’accordo: chi dice diverso a una minoranza, certamente lo è. Un bell’esempio di come prendersi a parolacce allo specchio. Ha impiegato solo 34 anni per passare da «credo nel fascismo» a «il fascismo fu il male assoluto». Generalmente si fa tra il quarto e quinto ginnasio. In un pomeriggio. E avanza il tempo per la merenda.
Va bene cambiare, ma se vuoi rappresentare il popolo, tutto, devi spiegare come. E devi evitare di sottoscrivere leggi sui processi brevi. Altrimenti ci rimaniamo tutti come uno «stronzo».
VpV — Sucidàte Berlusconi

È in onda il nuovo numero di Visti per Voi, la rubrica per chi vuole far finta di guardare i talk show. Il tema? «Porta a Porta: Suicidiamo Berlusconi». Ecco un breve estratto.
Nasce su Facebook il gruppo «Uccidiamo Berlusconi». Subito indignato Gianfranco Fini: «Hey, c’ero prima io». Alfano lancia l’allarme: «Gruppo indegno, viola la morale kantiana. Qualunque cosa sia».
Per sapere se Maroni denuncerà tutti gli iscritti al gruppo, leggi l’articolo completo sul sito di Virus, la satira virale de l’Unità.
Heroes: Quarta Stagione
Lo ammetto: ho visto la nuova stagione di Heroes, la serie che se sbagli una lettera diventa Herpes.
Non sono una novità i personaggi con poteri inutili: ricorderete tutti Niki Sanders (prima stagione). Quale mirabolante potere aveva Hiro? Controllare il tempo. E Parkman? Le menti. Claire? Immortale. Peter? Onnipotente. Niki Sanders? Dare di matto. Un potere molto diffuso alle 7:25 sulla tangenziale est.
CATTIVO DI TURNO: «Che potere hai?»
NIKI SANDERS: «Do di matto.»
CATTIVO DI TURNO: «Eh lallero.»
NIKI SANDERS: «Guarda che ti scapoccio.»
Sulla scia di Niki Sanders, gli sceneggiatori hanno aggiunto al cast un nuovo personaggio: Gesù.
CATTIVO DI TURNO: «E tu cosa fai?»
GESU’: «Hai presente il Tavernello?»

Per ammazzare Sylar, potrebbe usare diverse tecniche. Una è quella di trasformare tutta l’acqua che Sylar beve in vino, e lo spedisce in coma etilico. Non solo: anche quella della doccia, e farlo puzzare come un alcolizzato. Isolamento sociale assicurato.
L’alternativa, che gli sceneggiatori stanno seriamente prendendo in considerazione, è quella di ammazzarlo in un ristorante sushi. Sylar inghiotte un tamaki, Gesù inizia a moltiplicarglielo in pancia, e tanti saluti all’onnipotente Sylar che esplode con spruzzi di pesce e riso (che, per i giapponesi, è come il pane; Gesù lo sa e gli viene incontro).
Addirittura Tracy Strass, la donna di ghiaccio utile anche ai cocktail party, dovrebbe stare attenta. Potrebbe diventare una congrua fornitura di Tavernello per gli sceneggiatori.
Ballaró: Afghanistan, De Gregorio e Lodo Alfano
Ieri, giovedì, è andata in onda la puntata di martedì di Ballaró (?).
Ospiti: Concita De Gregorio (direttrice de l’Unità), Casini, Alfano, le sopracciglia di Alfano, Tremonti, la r moscia di Tremonti (aka Bersani). Sono molti i temi affrontati, e vedremo ora qual è stato lo svoglimento della puntata tramite comodi dialoghi riassuntivi.

01: MORTI IN AFGHANISTAN
TREMONTI: «Siamo lì in missione di pace.»
ALFANO: «Stamane ho mangiato uova alla coque.»
TREMONTI: «Ripeto, la missione è di pace.»
DE GREGORIO: «Pace un cazzo. Si chiama guerra, se gli americani continuano farla.»
ALFANO: «Buone alla coque. Ah sì, pace pace pace.»
CASINI: «Siamo in questi paesi, come l’Iraq e l’Afghanistan, per combattere Al Qaeda.»
BERSANI: «Bzzz *» (* non è importante)
Il delirio era dovuto ad un simpatico clima da rutto libero. Quello che la povera De Gregorio voleva dire, tra un «pace» e l’altro, era che siamo presenti in Afghanistan per rimediare ai danni nati da una pessima gestione statunitense. I paesi che sono dovuti intervenire come peacekeepers, ad esempio l’Italia, difficilmente riescono ad identificarsi in questa guerra nata da un sentimento americano (11 settembre). Traduco: se ammazzano la madre di un tuo amico, riesci a vendicarti come fosse la tua? E capire perché devi rischiare la vita a causa di questo motivo è difficile. Questa è la condizione di tutte le truppe ONU, giunte in un secondo momento, Italia compresa. Inoltre, qualcuno dovrebbe ricordare a Casini che non siamo stati in Iraq per combattere Al Qaeda. Hussein poco c’entrava con Osama. Alfano presenziava in sala, con l’espressione incredula del rappresentante Folletto sorpreso di svegliarti alle 10 del mattino, mentre sei a letto con la febbre.
ALFANO: «L’ho svegliata? Oh, mi spiace. Ce l’ha un folletto?»

02: LODO ALFANO
DE GREGORIO: «Il Presidente del Consiglio gestisce l’Italia come una proprietà privata. In questi anni ha usato il denaro e la corruzione per influenzare il paese. E ce ne stiamo dimenticando.»
FLORIS: «Bersani, che ne pensa?»
BERSANI: «Bzzz.»
TREMONTI: «De Gregorio, lei offende l’intelligenza degli italiani. Questo paese ha duemila anni di ingegno e civiltà. Secondo lei si farebbe influenzare?»
Intendeva i duemila prima di Mussolini. Concita De Gregorio è la direttrice di uno dei giornali denunciati da Berlusconi per diffamazione. Il presidente ha chiesto, rispettivamente, un milione di euro a Repubblica e due milioni d’euro a l’Unità. Due e mezzo senza preservativo. Tremonti sembra un tipo ponderativo, molto impostato. In realtà si blocca, perché formula i pensieri con macchie di Rorschach, che è già un gran successo rispetto ai discorsi di Casini. Lui ruba concetti ai presenti, alternandoli ogni 5 minuti per non far torto a nessuno. In mezzo a questo quadro, la De Gregorio, farabutta, prosegue come una vera giornalista, solo che non italiana.
DE GREGORIO: «Non bisogna dimenticare che non è tanto importante la D’Addario, ma i casi come Mills. Il lodo Alfano evita a Berlusconi di rispondere in giudizio dei processi a suo carico. Lo rende al di sopra della legge. Perché una cosa del genere? * »
ALFANO: «Floris, voglio replicare.»
FLORIS: «Prego.»
ALFANO: «Guardi che lo faccio davvero.»
FLORIS: «Prego.»
ALFANO: «Io le dico… io mi chiedo, mia cara comiziettatrice… ce l’ha un folletto?»
SOPRACCIGLIA DI ALFANO: «Noi ce ne andiamo.»
FLORIS: «Alfano, parlava del lodo.»
ALFANO: «Ah sì. Col lodo Alfano, Berlusconi risponderà in giudizio a tutto, ma dopo la fine del suo mandato.»
Facciamo un gioco. Facciamo il contrario. Prima vediamo se hai rubato la marmellata, poi ti diamo le chiavi della dispensa. Un reato può influenzare la capacità di ricoprire una carica, il contrario non dovrebbe. Ma, col lodo Alfano, può.
La puntata si chiude in bellezza sull’intervento di Bersani, rimasto silente per due ore.
FLORIS: «Bersani, vuole aggiungere qualcosa?»
BERSANI: «Berlusconi è certamente padrone di un certo numero di canali per la diffusione e canalizzazione di certe sue idee.»
FLORIS: «Cioè?»
BERSANI: «Bzzz.»
* Questa è una giornalista. Hai davanti il tizio che si chiama come il lodo, o viceversa, e giustamente gli chiedi del lodo. Un po’ come se Vespa chiedesse a Lui dei processi.
Aggiornamento dell’Interfaccia Grafica
«Tutto deve cambiare perché tutto resti com’è»
(Tomasi Di Lampedusa, vedendo il restyling di Grazie Moltissimo)
Il primo (ed ultimo) articolo di servizio che questo blog vedrà riguarda un’immensa novità. Finalmente un articolo serio? Magari puntuale? No, figurarsi. Piuttosto il restyling dell’interfaccia grafica.
Come vedete, ora è così (prego roteare globi oculari ed analizzare).
C’è chi lo vedeva così:
O così:
Nella nuova interfaccia vengono evidenziati i canali Twitter, Facebook e gli RSS (dio, quanto ne sentivamo l’esigenza, eh?). Come sempre è possibile utilizzare Google Friend Connect per i commenti, ora più facilmente individuabili (tranne se volete boicottare Google, il motore di ricerca meno amato da George Orwell).
A breve riprenderà il classico aggiornamento bimestrale con cozzaglia di notizie. Nella versione 3.0 del sito sono previsti anche:
- articoli univoci e coerenti
- possibilmente di destra
L’Inguacchio, 30 Giugno: Pirate Bay, Madoff, Berlusconi e Viareggio

The Pirate Bay (il noto sito di torrent per scaricare musica, giochi e film illegalmente) è stato venduto per 7,8 milioni di dollari.
SetteVirgolaOttoMilioniDiDollari. Per guadagnare la stessa cifra, Farouk (l’ambulante di Via Boccea a Roma) ha dovuto vendere 109+x milioni di CD, 4 fantastiliardi di DVD, tre mogli e la dentiera d’oro lasciata in eredità dal nonno. Vendere The Pirate Bay è come se il marocchino all’angolo si vendesse la EMI. O un po’ come se un manager Parmalat vendesse azio… ops!

A proposito di Parmalat e casi analoghi nel resto del mondo, Libero titola così la notizia della condanna di Madoff in USA:
«Madoff 150 anni. E Tanzi?»
E Tanzi speriamo non ci arrivi. Dico per lui… sai che palle? Altri 80 snervanti anni ad aspettare la sentenza italiana. Poi t’arriva e non hai neanche un’immunità presidenziale: Tanzi, ma che uomo sei? Non hai neanche un’alta carica statale.
Se tu fossi stato un premier avresti potuto sdebitarti, dimostrare che sei pentito, fare del bene al Paese. O dire frasi a là Berlusconi, tipo quest’ultima sulla tragedia di Viareggio, dove un treno merci carico di GPL è esploso uccidendo decine di persone e facendo crollare palazzine.
VIAREGGIO, Berlusconi: «Nel pomeriggio vado a prendere in mano la situazione.»
Ieri il cazzo, oggi la situazione. Forse essendo una situazione del cazzo… lui potrebbe… nah. Cosa potrebbe?
Excursus, arriva Berlusconi a Viareggio:
[Berlusconi arriva sul posto, nel pomeriggio. I Vigili del Fuoco interrompono le operazioni antincendio e si dirigono verso di lui. Tanto non ce n’è più bisogno, ora prende in mano la situazione.]
Capo dei Vigili del Fuoco: «Presidente, per fortuna è arrivato. Aspettavamo proprio lei per prendere in mano la situazione. Guardi quante bambole abbiamo già pettinato.
Vigile del Fuoco: «Ora che lei è qui: ricorda per caso come si spegne una cisterna infuocata col GPL? No? Allora si renda utile: vada a resuscitare quelle persone lì in fondo mentre sfrutta la tragedia per acquisire nuova credibilità. Come si resuscitano? E lo chiede a me? Io non sono mica unto dal signore. No Presidente, i pompini non resuscitano, quello è il cialis. Sì Presidente, lo so che sono tutte brave Presidente, ma a meno che non siano brave con l’ingoio del fuoco, Presidente…»
Vado in bagno, ho una situazione da prendere in mano.
Medici, Bistecche e Crescita

Ultimamente verso le due o tre di notte mi sveglio (o sto per mettermi a letto) e sento un leggerissimo fastidio alle articolazioni, anche conosciuto come «mi rigiro nel letto come un pollo di rosticceria ma niente». Avete presente? Ok. Misuro la temperatura, quindi controllo il termometro, e sotto il 37,2° non scende mai. Se mi dice bene anche 37,7°.
Diciamo che ne ho sempre sofferto e, come per ogni cosa di cui parlo al mio medico, secondo lui la causa è sempre la carenza di principi attivi come la bistecchina-c.
Traduco:
«Dottore, ho il raffreddore.»
«Eeeeh, e che sarà mai. Mangia una bistecca e vedi come ti tiri su.»
«Ma il naso mi cade ogni giorno alle 12:27.»
«Eeeeh, e che sarà mai. Mangia una bistecca e vedi come si riattacca.»
«Sto perdendo la vista. Ora.»
«Vuoi una bistecca?»
Per risolvere qualsiasi problema secondo lui mi basta mangiare una bistecca in più. Il lavoro che ha fatto Fleming scoprendo la penicillina nei suoi piatti sporchi di una settimana non è servito a nulla. Suppongo (ma non ne sono certo) che i medici abbiano certe tipologie di pazienti già stabilite*. Appena entri nello studio pensano qualcosa tipo: «Magro, capelli neri, ha un neo sul viso… sicuramente ipocondriaco. Gli prescrivo un po’ d’acqua salata magica e via dai coglioni». Non per essere riduttivo, ma inizio a convincermi profondamente che sia così.
Nel vostro profondo anche voi lo sapete, ed il primo sentore lo si ha già da piccoli:
«Dottore, ho la bua qui.»
«Eeeeh, è la crescita.»
«Ma sanguina.»
«Eeeeh, è la crescita.»
«Ho un citomegalovirus.»
«Eeeeh, è la crescita.»
Poi, inevitabilmente, cresci (diventi addirittura vecchio) e la teoria viene confermata.
«Dottore, ho un ictus con cataratta.»
«Eeeeh, è la decrescita.»
Se io andassi dal medico in queste condizioni non sono certo di cosa potrebbe dire, ma scommetto che assomiglierebbe molto a qualcosa del genere:
«Dottore, ogni notte la mia temperatura sale di un grado nel giro di un’ora. E non parto da 35°. Questa situazione persiste da due settimane e si presenta ciclicamente.»
«37,2°? Cosa vuole che sia 37,2°?»
«Non so, mi dica lei.»
«Una temperatura sopra il 37.»
«Chapeau!»
Piuttosto, la prossima volta che andate dal medico, cominciate così:
«Ascolti, ho letto sana sana l’Introduzione alla Psicoanalisi di Freud, conosco tutte le teorie della neuropsichiatria moderna. È inutile che ci prova. Posso garantirle, con assoluta certezza, che non sto mentendo. Oppure sì, ma lei comunque non può saperlo. Ora, per cortesia, ho 30 anni: può farmi una visita dove non finisco a mangiare bistecche per la crescita?»
Non vi prenderà sul serio, ma avrete prescrizioni placebo per tutta la vita. O almeno questo è ciò che accade a me. Voi cosa vi sentite dire? È lo stress? È l’attività fisica? È il lupus?
* C’è qualche medico tra i lettori? Sì, lo so che c’è. Ricordo che NON soccorrermi se mi sentirò male, vuol dire fare «omissione di soccorso». Ch’è come lasciare che Paolo Meneguzzi soffochi mentre voi sorseggiate un cocktail, solo che io lancio epiteti.
Guerra
«People aren’t afraid of being dead, they’re afraid of getting dead».
(George Carlin probabilmente un attimo dopo aver letto di Socrate)
(dicevo, George Carlin, 1937 — 22 Giugno 2008)
Un anno fa è morto George Carlin. Sarebbe bello rivederlo, ma non sono il tipo da pala e torcia.
Alemanno, Parigi e il Saluto Fascista
«Difficilmente riuscirò ad avere buoni rapporti anche con Gianni Alemanno che è stato accolto al Campidoglio con i saluti fascisti».
Bertrand Delanoë, Sindaco di Parigi.
Alemanno replica a Delanoë: «Quello che ha detto il sindaco di Parigi su di me è falso, offensivo e intollerabile». Intervengono anche Frattini e Ronchi: «Il sindaco di Roma non ha mai fatto saluti romani o altri gesti o atti che inneggino al fascismo». Ooook Frattonchi. Fermiamoci un secondo: chi ha parlato di saluti romani da parte di Alemanno? Delanoë ha detto che è stato accolto da saluti fascisti/romani. È una coda di paglia quella che vedo? Paura che qualcuno si ricordi del passato di Alemanno? MSI? Fronte della Gioventù? Brutti ricordi, eh? Soprattutto ora che siamo tutti puliti. A parlare dei saluti di Alemanno non è stato Bertrand Delanoë, bensì:
«Non si può garantire che le relazioni che c’erano con Veltroni restino tali mentre Roma è amministrata da responsabili politici che fanno il saluto fascista entrando in Campidoglio».
Laurent Fary, portavoce di Bertrand Delanoë
Ecco chi lo ha detto, solamente dopo le accuse di Frattonchi: è stato Laurent Fary, portavoce. Con portavoce non si intende che letteralmente:
- prende la voce
- la porta in valigia
- la libera davanti ad un microfono
Fary è un essere umano, ha espresso il concetto di Delanoë a modo suo. Nella peggior ipotesi, è Fary ad aver sbagliato. In effetti: Alemanno non è così infimo, o stolto, da fare il saluto fascista durante la sua elezione. DURANTE la sua elezione. E dopo la sua elezione. DOPO la sua elezione. E Frattonchi non è così stolto da raccontare della vita precedente di Alemanno (MSI, Fronte della Gioventù, senza contare –perché è stato prosciolto– gli 8 mesi a Rebibbia).
Nonostante Fary, e nonostante il comunicato di Frattonchi, il sindaco Delanoë aveva ragione: Alemanno è stato accolto in Campidoglio con i saluti fascisti. Ed era visibile a tutti, su quasi ogni quotidiano nazionale. La notizia di questo malinteso mi ha subito colpito, perché ricordo vivamente quella giornata. Misi da parte una foto da la Repubblica. Voilà, questa foto venne pubblicata un po’ ovunque, dal cartaceo all’online.
Il sindaco potrà anche aver preso le distanze da questi salutanti, ma chiunque quel giorno fosse in Campidoglio con la manina alzata, ben ricorda il periodo in cui Gianni Alemanno ha fatto parte del Movimento Sociale Italiano, accusato in più occasioni della ricostituzione del disciolto partito fascista. Ricostituzione logicamente resa impossibile dalla Costituzione Repubblicana di questo paese.
Ora che da MSI si è passati ad AN, e da AN si è passati al PdL, è stata fornita una spiegazione ufficiale dei saluti fascisti in Campidoglio con l’elezione di Alemanno:
Cari amici francesi, chi era al Campidoglio non faceva il saluto fascista. Chi era al Campidoglio si riparava dal Sole.
Delanoë non è stato né falso, né offensivo, né intollerabile. Delanoë ha riportato un fatto. Frattonchi possono anche spostare l’attenzione sull’opinione di Fary, ma non possono negare ciò che ha detto Delanoë, ovvero che «Gianni Alemanno è stato accolto al Campidoglio con i saluti fascisti».
Ops, siamo nel 2009. Non potete mentire, la fotografia è già stata inventata. Grazie Daguerre.
G20 #2: Berlusconi, Regina, Obama">G20 #2: Berlusconi, Regina, Obama
Non pago delle recenti dichiarazioni su Obama, l’italico premier1 sfoggia la sua delicatezza con la regina d’Inghilterra (e l’amico Obama). Tutto questo avviene durante la posa per la solita foto di gruppo tra politicanti. Nella quiete, una voce si leva nell’aria: è Berlusconi che, chiamando a squarciagola l’amico Obama, rende la regina ancor più bisognosa di un trapianto di coclea.
La regina è ben conscia di poter dire tutto, tranne «the book is on the table». Tanto Berlusconi non capirà. In compenso, continuerà a fare:
BERLUSCONI: «Obbamaaa. Ué, Obbamaaa. Mi fai rivedere com’è che scrocchi le dita?»
OBAMA [SOTTOVOCE]: «Dio ancora quello. Ma chi è?»
Obama è terrorizzato. Passa le ore chiuso in bagno perché crede che lì Berlusconi non possa arrivare.
BERLUSCONI: «Obbamaaa. Ué, Obbamaaa. Vie’ qua che ti racconto una barzelletta. Ahr Ahr.»
Alla terza barzelletta consecutiva, la CIA ha l’ordine di organizzare un altro 11 Settembre.
OBAMA: «Oh Silvio, scusa, devo andare. Piovono più aerei da me che cavallette nella Bibbia».
BERLUSCONI: «Ué ti chiamo stasera, Obbamaaa. Così saluto Miscell. Ahr Ahr.»
Berlusconi, l’amico che pensa l’etiquette sia quella cosa che rimane attaccata quando compri una giacca. Tutti la vedono penzonalnte, nessuno osa dirlo. Lizzy, al cui confronto Berlusconi è un «kid», è una vecchia guardia e sa come farsi valere. La regina è ben conscia di poter dire tutto, tranne «the cat is black». Tanto Berlusconi non capirà.
1 Premier, cioè primo, fra i ministri. Cioè quello che rappresenta l’Italia fuori da Gardaland.





















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