Pensavate fosse solo un contatto nella rubrica di Steve Jobs? No, John Appleseed ha un volto. È qui, e parla con voi.
La parodia del video introduttivo Apple sulla periferica piú magica, piú unbelievable, piú boom, piú incredible e piú very very simple e revolutionary degli ultimi 100 years.
Su l’Unità è chiamata L’iPad e il commesso impazzito. A me piace chiamarla «Another Enthusiastic Apple Employee Video», con John Appleseed.
Berlusconi offende Mercedes Bresso. Berlusconi offende Hillary Clinton. Berlusconi offende la Sfinge. Ormai è inarrestabile. Si sente bello, baldo e giovine. Grazie all’estetica, molte signore credono che possa essere loro figlio. Mentre al massimo può essere loro marito. Ha 73 ANNI. Per mascherare l’età Berlusconi si è fatto la plastica. Per rimediare alle offese periodiche si farà una plastica all’anima.
Berlusconi: «Meno immigrati = meno criminalità.»
Tg1: «Meno clandestini = meno criminalità. [Ma] la sinistra insorge.»
Come Far Sembrare Tutti Stronzi in 1 Passi
Un cambio di parola, e sembrano tutti stronzi.La satira usa questo principio per svelare, la politica per celare. Clandestino e immigrato: uno vìola la legge, l’altro no. Il Tg1 violenta così tanto la semiotica che Baudelaire potrebbe essere geloso. Però funziona.
I fedelissimi: «Sta bene, aveva una borsa del ghiaccio sul volto ed appariva cosciente». Allora sta meglio.
Giornalista dopo aver visto la foto: «Ma è cinese?» «E da quanto?».
Berlusconi: «Sono miracolato. Un centimetro piú su e avrei perso l’occhio». Due ed era l’aureola.
Berlusconi colpito al volto. I medici: «Ha perso molto E120*».
La Russa: «Mi ha fatto impressione, era un lago di botox».
Tartaglia dopo lo scontro: «Mi spiace. Pago io il carrozziere».
Ancora Tartaglia: «Qui basta un po’ di pasta abrasiva».
Berlusconi si confessa a Don Verzé: «Io voglio bene a tutti». Tartaglia: «Per questo volevo mandarlo nell’alto dei cieli.»
Repubblica: «Non era una statuetta della Madonna, ma del duomo». Chiaro: sarebbe stato infanticidio.
Beppe Grillo: «Poteva essere uno scontro letale. Povera statuetta».
Bindi: «Piú sanguinante che intelligente». Risponde alle accuse: «Inopportuna un cazzo».
Precisiamo: usare violenza fisica verso un altro essere umano è sempre deprecabile. A maggior ragione verso un anziano. Non sto scherzando. Hey, ho detto che non sto scherzando. Ok, per farvelo capire, basta una cosa: pensavate di danneggiarlo? Nella migliore delle ipotesi, ora è sommerso da infermiere. Talmente tante che lo invidia anche Hugh Hefner.
Già si parla di censura su Facebook e social networks.
Avvertenza: in linea di massima, quella della censura è l’ennesima stronzata trimestrale che gli permette di far passare leggi piú inquietanti come un rumore di sottofondo. Occhi aperti.
Se dovessimo finire come la Cina, tranquilli. Ecco un facile rimedio: basta cambiare i DNS usando OpenDNS. Baci alla censura.
* Un giorno facciamo un dolce insieme e ve la spiego.
Ok ok, per tutti quelli che hanno mangiato il proprio gatto dalla noia, aspettando una nuova puntata di VpV, intanto c’è Breaking Jokes.
«Vestita di nero e con un trucco leggero arriva una nuova puntata di Breaking Jokes, la rubrica che elimina i cattivi odori coprendoli con altri più nauseabondi. Solo su Virus!»
Vicenda Marrazzo: «Ci sono 60’000 file nel computer di Brenda.»
Certo. Il 90% sono di Windows Vista. Ma la polizia ha «recuperato il 16%, non poco: circa 7’000 file». Gli inquirenti stanno indagando, ma molto cominciano così:
#$ c:/win/system/coreos/boot.ini
Di notte trans, di giorno programmatrice per Microsoft. Ecco da dove viene tutto quel porno nei computer.
«Sim, CHESTAIFACENDO?»
«Eh? No no, è Windows Brenda. Io non c’entro nulla.»
Non so se siano più ridicoli i periti informatici che diffondono queste notizie, o i giornalisti che le pubblicano.
«8’192’000’000 bit trovati nel computer di Brenda.»
Hey, è 1 MB. Lo spazio necessario per contenere Giuliano Ferrara in jpg, ma anche un miliardesimo di quello che occupa Windows.
P.s.
Per amor dei nerd, 8’192’000’000 bit sono in realtà 1 GB. Ovvero lo spazio di Giuliano Ferrara non compresso.
Il titolo ti turba? C’è di peggio: c’è chi scrive nei bagni Autogrill «Fini chi legge». «Voglia di qualcosa di buono» era un doppio senso? E Fini prenderebbe mai a parolacce uno specchio? Certo. Guarda la nuova puntata del video riassunto dei talk show. Ora con più stronzi.
Attenzione, il seguente pippone è da leggere solo se siete carichi di endorfine.
Dilaga la tendenza ad osannare Fini. La sinistra vede in lui l’uomo della «destra moderna». Lui stesso ne vede uno nello specchio. Ma è Giolitti (è facile: a confronto di Berlusconi, è transavanguardia). I suoi compagni lo chiamano l’uomo della «destra astratta», un «bolscevico». Cosa dice Fini per meritare un complimento simile? Travaglio riassume bene: lo Stato è laico e la Chiesa non comanda. Bisogna rispettare leggi ed istituzioni. La Costituzione è di tutti e non di uno solo. Et c.
Sembrerebbe quasi di sinistra, se solo la sinistra pensasse a queste cose. Gianfranco Fini, il capo di una destra moderna: la sinistra. Ma facciamo due conti: Gianfranco Fini ha 57 anni. Dal 2002 sentiamo queste frasi uscire con regolarità dalla sua bocca. Praticamente da quando ha 50 anni. VIsto che è in politica da quando ne ha 16, per 34 anni ha professato un credo opposto. Poi la conversione sulla via di Fiuggi. Prima avrebbe detto cose come:
«Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo.» (Secolo d’Italia, 19/08/1989)
«Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista.» (Il Giornale, 05/01/1990)
«Mussolini è stato il più grande statista nel secolo.» (Secolo d’Italia, 30/09/1992)
«A lui saranno intitolate piazze e monumenti.» (Il Giornale, 19/10/1992)
L’uomo della destra moderna. Ricordiamolo: ha rinnegato il ruolo di successore di Almirante, un segretario MSI ex tenente delle Brigate Nere e segretario di redazione di «Difesa della Razza», la rivista che contribuì alla nascita delle leggi razziali nel 1938.
L’uomo della destra moderna, quello dell’apertura alle unioni di fatto, fino al 1998 dichiarava che:
«Un gay non può fare il maestro, è diseducativo. E sono convinto di quello che ho detto. Chiunque arrivi a considerare la pedofilia…»
«Alla fine dei conti, non si può fare che siano i diversi quelli normali.»
La scorsa settimana ha detto che «chiunque dica «diversi» è uno stronzo». Siamo d’accordo: chi dice diverso a una minoranza, certamente lo è. Un bell’esempio di come prendersi a parolacce allo specchio. Ha impiegato solo 34 anni per passare da «credo nel fascismo» a «il fascismo fu il male assoluto». Generalmente si fa tra il quarto e quinto ginnasio. In un pomeriggio. E avanza il tempo per la merenda.
Va bene cambiare, ma se vuoi rappresentare il popolo, tutto, devi spiegare come. E devi evitare di sottoscrivere leggi sui processi brevi. Altrimenti ci rimaniamo tutti come uno «stronzo».
Credi che le radici cristiane siano una pianta? Che nelle fabbriche dell’odio ci sia una marmotta che lo confeziona? Ti sei perso l’intervista a Odifreddi, ma vuoi fare bella figura citandolo? Vuoi evitare la brutta con Sgarbi? Guarda ora la nuova puntata di Visti per Voi. Ora con più Daniela Santanchè.
Visti per Voi, la rubrica per chi vuole fare finta di seguire i talk show (ma non ne ha voglia), diventa video su Virus (la satira virale de l’Unità). Questa settimana: le Chiappe d’Oro, interamente dedicato alla vicenda Marrazzo/trans/cocaina, il cui quadro è ormai chiaro. Come un Kandinskij. Clic sull’immagine per guardare il video.
Parodia del film This is It, uscito quasi in contemporanea con la morte di Michael Jackson. Lo andranno a vedere tutti i fan che sono saltati fuori il giorno dopo la morte. È troppo presto per un film? No, ma i produttori useranno i soldi dell’incasso per seppellire Michael.
[PROLEGOMENIADOGNIFUTUROMANIACO]
Per tutti i fan sfegatati che non riescono a vederlo con occhio critico, un consiglio: non guardatelo. Se proprio non resistete, e sentite il bisogno di riempire così la vostra giornata, riporto la risposta data ad uno dei messaggi ricevuti. Bloccavo i commenti, arrivavano i messaggi; bloccavo i messaggi, arrivavano i commenti al canale; bloccavo i commenti al canale, arrivavano le mail. Immagino si possa convenire che al decimo «ti sparo», «ti ammazzo», «suicidati», «spero che tu muoia lentamente», c’è molta gente che ha ben poco da fare nell’arco della giornata. Ecco il motivo dell’oscuramento.
OGGETTO: al destinatario minKione di merda.
sei una testa di cazzo!!! minchione di merda..cretino ma come cazzo ti permetti non lo so..
bambino idiota cresci!!…se continui cosi non duri tanto, tranquillo…
RISPOSTA:
Innanzitutto, permettimi una cosa: «testa di cazzo, minchione di merda, cretino, ma come cazzo ti permetti, bambino idiota cresci.«
Ora siamo a livello pari (anzi, quasi: io non ti ho dato una durata) mi permetto di spiegarti la situazione, sia perché mi stai profondamente simpatico, sia perché sto diventando saturo di questa storia.
1) Il video non è sfavore di Michael Jackson. È a sfavore delle persone che credono quelle cose che ho scritto nella parte iniziale. Giornalisti, produttori, satirici, comici del cavolo che scrivevano tutto ciò il giorno prima della morte, ed hanno cambiato atteggiamento il mattino dopo. Le voci nel video sono dei «fuori campo». Cioè delle opinioni riportate, di una parodia: significa che non esprimo la mia opinione direttamente, ma sfotto quella degli altri. Come, ad esempio, i «fuori campo» del trailer reale. Hai presente? Gli stessi luoghi comuni che odi tanto. Magari non è chiaro, o a causa della tua interpretazione, o forse per il modo in cui è montato.
2) Per quel che importa, ho buona conoscenza degli eventi reali legati alla vita dell’artista. QUELLINOTI. Non sono convinto che si sia smacchiato la pelle, non sono convinto che fosse un pedofilo (tanto è vero che non lo dico mai, ma c’è solo un fuori campo di quella che dovrebbe essere un’opinionista decerebrata nel trailer che dice: «la pelle, le plastiche, i bambini»).
Ti spiego un’altra cosa. Facciamo che hai letto fino a questo punto, e per qualche strano motivo capisci che ragionare è molto meglio di una serie di insulti che ‚se io avessi usato nel tuo stesso modo, ti avrei mandato di mia iniziativa senza questo testo. Se sei arrivato fin qui, dirai: «Ma le battute sulla plastica?» Quelle sono l’unica verità diretta: Michael Jackson ha scelto di fare un miliardo di interventi, non gli sono capitati inevitabilmente. Una malattia è una cosa che capita, l’altezza è una cosa che capita. Prendi Brunetta: non direi mai ch’è basso senza motivo. È troppo facile. Per le plastiche, invece, saremo d’accordo che devi andare almeno trenta volte a prendere appuntamento, se vuoi rovinarti. E questa scelta per quanto mi riguarda è opinabile.
Chiarito che forse, e dico forse, tu puoi arrivare a capire che io difendo Micahel Jackson, se sei in grado di un dialogo, oltre che ad una scarica di bestemmie piuttosto cagnesca, si può ragionare. Ché forse ti stai indirizzando ad una persona che condivide il tuo stesso pensiero senza neanche aver capito cosa guardavi.
Altri sono stati più simpatici: «SCRIVIQUESTOPERKESEIINVIDIOSODIMICAHELJACKSON E VUOIESSEREMICHAELJACKSON». «SOLOAICINGHIALINONPIACELAMUSICADIMJ E TUSEIUNCIGNHIALONE». Ok, questi sono carini. Partendo dal fatto che se io non conoscessi la musica di chi parlo, forse non avrei neanche saputo rintracciare le musiche nel trailer per ricrearne la colonna sonora.
Per quanto riguarda il fatto ch’è morto: giuro che non sono stato io. Né quello, né ho sfruttato la sua morte producendo film. Non vorrei essere uno di quelli che spiega cos’è la satira ogni 5 minuti. C’è gente molto più adatta di me. E c’è Wikipedia.
Con permesso, mi rimetto al lavoro. Cerco ghiande.
Ieri, giovedì, è andata in onda la puntata di martedì di Ballaró (?).
Ospiti: Concita De Gregorio (direttrice de l’Unità), Casini, Alfano, le sopracciglia di Alfano, Tremonti, la r moscia di Tremonti (aka Bersani). Sono molti i temi affrontati, e vedremo ora qual è stato lo svoglimento della puntata tramite comodi dialoghi riassuntivi.
01: MORTIINAFGHANISTAN
TREMONTI: «Siamo lì in missione di pace.»
ALFANO: «Stamane ho mangiato uova alla coque.»
TREMONTI: «Ripeto, la missione è di pace.»
DEGREGORIO: «Pace un cazzo. Si chiama guerra, se gli americani continuano farla.»
ALFANO: «Buone alla coque. Ah sì, pace pace pace.»
CASINI: «Siamo in questi paesi, come l’Iraq e l’Afghanistan, per combattere Al Qaeda.»
BERSANI: «Bzzz *» (* non è importante)
Il delirio era dovuto ad un simpatico clima da rutto libero. Quello che la povera De Gregorio voleva dire, tra un «pace» e l’altro, era che siamo presenti in Afghanistan per rimediare ai danni nati da una pessima gestione statunitense. I paesi che sono dovuti intervenire come peacekeepers, ad esempio l’Italia, difficilmente riescono ad identificarsi in questa guerra nata da un sentimento americano (11 settembre). Traduco: se ammazzano la madre di un tuo amico, riesci a vendicarti come fosse la tua? E capire perché devi rischiare la vita a causa di questo motivo è difficile. Questa è la condizione di tutte le truppe ONU, giunte in un secondo momento, Italia compresa. Inoltre, qualcuno dovrebbe ricordare a Casini che non siamo stati in Iraq per combattere Al Qaeda. Hussein poco c’entrava con Osama. Alfano presenziava in sala, con l’espressione incredula del rappresentante Folletto sorpreso di svegliarti alle 10 del mattino, mentre sei a letto con la febbre.
ALFANO: «L’ho svegliata? Oh, mi spiace. Ce l’ha un folletto?»
02: LODOALFANO
DEGREGORIO: «Il Presidente del Consiglio gestisce l’Italia come una proprietà privata. In questi anni ha usato il denaro e la corruzione per influenzare il paese. E ce ne stiamo dimenticando.»
FLORIS: «Bersani, che ne pensa?»
BERSANI: «Bzzz.»
TREMONTI: «De Gregorio, lei offende l’intelligenza degli italiani. Questo paese ha duemila anni di ingegno e civiltà. Secondo lei si farebbe influenzare?»
Intendeva i duemila prima di Mussolini. Concita De Gregorio è la direttrice di uno dei giornali denunciati da Berlusconi per diffamazione. Il presidente ha chiesto, rispettivamente, un milione di euro a Repubblica e due milioni d’euro a l’Unità. Due e mezzo senza preservativo. Tremonti sembra un tipo ponderativo, molto impostato. In realtà si blocca, perché formula i pensieri con macchie di Rorschach, che è già un gran successo rispetto ai discorsi di Casini. Lui ruba concetti ai presenti, alternandoli ogni 5 minuti per non far torto a nessuno. In mezzo a questo quadro, la De Gregorio, farabutta, prosegue come una vera giornalista, solo che non italiana.
DEGREGORIO: «Non bisogna dimenticare che non è tanto importante la D’Addario, ma i casi come Mills. Il lodo Alfano evita a Berlusconi di rispondere in giudizio dei processi a suo carico. Lo rende al di sopra della legge. Perché una cosa del genere? * »
ALFANO: «Floris, voglio replicare.»
FLORIS: «Prego.»
ALFANO: «Guardi che lo faccio davvero.»
FLORIS: «Prego.»
ALFANO: «Io le dico… io mi chiedo, mia cara comiziettatrice… ce l’ha un folletto?»
SOPRACCIGLIADIALFANO: «Noi ce ne andiamo.»
FLORIS: «Alfano, parlava del lodo.»
ALFANO: «Ah sì. Col lodo Alfano, Berlusconi risponderà in giudizio a tutto, ma dopo la fine del suo mandato.»
Facciamo un gioco. Facciamo il contrario. Prima vediamo se hai rubato la marmellata, poi ti diamo le chiavi della dispensa. Un reato può influenzare la capacità di ricoprire una carica, il contrario non dovrebbe. Ma, col lodo Alfano, può.
La puntata si chiude in bellezza sull’intervento di Bersani, rimasto silente per due ore.
FLORIS: «Bersani, vuole aggiungere qualcosa?»
BERSANI: «Berlusconi è certamente padrone di un certo numero di canali per la diffusione e canalizzazione di certe sue idee.»
FLORIS: «Cioè?»
BERSANI: «Bzzz.»
* Questa è una giornalista. Hai davanti il tizio che si chiama come il lodo, o viceversa, e giustamente gli chiedi del lodo. Un po’ come se Vespa chiedesse a Lui dei processi.
@giuliano_abate Tutte. Mi manca Tweetie per iPhone, e io manco a lui. Ne sono certo. (su twitter...)
@nellina99 buongiorno! hai già fatto togliere il fumo dalla tua cucina a gas? (su twitter...)
Fermate l'arrotino: non mangia dal 26 aprile 1956,l'ultima volta che qualcuno ha avuto il bisogno di far arrotare una forbicina #operedibene(su twitter...)
L’Unità l’ha bonariamente definito «l’astro nascente della satira italiana». Un tizio gli ha detto «astronzo». A lui è piaciuto tantissimo ed ora è «l’astronzo nascente della satira italiana».
Puoi leggere il resumé e scrivere una mail. È un ottimo rimedio quando vuoi sentirti piú intelligente di qualcuno. Risponde Emanuele Filiberto.
Suppongo Che…
…t’interesserà sapere che Anjou cerca personale per la raccolta di frutta nell’estate 2010 in Francia.
Suppongo.
quando andrai
quando andrai via da questo sito (ho accettato il fatto che possa accadere), fa’ che sia per visitare una di queste pagine:
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