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Perché Ho Cambiato Idea

La scorsa Dome­nica ho avuto la pos­si­bi­lità di assi­stere casual­mente al Con­gresso Fon­da­tivo PdL. Alcune parti mi hanno emo­zio­nato a tal punto da dover tirare fuori l’iPhone per rirprenderle.

Si può dire tutto di Ber­lu­sconi, e allora dicia­molo: negli ultimi tempi ho matu­rato una visione pro­fon­da­mente diversa da quella che cono­scete. È dif­fi­cile spie­gare come si possa cam­biare idea così radi­cal­mente, quindi farò appello alla vostra buona fede, e spero abbiate la pazienza di leg­gere tra le righe.

Credo sia inne­ga­bile che la sini­stra, negli ultimi anni, abbia dimo­strato solo inca­pa­cità logi­stica ed orga­niz­za­tiva, senza risul­tati pra­tici e con­creti per il popolo ed il pro­le­ta­riato, (la base che dovreb­bero rap­pre­sen­tare). La svolta socia­li­sta e comu­ni­sta sarebbe impos­si­bile da rag­giun­gere in que­ste con­di­zioni. E credo che fin qui siamo tutti d’accordo.

Supe­rando lo sco­glio del pre­giu­di­zio, ho tro­vato nuova luce nelle parole dell’uomo che mi accom­pa­gna sin da quando avevo 8 anni: parlo di Sil­vio Ber­lu­sconi, che mi accom­pa­gna da quasi un terzo della mia vita, e solo oggi me ne rendo conto. Dome­nica ho avuto la pos­si­bi­lità di vedere il suo spi­rito di aggre­ga­zione, l’entusiasmo, la gioia e la deter­mi­na­zione e soprat­tutto le disla­lie, dopo aver par­te­ci­pato Dome­nica, casual­mente, al con­gresso fon­da­tivo PdL.

Al con­tra­rio, sono stanco dei soliti male­detti intel­let­tuali della nomen­kla­tura di sini­stra e delle loro boc­che che sono solo una cloaca di vee­menza indi­gnosa e per­pe­tuata dalla reto­rica comu­ni­sta ste­rile e arretrata.

Con poche, sem­plici parole, voglio dirvi che, da oggi, Gra­zie Mol­tis­simo ritratta ed esprime uffi­cial­mente il suo sup­porto per la parte che ha sem­pre deni­grato. Non la Chiesa, ma il neo­nato PdL, sim­bolo mas­simo dell’espressione demo­cra­tica bipo­la­ri­sta ossi­mo­rica. Tutti gli arti­coli pre­ce­denti ver­ranno ovvia­mente rimossi dal blog entro le pros­sime 24 ore. Con­vinto che anche voi siate della stessa fas­soni, vi pro­metto la solita impar­zia­lità certo della vostra solidarietà.

Con affetto, nella spe­ranza che siate così aperti da voler com­piere que­sto per­corso accanto a me,

Sim.

Povia ha rican­tato a San­remo. Tutti lo sap­piamo, ma nes­suno si stanca della noti­zia (me com­preso) per­ché ogni volta è come avere un conato di vomito fre­sco e nuovo. Parlo ancora di Povia? Sì, parlo ancora di Povia. Ormai è un mio fetic­cio: sogno di vederlo amma­net­tato con un fru­stino che gli per­cuote tutto il corpo men­tre vien sodo­miz­zato con un pic­cione dal becco aqui­lino. Qui addi­rit­tura non siamo a San­remo, dove Bono­lis ricorda che è sem­pre stata rispet­tata la libertà di parola e d’espressione, quindi posso dire tutto, ed in libertà.

Povia sor­ride, sor­ride molto. Sor­ride tal­mente tanto che ce l’ha anche sullo spartito:

RITORNELLO:

LUCA ERA GAY

(Sor­ri­dere da deficiente)

ADESSO STA CON LEI

(Per­fetto, ora smet­tere. Ok. Enough. Ho detto SMETTERE)

Il Testo d'Ispirazione per Luca Era Gay

Povia que­sta sera non ha solo can­tato, ha quasi reci­tato con una sce­no­gra­fia da poeta-parigino-con-la-sigaretta-n-bocca, che poi si cicca da solo sui pan­ta­loni com­pràti alla Standa.

Quella sce­no­gra­fia ha dato risalto all’intera opera magna dell’artista: Luca Era Gay, una melo­dia che fa girare Bee­tho­ven nella sua tomba come fosse un pollo di rostic­ce­ria. Ma non è stato facile: il ragazzo ha dovuto sce­gliere, per­ché i soldi del Dar­fur erano finiti. Gli hanno detto: «O fai la sce­no­gra­fia di San­remo, o quella del tuo fune­rale». Le due cose, coin­ci­dendo, non hanno reso neces­sa­ria una risposta.

Io, che ho finito la terza ele­men­tare (quindi sono 3 gra­dini sopra Povia, che noto­ria­mente fece la corag­giosa scelta di abban­do­nare gli studi all’asilo), ho stu­diato Freud. Ora, come il Signor Giu­seppe Povia si è preso la libertà di psi­coa­na­liz­zare tutti gli omo­ses­suali del mondo, così tutti gli omo­ses­suali del mondo si pren­de­ranno la libertà di ana­liz­zare il Signor Giu­seppe Povia. Mi assu­merò la briga di rap­pre­sen­tare tutti con que­sta tra­scri­zione: tro­ve­rete prima il testo ori­gi­nale, poi quello che Povia real­mente inten­deva. Signori, siete di fronte al (sotto) testo di Luca Era Gay. Iniziamo:

 

RITORNELLO:

Luca era gay

Io, Povia, ero gay

e adesso sta con lei

Adesso lecco ciuffe

Luca parla con il cuore in mano

Cono­sco le meta­fore sull’anatomia umana

Luca dice sono un altro uomo

Mento a me stesso per ingan­nare il tempo, altri­menti dovrei accet­tare che non sono un cantante

 

CANZONE:

Luca dice: prima di rac­con­tare il mio cam­bia­mento ses­suale volevo chia­rire che se credo in Dio non mi rico­no­sco nel pen­siero dell’uomo che su que­sto argo­mento è diviso

Oggi non avevo impegni

 

non sono andato da psi­co­logi psi­chia­tri preti o scien­ziati sono andato nel mio pas­sato ho sca­vato e ho capito tante cose di me

Mia madre andava a rispar­mio coi medici e non potete far­mene una colpa

 

mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diven­tato osses­sione piena delle sue con­vin­zioni ed io non respi­ravo per le sue attenzioni

Ho il com­plesso d’Edipo

 

mio padre non pren­deva deci­sioni ed io non ci riu­scivo mai a par­lare stava fuori tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero

Mio padre era un gran gran stronzo. tran­quilli, non è la sto­ria di tutti, solo la mia

 

mamma infatti chiese la sepa­ra­zione avevo 12 anni non capivo bene mio padre disse è la giu­sta solu­zione e dopo poco tempo comin­ciò a bere

Emmica basta. Un Gran gran stron­zone, ma pure alcolista

 

mamma mi par­lava sem­pre male di papà mi diceva non spo­sarti mai per carità delle mie ami­che era gelosa mor­bosa e la mia iden­tità era sem­pre più confusa

Sono un debole e credo pro­fon­da­mente di poter sfrut­tare il com­plesso d’Edipo in una canzone

 

ma in quel momento cer­cavo rispo­ste mi ver­go­gnavo e le cer­cavo di nasco­sto c’era chi mi diceva “è natu­rale” io stu­diavo Freud non la pen­sava uguale

Ho sen­tito que­sto nome in metro­po­li­tana e voglio fare bella figura

 

poi arrivò la matu­rità ma non sapevo che cos’era la feli­cità un uomo grande mi fece tre­mare il cuore ed è li che ho sco­perto di essere omosessuale

Sono geron­to­filo e mi piac­ciono i vecchi

 

con lui nes­suna ini­bi­zione il cor­teg­gia­mento c’era e io cre­devo fosse amore sì con lui riu­scivo ad essere me stesso poi sem­brava una gara a chi faceva meglio il sesso

Ho sem­pre voluto fare film porno e Dio solo sa quanto mi esercito

 

e mi sen­tivo un col­pe­vole prima o poi lo pren­dono ma se spa­ri­scono le prove poi lo assol­vono cer­cavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per non tra­dire mia madre

Cazzo, è vera­mente grosso que­sto com­plesso d’Edipo che c’ho

 

Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci tra­di­vamo io cer­cavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità poi ad una festa fra tanta gente ho cono­sciuto lei che non c’entrava niente lei mi ascol­tava lei mi spo­gliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi mancava

Mamma, ti giuro che non sono fro­cio e non ho il com­plesso d’edipo

 

que­sta è la mia sto­ria solo la mia sto­ria nes­suna malat­tia nes­suna guarigione

La mat­tina fac­cio gli sciac­qui con Pre­pa­ra­zione H

 

caro papà ti ho per­do­nato anche se qua non sei più tornato

Papà sei un gran gran stron­zone e mi pen­tirò d’averlo detto subito dopo che sarai morto

 

mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma adesso sono padre e sono inna­mo­rato dell’unica donna che io abbia mai amato

Non vedo l’ora che tu muoia, madre, così ter­mi­nerà il mio com­plesso d’edipo senza che io debba sforzarmi

 

RITORNELLO FINALE:

Io ero gay

adesso lecco ciuffe

cono­sco le meta­fore sull’anatomia umana

Mento a me stesso per ingan­nare il tempo, altri­menti dovrei accet­tare che non sono un cantante

Si è spento oggi, gra­zie ad un inter­rut­tore bipo­lare siste­ma­to­gli sulla nuca da Dio, Ore­ste Lio­nello. Ripeto, Lio­nello è morto, e siamo tutti nella merda fino al collo: il baga­glino verrà chiuso, Allen verrà dop­piato da Ward, e saremo tutti un po’ più morti dentro.

È stato la voce ita­liana di molti comici tra i quali, primo fra tutti, Woody Allen. Non sono da dimen­ti­care anche Jerry Lewis, Char­lie Cha­plin, Grou­cho Marx e Sil­vio Ber­lu­sconi. Anche il pre­mier aveva scelto di farsi dop­piare da Lio­nello durante i suoi momenti d’euforia: il pre­si­dente abbron­zato, la coma­tosa da ingra­vi­dare, i desa­pa­re­ci­dos che gio­cano a palla. Lio­nello era sem­pre lì, sotto il leg­gio di Ber­lu­sconi, a muo­versi a sync con le caz­zate che diceva.

Parole di cor­do­glio da Pier Fran­ce­sco Pin­gi­tore, Pippo Franco, Enrico Mon­te­sano, Vale­ria Marini, e Mic­key Mouse. Anche Pamela Prati, sou­brette sco­perta da Lio­nello (in una grotta di Fra­scati), ha pro­vato ad espri­mere il suo dolore ai micro­foni dicendo: «Qstl­br­snfn­tstch prtt trnn­c­prlr», che tra­dotto vuol dire: «Que­ste lab­bra sono fan­ta­sti­che per tutto tranne che parlare».

Se non avete pre­sente Ore­ste Lio­nello, ecco un sil­lo­gi­smo di Allen da lui dop­piato.  Tanto per rin­fre­scarvi il nervo acustico:

Ora che ci penso è più un para­lo­gi­smo che un sillogismo.

Vi invito ad un com­mento in sua memo­ria nello spa­zio sottostante.

Interrompete il Filmato

  • Visto che la TV è la più spa­ven­tosa forza di que­sto mondo senza Dio;
  • Visto che in RAI creano e distrug­gono le pole­mi­che da soli (nell’arco di una serata);
  • Visto che «boi­cot­tiamo San­remo», ma tanto poi le fami­glie Audi­tel stanno tutte lì a guardarlo;
  • Visto che Beni­gni è tanto bravo;
  • Visto che il pub­blico è rin­co­glio­nito, o regi­strato, e fischia applausi anche al mio gatto che fa pipì;
  • Visto che di tutto que­sto non ce ne frega un cazzo;

Guar­date que­sto filmato:

Quinto Potere, titolo libe­ra­mente tra­dotto dall’originale: Net­work

Vor­rei far sapere al tito­li­sta che ho colto il fon­da­men­tale richiamo a Quarto Potere. Gra­zie titolista.

Il Risveglio dei Campioni

Sta­mane mi sono sve­gliato col mal di pan­cia, e que­sto è noto­ria­mente uno di quei blog dove l’autore rac­conta anche quanti peli del naso trova al suo risve­glio sul cuscino.

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Leg­ge­tene tutti e con­fron­tate la per­dita di peli del naso dalle scorse foto.

Flash News: Maschere

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Rapi­na­tore tenta colpo al Qui­ri­nale indos­sando una maschera di Ber­lu­sconi, ma viene subito iden­ti­fi­cato dai cara­bi­nieri che lo atten­de­vano all’uscita: era Sil­vio Ber­lu­sconi, che si è così giu­sti­fi­cato:
«C’è poco da scher­zare. È sviz­zera, in pelle di daino, e mi è costata 100’000 €. E un’anestesia totale».

La noti­zia reale, ripor­tata da la Repub­blica:

Hanno cer­cato di rapi­nare una banca con le maschere di Ber­lu­sconi e Dell’Utri. Ma la loro tra­sferta da Cata­nia a Torino è finita male. Due fra­telli, Mat­teo e Michele Man­ga­naro, di 46 e 45 anni, sono stati bloc­cati all’uscita da una porta poste­riore dell’istituto, ave­vano rubato 70 mila euro. Un loro com­plice è invece riu­scito a scap­pare. La sequenza è stata ripresa da un passante

Da qual­che tempo, la nota tra­smis­sione Scom­met­tiamo Che…? sem­bra esser stata tra­sfe­rita su Face­book. La for­mula è sem­pre la stessa:

Sei stato invi­tato a par­te­ci­pare al gruppo Face­book

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Scom­met­tiamo che… rie­sco a tro­varne [numero x discre­ta­mente alto] che sono con­tro [idio­sin­cra­sia qual­siasi verso mino­ranza]?

No, non scom­met­tiamo, per­ché cer­ta­mente li tro­ve­rai tra i 500 milioni di iscritti Face­book. Esistono.

A meno che tu non abbia creato il gruppo: «Scom­met­tiamo che rie­sco a tro­varne [numero x che tende a +infi­nito] che sono con­tro [idro­lisi di pro­cioni in ambiente non ste­rile]*?»

Escluso il sud­detto caso, li tro­ve­re­sti anche met­tendo un annun­cio su Por­ta­por­tese, sezione «Incon­tri». E poi?  Una volta tro­vati? Cosa farai? Ini­zie­rete ad ade­rire tutti assieme al gruppo «Stop ai pan­cini a coco­mero dei bam­bini del terzo mondo»?

Pren­diamo un caso reale: «Scom­met­tiamo che rie­sco a tro­varne 10’000 con­tro l’omofobia?». Ma bene, sem­plice e lineare. Mi piace: anche io voglio farlo.  Met­tiamo caso: li trovo, per poi ammaz­zarli tutti. Ade­rite subito. Il mondo sarà un posto migliore dopo aver pre­muto un pulsante.

Una volta tro­vate 10’000 per­sone con­tro l’omofobia, o hai lo spi­rito orga­niz­za­tivo di Luther King, oppure con­ti­nui a rima­nere con il culo incol­lato davanti allo schermo. Cioè, sulla sedia. Non sullo schermo.

A pro­po­sito, clic­cando sul seguente link, potrete ade­rire su Face­book al gruppo Scom­met­tiamo che rie­sco a tro­varne [numero x discre­ta­mente alto] che sono con­tro [idio­sin­cra­sia qual­siasi verso mino­ranza]?

* Esi­stono, e sono una mino­ranza. Per fortuna.

Grande inau­gu­ra­zione del Pod­cast Gra­zie Mol­tis­simo, su iTu­nes, con l’audiocorso:

L.I.P.U.N.A.M.

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Lette­ra­tura Italiana in Pillole per Umani Normo­do­tati e Ales­san­dra Musso­lini

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Avete uti­liz­zato il corso L.I.P.U.N.A.M.? Vor­re­ste poterlo ascol­tare ovun­que senza la fatica di leg­gere tutte quelle parole? Magari pseu­doin­ter­pre­tato da un’unica per­sona bipo­lare? E com­ple­ta­mente gratis?

L.I.P.U.N.A.M. è garan­zia di successo!

Fede­rico Moc­cia, di Roma, ha detto: «Sulla Let­te­ra­tura Ita­liana ho appreso più con 5 minuti di L.I.P.U.N.A.M. che in 45 anni di vita».

Da oggi, potrete ascol­tare ogni volta che volete il corso L.I.P.U.N.A.M. sem­pli­ce­mente pre­mendo sul tasto Play in fondo all’articolo, o iscri­ven­dovi al Pod­cast di Gra­zie Mol­tis­simo su iTu­nes, per por­tarlo anche nei vostri iPod ed iPhone.

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Pre­mete play per appren­dere in soli cin­que minuti più nozioni sulla let­te­ra­tura ita­liana di quanto Fede­rico Moc­cia non abbia fatto in 45 anni di vita.

Dispo­ni­bile anche su Pod­cast Alley {pca-bb548ba029f87872e21082e003b534a5}

 
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L.I.P.U.N.A.M.®

Lette­ra­tura Italiana in Pillole per Umani Normo­do­tati e Ales­san­dra Musso­lini

Volete diven­tare eru­diti cono­sci­tori della let­te­ra­tura del vostro paese, dalle sue ori­gini sino ai giorni nostri? Per voi utenti nor­mo­do­tati, e per tutte/i coloro che si chia­mano Ales­san­dra Mus­so­lini, il metodo L.I.P.U.N.A.M.® offre la con­creta pos­si­bi­lità di otte­nere in pochi minuti una cono­scenza della Let­te­ra­tura Ita­liana dieci volte più ampia di quella che Fede­rico Moc­cia ha accu­mu­lato in 45 anni di vita.

Ricor­date le ore ed ore pas­sate a scuola ad ana­liz­zare il con­te­sto sociale, la bio­gra­fia dell’autore, la metrica ed ogni pos­si­bile signi­fi­cante di una poe­sia di poche righe? Bene, con il metodo L.I.P.U.N.A.M.® potrete dimen­ti­care tutto ciò ed essere comun­que pre­pa­rati ad affron­tare un discorso appa­ren­te­mente aulico con il mal­ca­pi­tato inter­lo­cu­tore di turno. Parole come tran­su­stan­zia­zione e poplite diver­ranno per voi d’uso più comune della mastur­ba­zione, senza il rischio di diven­tare cie­chi o Camillo Ruini.

Oggi pre­sen­tiamo il

Volume I

Let­te­ra­tura Ita­liana dal ‘200 al ‘500

Con­te­sto generale:

Si fanno strada le prime com­po­si­zioni in vol­gare, e final­mente anche gli sguat­teri pos­sono leg­gere. Come accade da mil­lenni, la vulva con­ti­nua ad essere il pen­siero fisso degli uomini. Ete­ro­ses­suali, visto che gli omo­ses­suali non erano ancora stati inven­tati. Unica ecce­zione: San Fran­ce­sco che, dopo esser stato cal­pe­stato pro­prio «lì» da un cavallo, subli­merà l’interesse per la divina tana amando anche il cane che pas­sando gli pisciava sui san­dali (fino a quando li ha indos­sati). Dante Ali­ghieri, che ricor­de­rete per la Com­me­dia, in realtà gio­cava a dadi nelle bische con Caval­canti, ed insieme bestem­mia­vano tutto il calen­da­rio, bevendo ed accu­mu­lando debiti. Ecco le uni­che opere che dovete ricor­dare di que­sti secoli.

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Dante Ali­ghieri, RimeGuido, i’ vor­rei che tu e Lapo ed io

Dante dice all’amico Guido che vor­rebbe tro­varsi con lui e Lapo in mezzo al mare, su una barca, con trenta put­tane a bordo. Pos­si­bil­mente con un po’ di Sole, ma non troppo. È inol­tre sicuro che le put­tane sareb­bero tanto felici quanto loro tre. Dante? Altro che Beatrice.

Dante Ali­ghieri, RimePer una ghirlandetta

E manco qui c’è Bea­trice. Tana per l’Alighieri. Dante vede una squin­zia con una ghir­landa in capoc­cia. E un angelo sopra la ghir­landa. Lei canta con una vocetta mica male: «Chi mi vede rin­gra­zia Dio (pe’ quanto so’ bbona)». Dante s’invaghisce deci­sa­mente e si va a fare un giro per posti malfamati.

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F. Petrarca, Can­zo­niereSolo et pen­soso i più deserti campi

E’ inquieto, è inquieto. Petrarca è tanto, tanto inquieto. Cagan­dosi in mano per il giu­di­zio altrui, crede che tutti stiano sulla Terra per guar­dare e giu­di­care solo ed esclu­si­va­mente la sua per­sona. E che tutti sap­piano ch’è un fal­lito. Anche quando se ne va per fratte per stare un po’ solo, il pen­siero di amare e la rela­tiva inquie­tu­dine non lo abban­do­nano mai, nel senso: «Non c’è nes­suno che mi guarda? Esti­cazzi. Mica mi fre­gate, sto male lo stesso: io mi fac­cio le pippe sull’amore. Da solo».

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Ludo­vico Ario­sto, L’Orlando FuriosoFuga di Angelica

Ange­lica, la solita ultima donna rima­sta sulla fac­cia della Terra (e desi­de­rata da 100 per­so­naggi con­tem­po­ra­nea­mente), si dichiara lesbica e si dedica alla mastur­ba­zione con spade medie­vali dalla punta arro­ton­data. Orlando non ci sta, e diventa furioso. Anche Rinaldo, Fer­raù, Sacri­pante (e tutta la popo­la­zione mon­diale maschile che vuole trom­bar­sela) non ci stanno e fanno squa­dra con Orlando per fon­dere tutte le spade del creato in un unico, gigan­te­sco fallo metal­lico cui nean­che Ange­lica può resi­stere. Senza con­tare lo stesso Orlando. Alla fine Ange­lica delude tutti resi­stendo al fallo con la forza di una fem­mi­ni­sta del ’68, e si ven­dica a sua volta inven­tando e vin­cendo i cam­pio­nati mon­diali di spac­cate sulle pannocchie.

E NON PERDETE

E non per­dete il pros­simo Volume del L.I.P.U.N.A.M.® che vi per­met­terà di com­ple­tare la vostra cono­scenza della let­te­ra­tura ita­liana. Impa­re­rete ad amare Ales­san­dro Man­zoni come «quello che esce sul bal­cone la mat­tina e si mette tanti etti di lana addosso quanto è bassa la tem­pe­ra­tura». Solo su Gra­zie Moltissimo.

Vado a Mungere il Procione

Un paio di volte l’anno passo qual­che ora nelle chat IRC per son­dare l’andamento reale del paese. C’è chi munge pro­cioni ogni 10 ore*, e chi va nelle chat IRC a son­dare l’andamento reale del paese. E poi ci sono io, che fac­cio tutte e due le cose.

Imma­gi­nate di par­lare con un essere umano appena cono­sciuto in chat. Ora imma­gi­nate che que­sti vi invii una scheda di pre­sen­ta­zione in for­mato Word dove parla di se stesso, come se avesse un modulo pre­stam­pato per descri­vere i suoi sogni ed i suoi desi­deri. Bene, la scheda che vi ha inviato è quella che state per leg­gere dopo la breve introduzione.

* Madonna. Lo fa per man­te­nersi gio­vane. Il latte di pro­cione man­tiene gio­vani. L’avreste detto?

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Il Bosone di Christ

7. Dopo 50 anni dall’attivazione dell’acceleratore di par­ti­celle del CERN, verrà sco­perta la par­ti­cella di Dio ma, non essendo quella del Dio cri­stiano, toc­cherà rico­min­ciare da capo.

Avete già letto i punti 8 e 9 delle Visioni dal 2057 sull’ultimo numero di Emme, in edi­cola oggi con l’Unità?

Visioni dal 2057

Oggi è Venerdì, domani sarà Sabato, dopo­do­mani Mer­co­ledì, e poi verrà Lunedì, quando uscirà l’ultimo numero di Emme con l’Unità. Visti gli ultimi post a scopo pret­ta­mente auto­pro­mo­zio­nal­pro­pa­gan­di­stico, tipo Stri­scia la Noti­zia, ho cre­duto fosse l’ora di aggiun­gere qual­che con­te­nuto almeno in parte dedi­cato al blog. Non che qual­cuno ne sen­tisse l’esigenza, a parte quel losco tizio che  cono­sce benis­simo Allen e vuole ucci­dermi per­ché l’iniziale del mio nome è uguale a quella del mio cognome, ma tant’è. Tant’è che scrivo «tant’è», che noto­ria­mente si scrive solo quando non si ha più nulla da scrivere.

2057

Cosa ci si può aspet­tare dal 2057, anno in cui Fede sarà ormai scom­parso e lo Pre­si­dente final­mente resu­sci­tato? Lo sarà?

Ho avuto delle visioni (su com­mis­sione), ed ho visto cose che voi umani non potete nean­che etc etc:

VISIONI DAL 2057

  1. Il Codice Civile sarà modi­fi­cato e que­sta volta non esclu­derà gay, lesbi­che, trans, bises­suali e feticisti.
  2. Lo stesso Codice per­met­terà il matri­mo­nio tra per­sone e cose.
  3. A que­sto pro­po­sito, giunge la noti­zia che Vir­gi­nia Asia Agnelli, pro­ni­pote di Umberto, ha appena spo­sato un Fri­go­ri­fero De Longhi.
  4. I numeri del Supe­rE­na­lotto rimar­ranno imprevedibili.
  5. Bee­tho­ven sarà ancora morto.
  6. Verrà iden­ti­fi­cato il gene che per­mette di resu­sci­tare. Verrà chia­mato Geezcraist-n1 e si atti­verà solo in par­ti­co­lari con­di­zioni di clima sociale e fede cristiana.
  7. Dopo 50 anni dall’accensione… [con­ti­nua su Emme Lun 26].
  8. Dove sor­geva casa di… [con­ti­nua su Emme Lun 26] ci sarà una… [Que­sto È un Mes­sag­gio Espli­ci­tale].
  9. Il PIL[con­ti­nua su Emme Lun 26].
  10. L’Iraq sarà stato final­mente rico­struito. Per la quarta volta.
  11. Papa Gio­vanni Povia II* avrà un ter­ri­bile inci­dente e diverrà favo­re­vole all’eutanasia.
  12. Cer­cando una cura per l’ateismo, alcuni preti sco­pri­ranno quella per l’omosessualità, ma non lo diranno a nes­suno per non rima­nere annoiati.
  13. Pro­get­tando uno sham­poo al cocco, alcuni ricer­ca­tori l’Oreal inven­te­ranno un bal­samo iper­nu­triente ideale per scon­fig­gere le dop­pie punte e la fame nel mondo.
  14. Cadranno gli ultimi pre­giu­dizi con l’elezione del primo pre­si­dente donna. Nera. E lesbica, ebrea, comu­ni­sta, feti­ci­sta dei piedi, a capo della nazione più potente del mondo: la Cina.
  15. La seconda venuta di Cri­sto avverrà. Que­sta volta si chia­merà Chun Gu ed abi­terà a Pechino.
  16. Tu sarai ancora vivo.

Ora che sono certo di aver allon­ta­nato qual­che let­tore da Emme, ricordo che è l’ultimo numero car­ta­ceo che potrete acqui­stare in edi­cola. Dopo­di­ché: dal vostro mec­ca­nico di fiducia.

Accattatev’ill.

* © 2009 — Fran­ce­sca For­na­rio S.r.l.

Fotoromanzo Satirico + Box

Que­sta set­ti­mana ho avuto l’onore di rea­liz­zare un foto­ro­manzo sati­rico assieme a Ste­fano Dise­gni (l’autore ed attore), Fran­ce­sca For­na­rio e Vale­ria Fici (per la regia di Filippo Ricca e Gian Piero Cal­da­rella). Potrete sco­prire di cosa parla tal romanzo com­prando Emme, l’inserto sati­rico de l’Unità che è giunto al suo penul­timo numero nella forma attuale (poi, dal 26 Gen­naio, diven­terà puro essere essente).

Oltre al foto­ro­manzo, nei box potrete sco­prire chi è stato nomi­nato nel Grande Com­pa­gno 9 (dopo l’autoescluso della scorsa set­ti­mana Nichi Ven­dola).
E, se siete in pro­cinto di immi­grare in Ita­lia, tro­ve­rete un box con il Listino dei Prezzi d’Ingresso Ita­lia 2009. Si parte da 50€, ma sono pre­vi­sti dei comodi pac­chetti con visite guidate.

Un breve tea­ser, quo­tato dalla descri­zione di Fran­ce­sca For­na­rio (l’autrice de Le Cro­ni­che degli Eletti, non­ché la bionda pin-up nelle foto):

«Ste­fano Dise­gni è un pap­pone? O molto peg­gio? Sco­pri­telo lunedì su Emme, l’inserto sati­rico dell’Unità diretto da Ser­gio Staino. «Quel papone di pappà» è un foto­ro­manzo neo­rea­li­sta fedele alla poe­tica zavat­ti­niana, scritto da Ste­fano Dise­gni e inter­pre­tato dalla reda­zione di Emme con, per la prima volta sullo schermo, il pic­colo Simone Salis. Regia di Filippo Ricca e Gian­piero Cal­da­rella. Costumi della mitica Zia Gilda, alla quale va il gra­zie della reda­zione e di renato Brunetta.»

Acqui­sta­telo, acqui­si­telo, fate qua­lun­que cosa prima che sia troppo tardi.
In regalo la pin-up di Fran­ce­sca For­na­rio, che nella prima foto rende chia­ra­mente omag­gio ad Oli­via Oyl. Nella seconda Fran­ce­sca sta cuci­nando l’amore per la pro­pria fami­glia con brodo di pollo, in una chiara meta­fora che richiama ai valori di destra: tette, ran­cio e bocca spa­lan­cata. Dio, Patria e Re li abbiamo ripo­sti in cre­denza insieme alle spe­zie.


«Essere pub­bli­cato su l’Unità è un sogno. Ero­tico, se sei sopra Elle­kappa (un arti­colo di Elle­kappa, ndr).»

Dice bene in que­sta sua frase Fran­ce­sca For­na­rio, che rin­gra­zio per avermi spro­nato a con­di­vi­dere con il mondo cose che voi umani non potete nean­che etc. etc.

Oppure potete, se com­prate l’Unità di oggi.

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Per tutti i fan di Povia biso­gnosi di curare la pro­pria omo­ses­sua­lità, oggi l’Unità offre, in alle­gato all’allegato Emme:

IPOVIUM® far­maco contro l’omosessualità

Ecco le coor­di­nate GPS per tro­varlo: pagg. 6 e 7 di Emme, l’inserto sati­rico de l’Unità. A pag. 7 potete tro­vare una comoda ver­sione com­pact (già visto nell’articolo Povia era Gay) del Test sull’Omosessualità, utile per capire se avete biso­gno di assu­mere IPOVIUM®.

Più che IPOVIUM®, su Emme potete tro­vare esi­la­ranti con­te­nuti come Le Cro­ni­che degli Eletti, con­ce­pite, scritte e stam­pate a mano pro­prio da Fran­ce­sca For­na­rio e Guten­berg. E le vignette di Ste­fano Dise­gni. Ed Elle­kappa. E Cal­da­rella. E Tonus. E tc.

Com­pra­telo, dia­volo. Costa solo 1 €urio.


Quale tor­bido pas­sato ha gene­rato il Simone Salis che oggi amate? Final­mente resa pub­blica, giu­sto in tempo prima della fine del mondo (che, noto­ria­mente, è la mez­za­notte di oggi), la Bio­gra­fia che asso­mi­glia ad un resumé (e ad uno spot auto­pro­dotto). Dalla venuta al mondo sino alla sua scom­parsa. Ini­ziate pure.

I PRIMORDI (1986÷2006)

Simone Salis nasce a Roma, una città molto eterna se esclu­dete gli sven­tra­menti fasci­sti e l’Ara Pacis. Sin dalla nascita, avve­nuta nel Mille e Nove e Cento e Ottan­ta­sei (1000 e 9 e 100 e 86 = quindi 1195 D.C. nota 1), Simone decide di essere inde­ciso, cam­biando idea sui pro­pri obiet­tivi ad ogni cam­bio di governo. Il tempo di una gra­vi­danza, se con­si­de­rate la Sinistra.

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Dopo aver fre­quen­tato impe­gna­tivi studi cat­to­lici sin dalle scuole elementari…

FLASHBACK — LEZIONE CATTOLICA DI SCIENZE

SUORA: «Ragazzi, chi ha inven­tato l’uomo?«
CLASSE: «???«
SUORA: «Indo­vi­nato: Dio.«
[CLASSE getta libro di scienze dalla fine­stra. DARWIN, nasco­sto die­tro attac­ca­panni e mira­co­lo­sa­mente resu­sci­tato, fa lin­guac­cia a suora. CLASSE ride con goliar­dia.]

FINE FLASHBACK

…ed aver così pro­se­guito anche alle medie, Simone fre­quenta con suc­cesso un liceo scien­ti­fico pub­blico dove svi­lup­perà una note­vole capa­cità di rom­pere il cazzo in modo costrut­tivo, dive­nendo rap­pre­sen­tante presso la Con­sulta Pro­vin­ciale degli Stu­denti nota 2.

Quivi, diventa buon amico dell’allora pre­si­dente Mas­si­mi­liano Coc­cia, futuro scrit­tore e sce­neg­gia­tore, non­ché gio­vane pro­met­tente per il solo fatto di essere tra quelli che in Con­sulta sede­vano al cen­tro (se avete letto la nota 2 capite).

NOTE:

nota 1 1195 D.G., per chi crede in Dolce & Gab­bana.
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Qui Niente Minchionerie




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Eh? Ah

L’Unità l’ha bona­ria­mente definito «l’astro nascente della satira ita­liana». Un tizio gli ha detto «astronzo». A lui è pia­ciuto tan­tis­simo ed ora è «l’astronzo nascente della satira ita­liana».

Puoi leg­gere il resumé e scri­vere una mail. È un ottimo rime­dio quando vuoi sen­tirti piú intel­li­gente di qual­cuno. Risponde Ema­nuele Fili­berto.

Suppongo Che…

…t’interesserà sapere che Anjou cerca per­so­nale per la rac­colta di frutta nell’estate 2010 in Fran­cia.
Sup­pongo.

quando andrai

quando andrai via da que­sto sito (ho accet­tato il fatto che possa acca­dere), fa’ che sia per visi­tare una di que­ste pagine:

Francesca Fornario
Daniele Luttazzi
Fabrizio Mazzotta
Mario Natangelo