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Bzzz

03 Aprile 2010

Muore l’insetto sbagliato.

Berlusconi delle Mie Brame

Ber­lu­sconi offende Mer­ce­des Bresso. Ber­lu­sconi offende Hil­lary Clin­ton. Ber­lu­sconi offende la Sfinge. Ormai è inar­re­sta­bile. Si sente bello, baldo e gio­vine. Gra­zie all’estetica, molte signore cre­dono che possa essere loro figlio. Men­tre al mas­simo può essere loro marito. Ha 73 ANNI. Per masche­rare l’età Ber­lu­sconi si è fatto la pla­stica. Per rime­diare alle offese perio­di­che si farà una pla­stica all’anima.

Ma i mani­fe­stanti PdL sanno che leggi ha fatto Ber­lu­sconi? Con Fran­ce­sca For­na­rio ci siamo infil­trati nella loro piazza per sco­prirlo. Ecco la risposta…

Potete guar­dare il video a que­sto indi­rizzo, sul sito de l’Unità.

Tra Face­book e Twit­ter, in molti ci hanno chie­sto: «Ma come face­vate? Non vi sco­pri­vano? Non mori­vate dalle risate?». No, ci sco­pri­vano dal rumore della mascella. Cadeva in con­ti­nua­zione. Fran­ce­sca dice che il pro­blema non era riu­scire a smet­tere di redire, ma riu­scire a smet­tere di pian­gere. Una pic­cola pre­ci­sa­zione: gli inter­vi­stati sono tutti quelli che abbiamo regi­strato, nes­suno escluso. E sono stati scelti casual­mente. Qual­cuno addi­rit­tura si pro­po­neva per essere intervistato.

P.s.

Siamo anche stati immor­ta­lati sul sito http://www.governoberlusconi.it con la dida­sca­lia: «L’amore vince sem­pre sull’odio, una maglietta per Sil­vio.». Esatto: Sil­vio Orlando.

Ber­lu­sconi: «Meno immi­grati = meno cri­mi­na­lità.»
Tg1: «Meno clan­de­stini = meno cri­mi­na­lità. [Ma] la sini­stra insorge.»

Come Far Sem­brare Tutti Stronzi in 1 Passi

Un cam­bio di parola, e sem­brano tutti stronzi. La satira usa que­sto prin­ci­pio per sve­lare, la poli­tica per celare. Clan­de­stino e immi­grato: uno vìola la legge, l’altro no. Il Tg1 vio­lenta così tanto la semio­tica che Bau­de­laire potrebbe essere geloso. Però fun­ziona.

Cielo, il canale che por­terà le infra­strut­ture Sky su Digi­tale Ter­re­stre, non può tra­smet­tere per­ché è in attesa dell’autorizzazione dal Mini­stero. (tra­dotto: Cielo, il canale di Sky sul digi­tale ter­re­stre, nato per­ché un giorno Ber­lu­sconi fece la lin­guac­cia a Rupert Mur­doch e Carlo De Bene­detti, non è stato ancora auto­riz­zato per le tra­smis­sioni; strano).

Logo di Cielo, tv di Sky e De benedetti sul Digitale Terrestre

Cielo, la tv dal nome di deo­do­rante, è Sky sul Digi­tale terrestre. Chi l’avrebbe mai detto? Io, che pen­savo fosse la tv di una nota lacca per capelli. L’altro nome ori­gi­nale che ave­vano preso in con­si­de­ra­zione è Fir­ma­mento, ma sarebbe andato bene solo nel periodo nata­li­zio. In piú, Mur­doch crede nel capi­ta­li­smo, non nel cri­stia­ne­simo. L’esito della man­cata auto­riz­za­zione pro­voca rea­zioni diverse: chi è abi­tuato a Boris, ne per­ce­pi­sce già l’assenza. Chi è abi­tuato a Dome­nica 5… Ok, ok, lo sap­piamo: è già spacciato.

ANSA, DIGITALE TERRESTRE: Cielo non può tra­smet­tere Boris sul digi­tale ter­re­stre, per­ché la figura di Duc­cio ricor­de­rebbe troppo Sca­jola. E viceversa.

Cielo mancata autorizzazione trasmissioni digitale terrestre non parte

In man­canza di pro­blemi, l’autorizzazione viene gene­ral­mente for­nita entro 60 giorni dalla richie­sta. Sky l’ha depo­si­tata i primi di novem­bre, assieme a quella per il satel­lite, giunta subito. Dun­que, atten­diamo il 59esimo. e 23 ore, e 59 minuti. Nel men­tre, il jin­gle che fa da sot­to­fondo musi­cale è molto carino, ma informa meno di SkyTG24. Anche se piú di Stu­dio Aperto. Per tutti quelli che vogliono Boris e SkyTG24 sul Digi­tale Ter­re­stre, sen­ti­tevi liberi di rom­pere i coglioni a:

urp.comunicazioni@sviluppoeconomico.gov.it

VpV — Stronzo Chi Legge

Visti per Voi, la rubrica di Salis, diventa video

Il titolo ti turba? C’è di peg­gio: c’è chi scrive nei bagni Auto­grill «Fini chi legge». «Voglia di qual­cosa di buono» era un dop­pio senso? E Fini pren­de­rebbe mai a paro­lacce uno spec­chio? Certo. Guarda la nuova pun­tata del video rias­sunto dei talk show. Ora con più stronzi.

Atten­zione, il seguente pip­pone è da leg­gere solo se siete cari­chi di endor­fine.

Dilaga la ten­denza ad osan­nare Fini. La sini­stra vede in lui l’uomo della «destra moderna». Lui stesso ne vede uno nello spec­chio. Ma è Gio­litti (è facile: a con­fronto di Ber­lu­sconi, è tran­sa­van­guar­dia). I suoi com­pa­gni lo chia­mano l’uomo della «destra astratta», un «bol­sce­vico». Cosa dice Fini per meri­tare un com­pli­mento simile? Tra­va­glio rias­sume bene: lo Stato è laico e la Chiesa non comanda. Biso­gna rispet­tare leggi ed isti­tu­zioni. La Costi­tu­zione è di tutti e non di uno solo. Et c.

Sem­bre­rebbe quasi di sini­stra, se solo la sini­stra pen­sasse a que­ste cose. Gianfranco Fini, il capo di una destra moderna: la sini­stra. Ma fac­ciamo due conti: Gian­franco Fini ha 57 anni. Dal 2002 sen­tiamo que­ste frasi uscire con rego­la­rità dalla sua bocca. Pra­ti­ca­mente da quando ha 50 anni. VIsto che è in poli­tica da quando ne ha 16, per 34 anni ha pro­fes­sato un credo oppo­sto. Poi la con­ver­sione sulla via di Fiuggi. Prima avrebbe detto cose come:

«Credo ancora nel fasci­smo, sì, ci credo.» (Secolo d’Italia, 19/08/1989)

«Nes­suno può chie­derci abiure della nostra matrice fasci­sta.» (Il Gior­nale, 05/01/1990)

«Mus­so­lini è stato il più grande sta­ti­sta nel secolo.» (Secolo d’Italia, 30/09/1992)

«A lui saranno inti­to­late piazze e monu­menti.» (Il Gior­nale, 19/10/1992)

L’uomo della destra moderna. Ricor­dia­molo: ha rin­ne­gato il ruolo di suc­ces­sore di Almi­rante, un segre­ta­rio MSI ex tenente delle Bri­gate Nere e segre­ta­rio di reda­zione di «Difesa della Razza», la rivi­sta che con­tri­buì alla nascita delle leggi raz­ziali nel 1938.

L’uomo della destra moderna, quello dell’apertura alle unioni di fatto, fino al 1998 dichia­rava che:

«Un gay non può fare il mae­stro, è dise­du­ca­tivo. E sono con­vinto di quello che ho detto. Chiun­que arrivi a con­si­de­rare la pedofilia…»

«Alla fine dei conti, non si può fare che siano i diversi quelli normali.»

La scorsa set­ti­mana ha detto che «chiun­que dica «diversi» è uno stronzo». Siamo d’accordo: chi dice diverso a una mino­ranza, cer­ta­mente lo è. Un bell’esempio di come pren­dersi a paro­lacce allo specchio. Ha impie­gato solo 34 anni per pas­sare da «credo nel fasci­smo» a «il fasci­smo fu il male asso­luto». Gene­ral­mente si fa tra il quarto e quinto gin­na­sio. In un pome­rig­gio. E avanza il tempo per la merenda.

Va bene cam­biare, ma se vuoi rap­pre­sen­tare il popolo, tutto, devi spie­gare come. E devi evi­tare di sot­to­scri­vere leggi sui pro­cessi brevi. Altri­menti ci rima­niamo tutti come uno «stronzo».

VpV — Sucidàte Berlusconi

Visti per Voi

È in onda il nuovo numero di Visti per Voi, la rubrica per chi vuole far finta di guar­dare i talk show. Il tema? «Porta a Porta: Sui­ci­diamo Ber­lu­sconi». Ecco un breve estratto.

Nasce su Face­book il gruppo «Ucci­diamo Ber­lu­sconi». Subito indi­gnato Gian­franco Fini: «Hey, c’ero prima io». Alfano lan­cia l’allarme: «Gruppo inde­gno, viola la morale kan­tiana. Qua­lun­que cosa sia».

Per sapere se Maroni denun­cerà tutti gli iscritti al gruppo, leggi l’arti­colo com­pleto sul sito di Virus, la satira virale de l’Unità.

Heroes: Quarta Stagione

Lo ammetto: ho visto la nuova sta­gione di Heroes, la serie che se sba­gli una let­tera diventa Herpes.

Non sono una novità i per­so­naggi con poteri inu­tili: ricor­de­rete tutti Niki San­ders (prima sta­gione). Quale mira­bo­lante potere aveva Hiro? Con­trol­lare il tempo. E Park­man? Le menti. Claire? Immor­tale. Peter? Onni­po­tente. Niki San­ders? Dare di matto. Un potere molto dif­fuso alle 7:25 sulla tan­gen­ziale est.

CATTIVO DI TURNO: «Che potere hai?»

NIKI SANDERS: «Do di matto.»

CATTIVO DI TURNO: «Eh lallero.»

NIKI SANDERS: «Guarda che ti scapoccio.»

Sulla scia di Niki San­ders, gli sce­neg­gia­tori hanno aggiunto al cast un nuovo per­so­nag­gio: Gesù.

CATTIVO DI TURNO: «E tu cosa fai?»

GESU: «Hai pre­sente il Tavernello?»

Jesus joins Heroes

Per ammaz­zare Sylar, potrebbe usare diverse tec­ni­che. Una è quella di tra­sfor­mare tutta l’acqua che Sylar beve in vino, e lo spe­di­sce in coma eti­lico. Non solo: anche quella della doc­cia, e farlo puz­zare come un alco­liz­zato. Iso­la­mento sociale assicurato.

L’alternativa, che gli sce­neg­gia­tori stanno seria­mente pren­dendo in con­si­de­ra­zione, è quella di ammaz­zarlo in un risto­rante sushi. Sylar inghiotte un tamaki, Gesù ini­zia a mol­ti­pli­car­glielo in pan­cia, e tanti saluti all’onnipotente Sylar che esplode con spruzzi di pesce e riso (che, per i giap­po­nesi, è come il pane; Gesù lo sa e gli viene incontro).

Addi­rit­tura Tracy Strass, la donna di ghiac­cio utile anche ai cock­tail party, dovrebbe stare attenta. Potrebbe diven­tare una con­grua for­ni­tura di Taver­nello per gli sceneggiatori.

Ieri, gio­vedì, è andata in onda la pun­tata di mar­tedì di Ballaró (?).

Ospiti: Con­cita De Gre­go­rio (diret­trice de l’Unità), Casini, Alfano, le soprac­ci­glia di Alfano, Tre­monti, la r moscia di Tre­monti (aka Ber­sani). Sono molti i temi affron­tati, e vedremo ora qual è stato lo svo­gli­mento della pun­tata tra­mite comodi dia­lo­ghi riassuntivi.

Logo Ballarò

01: MORTI IN AFGHANISTAN

TREMONTI: «Siamo lì in mis­sione di pace.»

ALFANO: «Sta­mane ho man­giato uova alla coque.»

TREMONTI: «Ripeto, la mis­sione è di pace.»

DE GREGORIO: «Pace un cazzo. Si chiama guerra, se gli ame­ri­cani con­ti­nuano farla.»

ALFANO: «Buone alla coque. Ah sì, pace pace pace.»

CASINI: «Siamo in que­sti paesi, come l’Iraq e l’Afghanistan, per com­bat­tere Al Qaeda.»

BERSANI: «Bzzz *» (* non è importante)

Il deli­rio era dovuto ad un sim­pa­tico clima da rutto libero. Quello che la povera De Gre­go­rio voleva dire, tra un «pace» e l’altro, era che siamo pre­senti in Afgha­ni­stan per rime­diare ai danni nati da una pes­sima gestione sta­tu­ni­tense. I paesi che sono dovuti inter­ve­nire come pea­ce­kee­pers, ad esem­pio l’Italia, dif­fi­cil­mente rie­scono ad iden­ti­fi­carsi in que­sta guerra nata da un sen­ti­mento ame­ri­cano (11 set­tem­bre). Tra­duco: se ammaz­zano la madre di un tuo amico, rie­sci a ven­di­carti come fosse la tua? E capire per­ché devi rischiare la vita a causa di que­sto motivo è dif­fi­cile. Que­sta è la con­di­zione di tutte le truppe ONU, giunte in un secondo momento, Ita­lia com­presa. Inol­tre, qual­cuno dovrebbe ricor­dare a Casini che non siamo stati in Iraq per com­bat­tere Al Qaeda. Hus­sein poco c’entrava con Osama. Alfano pre­sen­ziava in sala, con l’espressione incre­dula del rap­pre­sen­tante Fol­letto sor­preso di sve­gliarti alle 10 del mat­tino, men­tre sei a letto con la febbre.

ALFANO: «L’ho sve­gliata? Oh, mi spiace. Ce l’ha un folletto?»

Logo Ballarò

02: LODO ALFANO

DE GREGORIO: «Il Pre­si­dente del Con­si­glio gesti­sce l’Italia come una pro­prietà pri­vata. In que­sti anni ha usato il denaro e la cor­ru­zione per influen­zare il paese. E ce ne stiamo dimenticando.»

FLORIS: «Ber­sani, che ne pensa?»

BERSANI: «Bzzz.»

TREMONTI: «De Gre­go­rio, lei offende l’intelligenza degli ita­liani. Que­sto paese ha due­mila anni di inge­gno e civiltà. Secondo lei si farebbe influenzare?»

Inten­deva i due­mila prima di Mus­so­lini. Con­cita De Gre­go­rio è la diret­trice di uno dei gior­nali denun­ciati da Ber­lu­sconi per dif­fa­ma­zione. Il pre­si­dente ha chie­sto, rispet­ti­va­mente, un milione di euro a Repub­blica e due milioni d’euro a l’Unità. Due e mezzo senza pre­ser­va­tivo. Tre­monti sem­bra un tipo pon­de­ra­tivo, molto impo­stato. In realtà si blocca, per­ché for­mula i pen­sieri con mac­chie di Ror­schach, che è già un gran suc­cesso rispetto ai discorsi di Casini. Lui ruba con­cetti ai pre­senti, alter­nan­doli ogni 5 minuti per non far torto a nes­suno. In mezzo a que­sto qua­dro, la De Gre­go­rio, fara­butta, pro­se­gue come una vera gior­na­li­sta, solo che non italiana.

DE GREGORIO: «Non biso­gna dimen­ti­care che non è tanto impor­tante la D’Addario, ma i casi come Mills. Il lodo Alfano evita a Ber­lu­sconi di rispon­dere in giu­di­zio dei pro­cessi a suo carico. Lo rende al di sopra della legge. Per­ché una cosa del genere? * »

ALFANO: «Flo­ris, voglio replicare.»

FLORIS: «Prego.»

ALFANO: «Guardi che lo fac­cio davvero.»

FLORIS: «Prego.»

ALFANO: «Io le dico… io mi chiedo, mia cara comi­ziet­ta­trice… ce l’ha un folletto?»

SOPRACCIGLIA DI ALFANO: «Noi ce ne andiamo.»

FLORIS: «Alfano, par­lava del lodo.»

ALFANO: «Ah sì. Col lodo Alfano, Ber­lu­sconi rispon­derà in giu­di­zio a tutto, ma dopo la fine del suo mandato.»

Fac­ciamo un gioco. Fac­ciamo il con­tra­rio. Prima vediamo se hai rubato la mar­mel­lata, poi ti diamo le chiavi della dispensa. Un reato può influen­zare la capa­cità di rico­prire una carica, il con­tra­rio non dovrebbe. Ma, col lodo Alfano, può.

La pun­tata si chiude in bel­lezza sull’intervento di Ber­sani, rima­sto silente per due ore.

FLORIS: «Ber­sani, vuole aggiun­gere qualcosa?»

BERSANI: «Ber­lu­sconi è cer­ta­mente padrone di un certo numero di canali per la dif­fu­sione e cana­liz­za­zione di certe sue idee.»

FLORIS: «Cioè?»

BERSANI: «Bzzz.»

* Que­sta è una gior­na­li­sta. Hai davanti il tizio che si chiama come il lodo, o vice­versa, e giu­sta­mente gli chiedi del lodo. Un po’ come se Vespa chie­desse a Lui dei pro­cessi.


«Tutto deve cam­biare per­ché tutto resti com’è»

(Tomasi Di Lam­pe­dusa, vedendo il resty­ling di Gra­zie Moltissimo)

Il primo (ed ultimo) arti­colo di ser­vi­zio che que­sto blog vedrà riguarda un’immensa novità. Final­mente un arti­colo serio? Magari pun­tuale? No, figu­rarsi. Piut­to­sto il resty­ling dell’interfaccia gra­fica.
Come vedete, ora è così (prego roteare globi ocu­lari ed analizzare).

C’è chi lo vedeva così:

Il Vecchio Grazie Moltissimo

O così:

Il Vecchio Grazie Moltissimo

Nei casi peg­giori, così:
Mike Bongiorno da Daria Bignardi
Con l’ultimo siete Fio­rello. Gra­zie, ma abbiamo già abba­stanza visi­ta­tori (scherzo, ciao Fiore) (tutto bene? eh lo so, dispiace anche a me).

Nella nuova inter­fac­cia ven­gono evi­den­ziati i canali Twit­ter, Face­book e gli RSS (dio, quanto ne sen­ti­vamo l’esigenza, eh?). Come sem­pre è pos­si­bile uti­liz­zare Goo­gle Friend Con­nect per i com­menti, ora più facil­mente indi­vi­dua­bili (tranne se volete boi­cot­tare Goo­gle, il motore di ricerca meno amato da George Orwell).

A breve ripren­derà il clas­sico aggior­na­mento bime­strale con coz­za­glia di noti­zie. Nella ver­sione 3.0 del sito sono pre­vi­sti anche:

  1. arti­coli uni­voci e coerenti
  2. pos­si­bil­mente di destra

The Pirate Bay Logo

The Pirate Bay (il noto sito di tor­rent per sca­ri­care musica, gio­chi e film ille­gal­mente) è stato ven­duto per 7,8 milioni di dollari.

Set­te­Vir­go­laOt­to­Mi­lio­ni­Di­Dol­lari. Per gua­da­gnare la stessa cifra, Farouk (l’ambulante di Via Boc­cea a Roma) ha dovuto ven­dere 109+x milioni di CD, 4 fan­ta­sti­liardi di DVD, tre mogli e la den­tiera d’oro lasciata in ere­dità dal nonno. Ven­dere The Pirate Bay è come se il maroc­chino all’angolo si ven­desse la EMI. O un po’ come se un mana­ger Par­ma­lat ven­desse azio… ops!

Logo Parmalat

A pro­po­sito di Par­ma­lat e casi ana­lo­ghi nel resto del mondo, Libero titola così la noti­zia della con­danna di Madoff in USA:

«Madoff 150 anni. E Tanzi?»

E Tanzi spe­riamo non ci arrivi. Dico per lui… sai che palle? Altri 80 sner­vanti anni ad aspet­tare la sen­tenza ita­liana. Poi t’arriva e non hai nean­che un’immunità pre­si­den­ziale: Tanzi, ma che uomo sei? Non hai nean­che un’alta carica statale.

Se tu fossi stato un pre­mier avre­sti potuto sde­bi­tarti, dimo­strare che sei pen­tito, fare del bene al Paese. O dire frasi a là Ber­lu­sconi, tipo quest’ultima sulla tra­ge­dia di Via­reg­gio, dove un treno merci carico di GPL è esploso ucci­dendo decine di per­sone e facendo crol­lare palazzine.

Tragedia a Viareggio

VIAREGGIO, Ber­lu­sconi: «Nel pome­rig­gio vado a pren­dere in mano la situazione.»

Ieri il cazzo, oggi la situa­zione. Forse essendo una situa­zione del cazzo… lui potrebbe… nah. Cosa potrebbe?

Excur­sus, arriva Ber­lu­sconi a Viareggio:

[Ber­lu­sconi arriva sul posto, nel pome­rig­gio. I Vigili del Fuoco inter­rom­pono le ope­ra­zioni antin­cen­dio e si diri­gono verso di lui. Tanto non ce n’è più biso­gno, ora prende in mano la situazione.]

Capo dei Vigili del Fuoco: «Pre­si­dente, per for­tuna è arri­vato. Aspet­ta­vamo pro­prio lei per pren­dere in mano la situa­zione. Guardi quante bam­bole abbiamo già pettinato.

Vigile del Fuoco: «Ora che lei è qui: ricorda per caso come si spe­gne una cisterna infuo­cata col GPL? No? Allora si renda utile: vada a resu­sci­tare quelle per­sone lì in fondo men­tre sfrutta la tra­ge­dia per acqui­sire nuova cre­di­bi­lità. Come si resu­sci­tano? E lo chiede a me? Io non sono mica unto dal signore. No Pre­si­dente, i pom­pini non resu­sci­tano, quello è il cia­lis. Sì Pre­si­dente, lo so che sono tutte brave Pre­si­dente, ma a meno che non siano brave con l’ingoio del fuoco, Presidente…»

Vado in bagno, ho una situa­zione da pren­dere in mano.

Medici, Bistecche e Crescita

Frenologia, l'arte di non capire un cazzo da un cazzo

Ulti­ma­mente verso le due o tre di notte mi sve­glio (o sto per met­termi a letto) e sento un leg­ge­ris­simo fasti­dio alle arti­co­la­zioni, anche cono­sciuto come «mi rigiro nel letto come un pollo di rostic­ce­ria ma niente». Avete pre­sente? Ok. Misuro la tem­pe­ra­tura, quindi con­trollo il ter­mo­me­tro, e sotto il 37,2° non scende mai. Se mi dice bene anche 37,7°.

Diciamo che ne ho sem­pre sof­ferto e, come per ogni cosa di cui parlo al mio medico, secondo lui la causa è sem­pre la carenza di prin­cipi attivi come la bistecchina-c.

Tra­duco:

«Dot­tore, ho il raffreddore.»

«Eeeeh, e che sarà mai. Man­gia una bistecca e vedi come ti tiri su.»

«Ma il naso mi cade ogni giorno alle 12:27.»

«Eeeeh, e che sarà mai. Man­gia una bistecca e vedi come si riattacca.»

«Sto per­dendo la vista. Ora.»

«Vuoi una bistecca?»

Per risol­vere qual­siasi pro­blema secondo lui mi basta man­giare una bistecca in più. Il lavoro che ha fatto Fle­ming sco­prendo la peni­cil­lina nei suoi piatti spor­chi di una set­ti­mana non è ser­vito a nulla. Sup­pongo (ma non ne sono certo) che i medici abbiano certe tipo­lo­gie di pazienti già sta­bi­lite*. Appena entri nello stu­dio pen­sano qual­cosa tipo: «Magro, capelli neri, ha un neo sul viso… sicu­ra­mente ipo­con­driaco. Gli pre­scrivo un po’ d’acqua salata magica e via dai coglioni». Non per essere ridut­tivo, ma ini­zio a con­vin­cermi pro­fon­da­mente che sia così.

Nel vostro pro­fondo anche voi lo sapete, ed il primo sen­tore lo si ha già da piccoli:

«Dot­tore, ho la bua qui.»

«Eeeeh, è la crescita.»

«Ma san­guina.»

«Eeeeh, è la crescita.»

«Ho un citomegalovirus.»

«Eeeeh, è la crescita.»

Poi, ine­vi­ta­bil­mente, cre­sci (diventi addi­rit­tura vec­chio) e la teo­ria viene confermata.

«Dot­tore, ho un ictus con cataratta.»

«Eeeeh, è la decrescita.»

Se io andassi dal medico in que­ste con­di­zioni non sono certo di cosa potrebbe dire, ma scom­metto che asso­mi­glie­rebbe molto a qual­cosa del genere:

«Dot­tore, ogni notte la mia tem­pe­ra­tura sale di un grado nel giro di un’ora. E non parto da 35°. Que­sta situa­zione per­si­ste da due set­ti­mane e si pre­senta ciclicamente.»

«37,2°? Cosa vuole che sia 37,2°?»

«Non so, mi dica lei.»

«Una tem­pe­ra­tura sopra il 37.»

«Cha­peau!»


Piut­to­sto, la pros­sima volta che andate dal medico, comin­ciate così:

«Ascolti, ho letto sana sana l’Intro­du­zione alla Psi­coa­na­lisi di Freud, cono­sco tutte le teo­rie della neu­ro­psi­chia­tria moderna. È inu­tile che ci prova. Posso garan­tirle, con asso­luta cer­tezza, che non sto men­tendo. Oppure sì, ma lei comun­que non può saperlo. Ora, per cor­te­sia, ho 30 anni: può farmi una visita dove non fini­sco a man­giare bistec­che per la crescita?»

Non vi pren­derà sul serio, ma avrete pre­scri­zioni pla­cebo per tutta la vita. O almeno que­sto è ciò che accade a me. Voi cosa vi sen­tite dire? È lo stress? È l’attività fisica? È il lupus?

* C’è qual­che medico tra i let­tori? Sì, lo so che c’è. Ricordo che NON soc­cor­rermi se mi sen­tirò male, vuol dire fare «omis­sione di soc­corso». Ch’è come lasciare che Paolo Mene­guzzi sof­fo­chi men­tre voi sor­seg­giate un cock­tail, solo che io lan­cio epiteti.

Guerra

«Peo­ple aren’t afraid of being dead, they’re afraid of get­ting dead».

(George Car­lin pro­ba­bil­mente un attimo dopo aver letto di Socrate)

(dicevo, George Car­lin, 1937 — 22 Giu­gno 2008)

Un anno fa è morto George Car­lin. Sarebbe bello rive­derlo, ma non sono il tipo da pala e torcia.

gianni-alemanno

«Dif­fi­cil­mente riu­scirò ad avere buoni rap­porti anche con Gianni Ale­manno che è stato accolto al Cam­pi­do­glio con i saluti fasci­sti».

Ber­trand Dela­noë, Sin­daco di Parigi.


Ale­manno replica a Dela­noë: «Quello che ha detto il sin­daco di Parigi su di me è falso, offen­sivo e intol­le­ra­bile». Inter­ven­gono anche Frat­tini e Ron­chi: «Il sin­daco di Roma non ha mai fatto saluti romani o altri gesti o atti che inneg­gino al fasci­smo». Ooook Frat­ton­chi. Fer­mia­moci un secondo: chi ha par­lato di saluti romani da parte di Alemanno? Delanoë ha detto che è stato accolto da saluti fascisti/romani. È una coda di paglia quella che vedo? Paura che qual­cuno si ricordi del pas­sato di Ale­manno? MSI? Fronte della Gio­ventù? Brutti ricordi, eh? Soprat­tutto ora che siamo tutti puliti. A par­lare dei saluti di Ale­manno non è stato Ber­trand Dela­noë, bensì:


«Non si può garan­tire che le rela­zioni che c’erano con Vel­troni restino tali men­tre Roma è ammi­ni­strata da respon­sa­bili poli­tici che fanno il saluto fasci­sta entrando in Campidoglio».

Lau­rent Fary, por­ta­voce di Ber­trand Delanoë

 

Ecco chi lo ha detto, sola­mente dopo le accuse di Frat­ton­chi: è stato Lau­rent Fary, por­ta­voce. Con por­ta­voce non si intende che letteralmente:

  1. prende la voce
  2. la porta in valigia
  3. la libera davanti ad un microfono

Fary è un essere umano, ha espresso il con­cetto di Dela­noë a modo suo. Nella peg­gior ipo­tesi, è Fary ad aver sba­gliato. In effetti: Ale­manno non è così infimo, o stolto, da fare il saluto fasci­sta durante la sua ele­zione. DURANTE la sua ele­zione. E dopo la sua ele­zione. DOPO la sua ele­zione. E Frat­ton­chi non è così stolto da rac­con­tare della vita pre­ce­dente di Ale­manno (MSI, Fronte della Gio­ventù, senza con­tare –per­ché è stato pro­sciolto– gli 8 mesi a Rebibbia).

Nono­stante Fary, e nono­stante il comu­ni­cato di Frat­ton­chi, il sin­daco Dela­noë aveva ragione: Ale­manno è stato accolto in Cam­pi­do­glio con i saluti fasci­sti. Ed era visi­bile a tutti, su quasi ogni quo­ti­diano nazio­nale. La noti­zia di que­sto malin­teso mi ha subito col­pito, per­ché ricordo viva­mente quella gior­nata. Misi da parte una foto da la Repub­blica. Voilà, que­sta foto venne pub­bli­cata un po’ ovun­que, dal car­ta­ceo all’online.

 

Saluto Romano (saluto fascista) all'elezione di Gianni Alemanno.

Il sin­daco potrà anche aver preso le distanze da que­sti salu­tanti, ma chiun­que quel giorno fosse in Cam­pi­do­glio con la manina alzata, ben ricorda il periodo in cui Gianni Ale­manno ha fatto parte del Movi­mento Sociale Ita­liano, accu­sato in più occa­sioni della rico­sti­tu­zione del disciolto par­tito fasci­sta. Rico­sti­tu­zione logi­ca­mente resa impos­si­bile dalla Costi­tu­zione Repub­bli­cana di que­sto paese.

Ora che da MSI si è pas­sati ad AN, e da AN si è pas­sati al PdL, è stata for­nita una spie­ga­zione uffi­ciale dei saluti fasci­sti in Cam­pi­do­glio con l’elezione di Alemanno:

Cari amici fran­cesi, chi era al Cam­pi­do­glio non faceva il saluto fasci­sta. Chi era al Cam­pi­do­glio si ripa­rava dal Sole.

Dela­noë non è stato né falso, né offen­sivo, né intol­le­ra­bile. Dela­noë ha ripor­tato un fatto. Frat­ton­chi pos­sono anche spo­stare l’attenzione sull’opinione di Fary, ma non pos­sono negare ciò che ha detto Dela­noë, ovvero che «Gianni Ale­manno è stato accolto al Cam­pi­do­glio con i saluti fascisti».

Ops, siamo nel 2009. Non potete men­tire, la foto­gra­fia è già stata inven­tata. Gra­zie Daguerre.

Non pago delle recenti dichia­ra­zioni su Obama, l’italico pre­mier1 sfog­gia la sua deli­ca­tezza con la regina d’Inghilterra (e l’amico Obama). Tutto que­sto avviene durante la posa per la solita foto di gruppo tra poli­ti­canti. Nella quiete, una voce si leva nell’aria: è Ber­lu­sconi che, chia­mando a squar­cia­gola l’amico Obama, rende la regina ancor più biso­gnosa di un tra­pianto di coclea.

La regina è ben con­scia di poter dire tutto, tranne «the book is on the table». Tanto Ber­lu­sconi non capirà. In com­penso, con­ti­nuerà a fare:

BERLUSCONI: «Obba­maaa. Ué, Obba­maaa. Mi fai rive­dere com’è che scroc­chi le dita?»

OBAMA [SOTTOVOCE]: «Dio ancora quello. Ma chi è?»

Obama è ter­ro­riz­zato. Passa le ore chiuso in bagno per­ché crede che lì Ber­lu­sconi non possa arri­vare.

BERLUSCONI: «Obba­maaa. Ué, Obba­maaa. Vie’ qua che ti rac­conto una bar­zel­letta. Ahr Ahr.»

Alla terza bar­zel­letta con­se­cu­tiva, la CIA ha l’ordine di orga­niz­zare un altro 11 Settembre.

OBAMA: «Oh Sil­vio, scusa, devo andare. Pio­vono più aerei da me che caval­lette nella Bibbia».

BERLUSCONI: «Ué ti chiamo sta­sera, Obba­maaa. Così saluto Miscell. Ahr Ahr.»

Ber­lu­sconi, l’amico che pensa l’etiquette sia quella cosa che rimane attac­cata quando com­pri una giacca. Tutti la vedono pen­zo­nalnte, nes­suno osa dirlo. Lizzy, al cui con­fronto Ber­lu­sconi è un «kid», è una vec­chia guar­dia e sa come farsi valere. La regina è ben con­scia di poter dire tutto, tranne «the cat is black». Tanto Ber­lu­sconi non capirà.

1 Pre­mier, cioè primo, fra i mini­stri. Cioè quello che rap­pre­senta l’Italia fuori da Gardaland.

Qui Niente Minchionerie




Cin­guet­ta­tore (cioè twitter)


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Eh? Ah

L’Unità l’ha bona­ria­mente definito «l’astro nascente della satira ita­liana». Un tizio gli ha detto «astronzo». A lui è pia­ciuto tan­tis­simo ed ora è «l’astronzo nascente della satira ita­liana».

Puoi leg­gere il resumé e scri­vere una mail. È un ottimo rime­dio quando vuoi sen­tirti piú intel­li­gente di qual­cuno. Risponde Ema­nuele Fili­berto.

Suppongo Che…

…t’interesserà sapere che Anjou cerca per­so­nale per la rac­colta di frutta nell’estate 2010 in Fran­cia.
Sup­pongo.

quando andrai

quando andrai via da que­sto sito (ho accet­tato il fatto che possa acca­dere), fa’ che sia per visi­tare una di que­ste pagine:

Francesca Fornario
Daniele Luttazzi
Fabrizio Mazzotta
Mario Natangelo