Michael Jackson’s This is It (And It’s Big)
Il nuovo film su Michael Jackson. Non s’è manco freddato il corpo, ci sono i produttori che lo tengono caldo.
Ecco la vera locandina. Clic per la piena visualizzazione.
Il nuovo film su Michael Jackson. Non s’è manco freddato il corpo, ci sono i produttori che lo tengono caldo.
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È in onda il nuovo numero di Visti per Voi, la rubrica per chi vuole far finta di guardare i talk show. Il tema? «Porta a Porta: Suicidiamo Berlusconi». Ecco un breve estratto.
Nasce su Facebook il gruppo «Uccidiamo Berlusconi». Subito indignato Gianfranco Fini: «Hey, c’ero prima io». Alfano lancia l’allarme: «Gruppo indegno, viola la morale kantiana. Qualunque cosa sia».
Per sapere se Maroni denuncerà tutti gli iscritti al gruppo, leggi l’articolo completo sul sito di Virus, la satira virale de l’Unità.
Lo ammetto: ho visto la nuova stagione di Heroes, la serie che se sbagli una lettera diventa Herpes.
Non sono una novità i personaggi con poteri inutili: ricorderete tutti Niki Sanders (prima stagione). Quale mirabolante potere aveva Hiro? Controllare il tempo. E Parkman? Le menti. Claire? Immortale. Peter? Onnipotente. Niki Sanders? Dare di matto. Un potere molto diffuso alle 7:25 sulla tangenziale est.
CATTIVO DI TURNO: «Che potere hai?»
NIKI SANDERS: «Do di matto.»
CATTIVO DI TURNO: «Eh lallero.»
NIKI SANDERS: «Guarda che ti scapoccio.»
Sulla scia di Niki Sanders, gli sceneggiatori hanno aggiunto al cast un nuovo personaggio: Gesù.
CATTIVO DI TURNO: «E tu cosa fai?»
GESU’: «Hai presente il Tavernello?»

Per ammazzare Sylar, potrebbe usare diverse tecniche. Una è quella di trasformare tutta l’acqua che Sylar beve in vino, e lo spedisce in coma etilico. Non solo: anche quella della doccia, e farlo puzzare come un alcolizzato. Isolamento sociale assicurato.
L’alternativa, che gli sceneggiatori stanno seriamente prendendo in considerazione, è quella di ammazzarlo in un ristorante sushi. Sylar inghiotte un tamaki, Gesù inizia a moltiplicarglielo in pancia, e tanti saluti all’onnipotente Sylar che esplode con spruzzi di pesce e riso (che, per i giapponesi, è come il pane; Gesù lo sa e gli viene incontro).
Addirittura Tracy Strass, la donna di ghiaccio utile anche ai cocktail party, dovrebbe stare attenta. Potrebbe diventare una congrua fornitura di Tavernello per gli sceneggiatori.
Ieri, giovedì, è andata in onda la puntata di martedì di Ballaró (?).
Ospiti: Concita De Gregorio (direttrice de l’Unità), Casini, Alfano, le sopracciglia di Alfano, Tremonti, la r moscia di Tremonti (aka Bersani). Sono molti i temi affrontati, e vedremo ora qual è stato lo svoglimento della puntata tramite comodi dialoghi riassuntivi.

01: MORTI IN AFGHANISTAN
TREMONTI: «Siamo lì in missione di pace.»
ALFANO: «Stamane ho mangiato uova alla coque.»
TREMONTI: «Ripeto, la missione è di pace.»
DE GREGORIO: «Pace un cazzo. Si chiama guerra, se gli americani continuano farla.»
ALFANO: «Buone alla coque. Ah sì, pace pace pace.»
CASINI: «Siamo in questi paesi, come l’Iraq e l’Afghanistan, per combattere Al Qaeda.»
BERSANI: «Bzzz *» (* non è importante)
Il delirio era dovuto ad un simpatico clima da rutto libero. Quello che la povera De Gregorio voleva dire, tra un «pace» e l’altro, era che siamo presenti in Afghanistan per rimediare ai danni nati da una pessima gestione statunitense. I paesi che sono dovuti intervenire come peacekeepers, ad esempio l’Italia, difficilmente riescono ad identificarsi in questa guerra nata da un sentimento americano (11 settembre). Traduco: se ammazzano la madre di un tuo amico, riesci a vendicarti come fosse la tua? E capire perché devi rischiare la vita a causa di questo motivo è difficile. Questa è la condizione di tutte le truppe ONU, giunte in un secondo momento, Italia compresa. Inoltre, qualcuno dovrebbe ricordare a Casini che non siamo stati in Iraq per combattere Al Qaeda. Hussein poco c’entrava con Osama. Alfano presenziava in sala, con l’espressione incredula del rappresentante Folletto sorpreso di svegliarti alle 10 del mattino, mentre sei a letto con la febbre.
ALFANO: «L’ho svegliata? Oh, mi spiace. Ce l’ha un folletto?»

02: LODO ALFANO
DE GREGORIO: «Il Presidente del Consiglio gestisce l’Italia come una proprietà privata. In questi anni ha usato il denaro e la corruzione per influenzare il paese. E ce ne stiamo dimenticando.»
FLORIS: «Bersani, che ne pensa?»
BERSANI: «Bzzz.»
TREMONTI: «De Gregorio, lei offende l’intelligenza degli italiani. Questo paese ha duemila anni di ingegno e civiltà. Secondo lei si farebbe influenzare?»
Intendeva i duemila prima di Mussolini. Concita De Gregorio è la direttrice di uno dei giornali denunciati da Berlusconi per diffamazione. Il presidente ha chiesto, rispettivamente, un milione di euro a Repubblica e due milioni d’euro a l’Unità. Due e mezzo senza preservativo. Tremonti sembra un tipo ponderativo, molto impostato. In realtà si blocca, perché formula i pensieri con macchie di Rorschach, che è già un gran successo rispetto ai discorsi di Casini. Lui ruba concetti ai presenti, alternandoli ogni 5 minuti per non far torto a nessuno. In mezzo a questo quadro, la De Gregorio, farabutta, prosegue come una vera giornalista, solo che non italiana.
DE GREGORIO: «Non bisogna dimenticare che non è tanto importante la D’Addario, ma i casi come Mills. Il lodo Alfano evita a Berlusconi di rispondere in giudizio dei processi a suo carico. Lo rende al di sopra della legge. Perché una cosa del genere? * »
ALFANO: «Floris, voglio replicare.»
FLORIS: «Prego.»
ALFANO: «Guardi che lo faccio davvero.»
FLORIS: «Prego.»
ALFANO: «Io le dico… io mi chiedo, mia cara comiziettatrice… ce l’ha un folletto?»
SOPRACCIGLIA DI ALFANO: «Noi ce ne andiamo.»
FLORIS: «Alfano, parlava del lodo.»
ALFANO: «Ah sì. Col lodo Alfano, Berlusconi risponderà in giudizio a tutto, ma dopo la fine del suo mandato.»
Facciamo un gioco. Facciamo il contrario. Prima vediamo se hai rubato la marmellata, poi ti diamo le chiavi della dispensa. Un reato può influenzare la capacità di ricoprire una carica, il contrario non dovrebbe. Ma, col lodo Alfano, può.
La puntata si chiude in bellezza sull’intervento di Bersani, rimasto silente per due ore.
FLORIS: «Bersani, vuole aggiungere qualcosa?»
BERSANI: «Berlusconi è certamente padrone di un certo numero di canali per la diffusione e canalizzazione di certe sue idee.»
FLORIS: «Cioè?»
BERSANI: «Bzzz.»
* Questa è una giornalista. Hai davanti il tizio che si chiama come il lodo, o viceversa, e giustamente gli chiedi del lodo. Un po’ come se Vespa chiedesse a Lui dei processi.
«Tutto deve cambiare perché tutto resti com’è»
(Tomasi Di Lampedusa, vedendo il restyling di Grazie Moltissimo)
Il primo (ed ultimo) articolo di servizio che questo blog vedrà riguarda un’immensa novità. Finalmente un articolo serio? Magari puntuale? No, figurarsi. Piuttosto il restyling dell’interfaccia grafica.
Come vedete, ora è così (prego roteare globi oculari ed analizzare).
C’è chi lo vedeva così:
O così:
Nella nuova interfaccia vengono evidenziati i canali Twitter, Facebook e gli RSS (dio, quanto ne sentivamo l’esigenza, eh?). Come sempre è possibile utilizzare Google Friend Connect per i commenti, ora più facilmente individuabili (tranne se volete boicottare Google, il motore di ricerca meno amato da George Orwell).
A breve riprenderà il classico aggiornamento bimestrale con cozzaglia di notizie. Nella versione 3.0 del sito sono previsti anche:
Nuova aggressione a Roma per una coppia etero da parte di un gruppo di omosessuali eterofobi. Immediata la reazione dell’On. Franco Grillini: «Non abbiamo nulla contro di loro. Spero un giorno possano avere i nostri stessi diritti».
Qualche habitué potrà riconoscere l’incipit di questo articolo. Ebbene, ho deciso di pubblicarlo ogni volta che ci sarà un’aggressione a sfondo omofobico. O fino a quando non diventerà plausibile una notizia del genere. Quindi mettetevi comodi e iniziate a giocare col vostro tic preferito.
Riassumo cos’è accaduto negli ultimi giorni:

Nessun morto, qualche ferito più o meno grave, a causa di quelli che sono gli ennesimi episodi di razzismo omofobico degli ultimi anni. La risposta dalla comunità omosessuale è stata sempre più o meno la stessa: Madonna.
Mi spiego meglio. Ti danno fuoco, sanguini, sei ferito, e cosa fai? Balli Madonna.
In genere (ormai è prassi) si convoca una «FIACCOLATA DI SOLIDARIETÀ» davanti al locale bruciato, i rappresentanti delle comunità gay parlano per circa 20 secondi e mezzo, a volte 22, e poi? Madonna. Tutti a ballare. Io ti brucio, tu balli.
È la risposta più risolutiva che abbia mai sentito dopo quella di Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Col tono eroico del pelide Achille che riuscì a fuggire dai font Windows, Marrazzo ha dichiarato: «Ero presente, alcuni ragazzi volevano inseguire gli aggressori, ma io gli ho detto di stare fermi.»
Attaccano una minoranza a raffica, tu sei presente, sei il loro rappresentante istituzionale, li potete bloccare, e cosa fai? Capisco il rischio di linciaggio, ma che ne sai? Magari avevano voglia di ballare. Non è raro che questi loschi figuri siano dei repressi, e potevi prendere due piccioni con una fava: fare una fiaccolata dove alla fine si balla tutti Madonna & aiutare due esseri che non accettano se stessi. Magari con una scopata.
Fabrizio Marrazzo, lo ricordiamo, è il rappresentante della comunità omosessuale affetto da una rara forma di Strabismo di Venere, per cui se tu gli sei accanto ti sembra che ci stia provando, ma in realtà cerca il bidone per buttare il cocktail.
RAGAZZINO: «Hey, smettila di fissarmi, poi pensano male. Ho la tua età, ma fratto cinque.»
MARRAZZO: «Ma io cercavo il bidone.»
RAGAZZINO: «Ah ok, scusa, ciao. Hey, hai voglia di ballare? È appena finita la fiaccolata.»
MARRAZZO: «Lo so, questo era il comizio.»
Alle ore 21:00 questa sera si terrà l’ennesima fiaccolata davanti al Coming Out. Un modo certamente pacifico per usare il fuoco, sempre che qualche calvo non sfrutti l’occasione per lanciare una tanica di benzina in aria. Immediata sarebbe la reazione della Mussolini: «Non era benzina. Era vodka.»
Chiariamo, il problema in sé non è tanto il ballo, tanto piacevole quanto stereotipo omosessuale. È il fatto che il ballo avvenga, che rappresenti la canonica soluzione ad ogni problema, protesta o questione. Questo passaggio, in particolare, dovrebbe offrire uno spunto di riflessione sulle figure istituzionali che predispongono questa strategia.
La sensazione di nausea nella comunità omosessuale è vasta e diffusa, ma disinteressata come un Veltroni verso il conflitto d’interessi. In conclusione:
Ore 21:00, Coming Out
[AGGIORNAMENTO]
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’evento. Si è camminato, si è fiaccoleggiato, si è usato un megafono, ma non per amplificare Lady Gaga. Ho sentito molta condivisione per i concetti qui espressi. Marrazzo, eroico come quel font che sfidò il pelide Achille, ha dichiarato: «Volevo dire qualcosa ma poi mi sono detto di stare zitto.»

Per l’ennesima volta circola la notizia della presunta omosessualità di George Clooney. A scatenare il putiferio sarebbe un’affermazione dell’amico Brad Pitt.
Brad Pitt: «Altro che Canalis, io e Angelina non ci sposeremo finché George non farà outing. Cioè finché non dirà al mondo ch’è un finocchio. Pubblicamente intendo. Che è frocio. Di sua spontanea volontà.»
Clooney: «Va’ pure. Buone nozze. Auguri e figli etero.»
A proposito di pratiche sessuali perverse (andare con Angelina Jolie), durante un’intervista alla nota testata internazionale «Uomini e Cavalli» (ovvero il settimanale Chi, oggi in edicola con il pratico sparassorbente da spiaggia), Berlusconi ha finalmente replicato all’Avvenire (ed ad altri milioni di italiani) .
Berlusconi: «Io? Mai participato a festini. Solo qualche orgia. Mai con minorenni. Raramente con animali.»

The Pirate Bay (il noto sito di torrent per scaricare musica, giochi e film illegalmente) è stato venduto per 7,8 milioni di dollari.
SetteVirgolaOttoMilioniDiDollari. Per guadagnare la stessa cifra, Farouk (l’ambulante di Via Boccea a Roma) ha dovuto vendere 109+x milioni di CD, 4 fantastiliardi di DVD, tre mogli e la dentiera d’oro lasciata in eredità dal nonno. Vendere The Pirate Bay è come se il marocchino all’angolo si vendesse la EMI. O un po’ come se un manager Parmalat vendesse azio… ops!

A proposito di Parmalat e casi analoghi nel resto del mondo, Libero titola così la notizia della condanna di Madoff in USA:
«Madoff 150 anni. E Tanzi?»
E Tanzi speriamo non ci arrivi. Dico per lui… sai che palle? Altri 80 snervanti anni ad aspettare la sentenza italiana. Poi t’arriva e non hai neanche un’immunità presidenziale: Tanzi, ma che uomo sei? Non hai neanche un’alta carica statale.
Se tu fossi stato un premier avresti potuto sdebitarti, dimostrare che sei pentito, fare del bene al Paese. O dire frasi a là Berlusconi, tipo quest’ultima sulla tragedia di Viareggio, dove un treno merci carico di GPL è esploso uccidendo decine di persone e facendo crollare palazzine.
VIAREGGIO, Berlusconi: «Nel pomeriggio vado a prendere in mano la situazione.»
Ieri il cazzo, oggi la situazione. Forse essendo una situazione del cazzo… lui potrebbe… nah. Cosa potrebbe?
Excursus, arriva Berlusconi a Viareggio:
[Berlusconi arriva sul posto, nel pomeriggio. I Vigili del Fuoco interrompono le operazioni antincendio e si dirigono verso di lui. Tanto non ce n’è più bisogno, ora prende in mano la situazione.]
Capo dei Vigili del Fuoco: «Presidente, per fortuna è arrivato. Aspettavamo proprio lei per prendere in mano la situazione. Guardi quante bambole abbiamo già pettinato.
Vigile del Fuoco: «Ora che lei è qui: ricorda per caso come si spegne una cisterna infuocata col GPL? No? Allora si renda utile: vada a resuscitare quelle persone lì in fondo mentre sfrutta la tragedia per acquisire nuova credibilità. Come si resuscitano? E lo chiede a me? Io non sono mica unto dal signore. No Presidente, i pompini non resuscitano, quello è il cialis. Sì Presidente, lo so che sono tutte brave Presidente, ma a meno che non siano brave con l’ingoio del fuoco, Presidente…»
Vado in bagno, ho una situazione da prendere in mano.

Ultimamente verso le due o tre di notte mi sveglio (o sto per mettermi a letto) e sento un leggerissimo fastidio alle articolazioni, anche conosciuto come «mi rigiro nel letto come un pollo di rosticceria ma niente». Avete presente? Ok. Misuro la temperatura, quindi controllo il termometro, e sotto il 37,2° non scende mai. Se mi dice bene anche 37,7°.
Diciamo che ne ho sempre sofferto e, come per ogni cosa di cui parlo al mio medico, secondo lui la causa è sempre la carenza di principi attivi come la bistecchina-c.
Traduco:
«Dottore, ho il raffreddore.»
«Eeeeh, e che sarà mai. Mangia una bistecca e vedi come ti tiri su.»
«Ma il naso mi cade ogni giorno alle 12:27.»
«Eeeeh, e che sarà mai. Mangia una bistecca e vedi come si riattacca.»
«Sto perdendo la vista. Ora.»
«Vuoi una bistecca?»
Per risolvere qualsiasi problema secondo lui mi basta mangiare una bistecca in più. Il lavoro che ha fatto Fleming scoprendo la penicillina nei suoi piatti sporchi di una settimana non è servito a nulla. Suppongo (ma non ne sono certo) che i medici abbiano certe tipologie di pazienti già stabilite*. Appena entri nello studio pensano qualcosa tipo: «Magro, capelli neri, ha un neo sul viso… sicuramente ipocondriaco. Gli prescrivo un po’ d’acqua salata magica e via dai coglioni». Non per essere riduttivo, ma inizio a convincermi profondamente che sia così.
Nel vostro profondo anche voi lo sapete, ed il primo sentore lo si ha già da piccoli:
«Dottore, ho la bua qui.»
«Eeeeh, è la crescita.»
«Ma sanguina.»
«Eeeeh, è la crescita.»
«Ho un citomegalovirus.»
«Eeeeh, è la crescita.»
Poi, inevitabilmente, cresci (diventi addirittura vecchio) e la teoria viene confermata.
«Dottore, ho un ictus con cataratta.»
«Eeeeh, è la decrescita.»
Se io andassi dal medico in queste condizioni non sono certo di cosa potrebbe dire, ma scommetto che assomiglierebbe molto a qualcosa del genere:
«Dottore, ogni notte la mia temperatura sale di un grado nel giro di un’ora. E non parto da 35°. Questa situazione persiste da due settimane e si presenta ciclicamente.»
«37,2°? Cosa vuole che sia 37,2°?»
«Non so, mi dica lei.»
«Una temperatura sopra il 37.»
«Chapeau!»
Piuttosto, la prossima volta che andate dal medico, cominciate così:
«Ascolti, ho letto sana sana l’Introduzione alla Psicoanalisi di Freud, conosco tutte le teorie della neuropsichiatria moderna. È inutile che ci prova. Posso garantirle, con assoluta certezza, che non sto mentendo. Oppure sì, ma lei comunque non può saperlo. Ora, per cortesia, ho 30 anni: può farmi una visita dove non finisco a mangiare bistecche per la crescita?»
Non vi prenderà sul serio, ma avrete prescrizioni placebo per tutta la vita. O almeno questo è ciò che accade a me. Voi cosa vi sentite dire? È lo stress? È l’attività fisica? È il lupus?
* C’è qualche medico tra i lettori? Sì, lo so che c’è. Ricordo che NON soccorrermi se mi sentirò male, vuol dire fare «omissione di soccorso». Ch’è come lasciare che Paolo Meneguzzi soffochi mentre voi sorseggiate un cocktail, solo che io lancio epiteti.
Berlusconi, in visita nei cantieri dell’Aquila, ha chiesto agli operai: «E le donne dove sono? Siete tutti gay?». Una manna dal cielo, perché sarebbe bastato rispondergli «Sì.» e lui avrebbe replicato imbarazzato «Ah, ok, be’, sì, certo, uhm. Buon lavoro.»
Un’altra risposta possibile a «Siete tutti gay» sarebbe stata: «Nah, solo pedofili. Tu?».
Ma tutto questo risale a ieri. Oggi, stamane, s’è svegliato ed ha offeso tutti gli organismi internazionali che fanno previsioni (tranne il centro Epson) economiche. Ricapitolando:
Nonostante ciò, nel bel mezzo del dramma iraniano, Ello cosa dice?
«Gli Italiani solo al 61% con me.»
Chiaro. Ché se escludiamo le categorie da lui offese negli anni, in questo 61% rimane solo la categoria dei canguri drogati che fanno cerchi nei campi di grano. Quindi potremmo così tradurre:
«Gli Italiani solo al 61% con me. Canguri drogati che fanno cerchi nei campi di grano.»
La tecnica è chiara. Quando sei sotto attacco, quando non sai cosa fare, devi distrarre il nemico, possibilmente lasciandolo basito. Che sia con un bazooka o con una stronzata dalle dimensioni cosmiche è secondario.
«Presidente, perché va con le minorenni?»
«GUARDA LÀ!»
«Eh?»
«LÀ! C’È UNA MUCCA CHE VOLA. VICINO AL CANGURO DROGATO.»
Come in un film dove usi la psicologia inversa col tuo sequestratore, o distrai il tuo nemico facendogli docce con l’impianto antincendio.
Sinora, con una buona fetta dei Minzolini, ha funzionato.

La cattiva notizia è che Michael Jackson è morto. Quella buona che era biodegradabile.
Era morto da un mese, ma la plastica è inodore. Le onoranze funebri sono costate poco, da Neverland ai cassonetti di fronte. Sui fori c’erano tre etichette: Plastica, Vetro e Michael Jackson. Con un chilo Michael Jackson si potevano fare 3’000 bottiglie, 5’000 sorprese Kinder, milioni di copertine CD.
Ma, questa volta, non saranno i suoi.
Visto che le tragedie continueranno sempre ad esistere, e così anche il tipico utente impiallacciato con patatine davanti allo schermo, ecco qui il pratico AMNMT®, ovvero:
Avatar MultiNastro MultiTragedia®
Non siete fatti per la politica? Non siete fatti per il volontariato? Non siete fatti per la vita? Con un semplice cambio di avatar nel vostro profilo Facebook, MySpace, Netlog, Youdem, Messenger, e qualsiasi altro Social Network, potrete comunicare al mondo la vostra voglia d’agire e l’impossibilità di farlo, o di volerlo fare, in un colpo solo.
I pratici avatar AMNMT® vengono forniti con otto nastri di colori diversi* per simboleggiare il vostro supporto a qualsiasi causa socialmente attraente, dalle tartarughe omosessuali dell’Illinois sino agli olocausti nucleari in Azerbaigian (senza la sabbia negli occhi). Avete un nastro verde? Obsoleto.
Smettete di cambiare continuamente nastro alla vostra immagine profilo e, se volete comunicare al mondo quanta sensibilità c’è in voi, munitevi del pratico AMNMT®.
Con sei nastri, potete dimostrare supporto praticamente ad ogni causa. Ciò che pochi sanno, infatti, è che ogni nastro racchiude in sé molti significati.
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Esempio. Hai usato il nastro verde per la democrazia in Iran? Avrai certamente a cuore anche le altre cause importanti che simboleggia, come ad esempio:
* tutto lo spettro visibile, più l’ultravioletto e l’infrarosso, per questo ne vedete solo sei.
Scandalo D’Addario, Silvio Berlusconi: «Certo che tengo duro». Il cronista: «Con o senza cialis?»
(testi miei, ma disegni del caro, celeberrimo amico Fabrizio «Eschierda» Mazzotta)
«People aren’t afraid of being dead, they’re afraid of getting dead».
(George Carlin probabilmente un attimo dopo aver letto di Socrate)
(dicevo, George Carlin, 1937 — 22 Giugno 2008)
Un anno fa è morto George Carlin. Sarebbe bello rivederlo, ma non sono il tipo da pala e torcia.
Per quelli che hanno votato Partito Democratico, ma sono stanchi di farlo e credono di non poterne fare a meno. Non siete soli. I Democratici Anonimi ti danno tutto l’aiuto necessario per uscirne, ed anche tu puoi dire basta.

Se anche tu vuoi uscirne, visita il Gruppo Democratici Anonimi su Facebook ed il sito Boboanchio.
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