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Il nuovo film su Michael Jack­son. Non s’è manco fred­dato il corpo, ci sono i pro­dut­tori che lo ten­gono caldo.

Ecco la vera locan­dina. Clic per la piena visualizzazione.

Michael Jackson This is It Parody



VpV — Sucidàte Berlusconi

Visti per Voi

È in onda il nuovo numero di Visti per Voi, la rubrica per chi vuole far finta di guar­dare i talk show. Il tema? «Porta a Porta: Sui­ci­diamo Ber­lu­sconi». Ecco un breve estratto.

Nasce su Face­book il gruppo «Ucci­diamo Ber­lu­sconi». Subito indi­gnato Gian­franco Fini: «Hey, c’ero prima io». Alfano lan­cia l’allarme: «Gruppo inde­gno, viola la morale kan­tiana. Qua­lun­que cosa sia».

Per sapere se Maroni denun­cerà tutti gli iscritti al gruppo, leggi l’arti­colo com­pleto sul sito di Virus, la satira virale de l’Unità.



Heroes: Quarta Stagione

Lo ammetto: ho visto la nuova sta­gione di Heroes, la serie che se sba­gli una let­tera diventa Herpes.

Non sono una novità i per­so­naggi con poteri inu­tili: ricor­de­rete tutti Niki San­ders (prima sta­gione). Quale mira­bo­lante potere aveva Hiro? Con­trol­lare il tempo. E Park­man? Le menti. Claire? Immor­tale. Peter? Onni­po­tente. Niki San­ders? Dare di matto. Un potere molto dif­fuso alle 7:25 sulla tan­gen­ziale est.

CATTIVO DI TURNO: «Che potere hai?»

NIKI SANDERS: «Do di matto.»

CATTIVO DI TURNO: «Eh lallero.»

NIKI SANDERS: «Guarda che ti scapoccio.»

Sulla scia di Niki San­ders, gli sce­neg­gia­tori hanno aggiunto al cast un nuovo per­so­nag­gio: Gesù.

CATTIVO DI TURNO: «E tu cosa fai?»

GESU: «Hai pre­sente il Tavernello?»

Jesus joins Heroes

Per ammaz­zare Sylar, potrebbe usare diverse tec­ni­che. Una è quella di tra­sfor­mare tutta l’acqua che Sylar beve in vino, e lo spe­di­sce in coma eti­lico. Non solo: anche quella della doc­cia, e farlo puz­zare come un alco­liz­zato. Iso­la­mento sociale assicurato.

L’alternativa, che gli sce­neg­gia­tori stanno seria­mente pren­dendo in con­si­de­ra­zione, è quella di ammaz­zarlo in un risto­rante sushi. Sylar inghiotte un tamaki, Gesù ini­zia a mol­ti­pli­car­glielo in pan­cia, e tanti saluti all’onnipotente Sylar che esplode con spruzzi di pesce e riso (che, per i giap­po­nesi, è come il pane; Gesù lo sa e gli viene incontro).

Addi­rit­tura Tracy Strass, la donna di ghiac­cio utile anche ai cock­tail party, dovrebbe stare attenta. Potrebbe diven­tare una con­grua for­ni­tura di Taver­nello per gli sceneggiatori.



Ieri, gio­vedì, è andata in onda la pun­tata di mar­tedì di Ballaró (?).

Ospiti: Con­cita De Gre­go­rio (diret­trice de l’Unità), Casini, Alfano, le soprac­ci­glia di Alfano, Tre­monti, la r moscia di Tre­monti (aka Ber­sani). Sono molti i temi affron­tati, e vedremo ora qual è stato lo svo­gli­mento della pun­tata tra­mite comodi dia­lo­ghi riassuntivi.

Logo Ballarò

01: MORTI IN AFGHANISTAN

TREMONTI: «Siamo lì in mis­sione di pace.»

ALFANO: «Sta­mane ho man­giato uova alla coque.»

TREMONTI: «Ripeto, la mis­sione è di pace.»

DE GREGORIO: «Pace un cazzo. Si chiama guerra, se gli ame­ri­cani con­ti­nuano farla.»

ALFANO: «Buone alla coque. Ah sì, pace pace pace.»

CASINI: «Siamo in que­sti paesi, come l’Iraq e l’Afghanistan, per com­bat­tere Al Qaeda.»

BERSANI: «Bzzz *» (* non è importante)

Il deli­rio era dovuto ad un sim­pa­tico clima da rutto libero. Quello che la povera De Gre­go­rio voleva dire, tra un «pace» e l’altro, era che siamo pre­senti in Afgha­ni­stan per rime­diare ai danni nati da una pes­sima gestione sta­tu­ni­tense. I paesi che sono dovuti inter­ve­nire come pea­ce­kee­pers, ad esem­pio l’Italia, dif­fi­cil­mente rie­scono ad iden­ti­fi­carsi in que­sta guerra nata da un sen­ti­mento ame­ri­cano (11 set­tem­bre). Tra­duco: se ammaz­zano la madre di un tuo amico, rie­sci a ven­di­carti come fosse la tua? E capire per­ché devi rischiare la vita a causa di que­sto motivo è dif­fi­cile. Que­sta è la con­di­zione di tutte le truppe ONU, giunte in un secondo momento, Ita­lia com­presa. Inol­tre, qual­cuno dovrebbe ricor­dare a Casini che non siamo stati in Iraq per com­bat­tere Al Qaeda. Hus­sein poco c’entrava con Osama. Alfano pre­sen­ziava in sala, con l’espressione incre­dula del rap­pre­sen­tante Fol­letto sor­preso di sve­gliarti alle 10 del mat­tino, men­tre sei a letto con la febbre.

ALFANO: «L’ho sve­gliata? Oh, mi spiace. Ce l’ha un folletto?»

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02: LODO ALFANO

DE GREGORIO: «Il Pre­si­dente del Con­si­glio gesti­sce l’Italia come una pro­prietà pri­vata. In que­sti anni ha usato il denaro e la cor­ru­zione per influen­zare il paese. E ce ne stiamo dimenticando.»

FLORIS: «Ber­sani, che ne pensa?»

BERSANI: «Bzzz.»

TREMONTI: «De Gre­go­rio, lei offende l’intelligenza degli ita­liani. Que­sto paese ha due­mila anni di inge­gno e civiltà. Secondo lei si farebbe influenzare?»

Inten­deva i due­mila prima di Mus­so­lini. Con­cita De Gre­go­rio è la diret­trice di uno dei gior­nali denun­ciati da Ber­lu­sconi per dif­fa­ma­zione. Il pre­si­dente ha chie­sto, rispet­ti­va­mente, un milione di euro a Repub­blica e due milioni d’euro a l’Unità. Due e mezzo senza pre­ser­va­tivo. Tre­monti sem­bra un tipo pon­de­ra­tivo, molto impo­stato. In realtà si blocca, per­ché for­mula i pen­sieri con mac­chie di Ror­schach, che è già un gran suc­cesso rispetto ai discorsi di Casini. Lui ruba con­cetti ai pre­senti, alter­nan­doli ogni 5 minuti per non far torto a nes­suno. In mezzo a que­sto qua­dro, la De Gre­go­rio, fara­butta, pro­se­gue come una vera gior­na­li­sta, solo che non italiana.

DE GREGORIO: «Non biso­gna dimen­ti­care che non è tanto impor­tante la D’Addario, ma i casi come Mills. Il lodo Alfano evita a Ber­lu­sconi di rispon­dere in giu­di­zio dei pro­cessi a suo carico. Lo rende al di sopra della legge. Per­ché una cosa del genere? * »

ALFANO: «Flo­ris, voglio replicare.»

FLORIS: «Prego.»

ALFANO: «Guardi che lo fac­cio davvero.»

FLORIS: «Prego.»

ALFANO: «Io le dico… io mi chiedo, mia cara comi­ziet­ta­trice… ce l’ha un folletto?»

SOPRACCIGLIA DI ALFANO: «Noi ce ne andiamo.»

FLORIS: «Alfano, par­lava del lodo.»

ALFANO: «Ah sì. Col lodo Alfano, Ber­lu­sconi rispon­derà in giu­di­zio a tutto, ma dopo la fine del suo mandato.»

Fac­ciamo un gioco. Fac­ciamo il con­tra­rio. Prima vediamo se hai rubato la mar­mel­lata, poi ti diamo le chiavi della dispensa. Un reato può influen­zare la capa­cità di rico­prire una carica, il con­tra­rio non dovrebbe. Ma, col lodo Alfano, può.

La pun­tata si chiude in bel­lezza sull’intervento di Ber­sani, rima­sto silente per due ore.

FLORIS: «Ber­sani, vuole aggiun­gere qualcosa?»

BERSANI: «Ber­lu­sconi è cer­ta­mente padrone di un certo numero di canali per la dif­fu­sione e cana­liz­za­zione di certe sue idee.»

FLORIS: «Cioè?»

BERSANI: «Bzzz.»

* Que­sta è una gior­na­li­sta. Hai davanti il tizio che si chiama come il lodo, o vice­versa, e giu­sta­mente gli chiedi del lodo. Un po’ come se Vespa chie­desse a Lui dei processi.



«Tutto deve cam­biare per­ché tutto resti com’è»

(Tomasi Di Lam­pe­dusa, vedendo il resty­ling di Gra­zie Moltissimo)

Il primo (ed ultimo) arti­colo di ser­vi­zio che que­sto blog vedrà riguarda un’immensa novità. Final­mente un arti­colo serio? Magari pun­tuale? No, figu­rarsi. Piut­to­sto il resty­ling dell’interfaccia gra­fica.
Come vedete, ora è così (prego roteare globi ocu­lari ed analizzare).

C’è chi lo vedeva così:

Il Vecchio Grazie Moltissimo

O così:

Il Vecchio Grazie Moltissimo

Nei casi peg­giori, così:
Mike Bongiorno da Daria Bignardi
Con l’ultimo siete Fio­rello. Gra­zie, ma abbiamo già abba­stanza visi­ta­tori (scherzo, ciao Fiore) (tutto bene? eh lo so, dispiace anche a me).

Nella nuova inter­fac­cia ven­gono evi­den­ziati i canali Twit­ter, Face­book e gli RSS (dio, quanto ne sen­ti­vamo l’esigenza, eh?). Come sem­pre è pos­si­bile uti­liz­zare Goo­gle Friend Con­nect per i com­menti, ora più facil­mente indi­vi­dua­bili (tranne se volete boi­cot­tare Goo­gle, il motore di ricerca meno amato da George Orwell).

A breve ripren­derà il clas­sico aggior­na­mento bime­strale con coz­za­glia di noti­zie. Nella ver­sione 3.0 del sito sono pre­vi­sti anche:

  1. arti­coli uni­voci e coerenti
  2. pos­si­bil­mente di destra


Nuova aggres­sione a Roma per una cop­pia etero da parte di un gruppo d’omosessuali ete­ro­fobi. Imme­diata la rea­zione dell’On. Franco Gril­lini: «Non abbiamo nulla con­tro di loro. Spero un giorno pos­sano avere i nostri stessi diritti».
Qual­che habi­tué potrà rico­no­scere per la milio­ne­sima volta l’incipit di que­sto arti­colo. Ebbene, ho deciso di pub­bli­carlo ogni volta che ci sarà un’aggressione a sfondo omo­fobo. O fino a quando non diven­terà plau­si­bile un arti­colo come que­sto, quindi met­te­tevi comodi e ini­ziate a gio­care col vostro tic pre­fe­rito, o con la vostra sin­drome di Tourette.
Rica­pi­tolo. Nei giorni scorsi ci sono state:
- 1 un’aggressione da parte di Tizio «Sva­sti­chella» Caio (del quale nes­suno ricorda il nome di bat­te­simo, per­ché «sva­sti­chella» è diver­tente come strap­pare un lembo di Vina­vil dalla mano) ai danni di una cop­pia di fronte al Gay Village.
- 1 lan­cio di bombe carta davanti al Coming Out, in mezzo a cen­ti­naia di per­sone. Cioè, omo­ses­suali. I tizi che le hanno lan­ciate erano «rasati». Imme­diata la replica della Mus­so­lini: «Non erano rasati, erano calvi. Odio i calvi, sem­bra sem­pre che sia colpa nostra.»
- 1 incen­dio doloso al Qube, meglio noto come Muc­cas­sas­sina. Imme­diata la replica della Mus­so­lini: «Non era doloso, era una siga­retta. Odio le sigarette.»
Nes­sun morto, qual­che ferito più o meno grave a causa di quelli che sono solo gli enne­simi epi­sodi di raz­zi­smo negli ultimi anni. La rispo­sta dalla comu­nità omo­ses­suale è stata sem­pre più o meno la stessa: Madonna.
Mi spiego meglio. Ti danno fuoco, san­guini, sei ferito, e cosa fai? Balli.
In genere (ormai è prassi) si con­voca una «FIACCOLATA DI SOLIDARIETÀ» davanti al locale bru­ciato, i rap­pre­sen­tanti delle comu­nità gay par­lano per circa 20 secondi e mezzo, a volte 22, e poi? Madonna. Tutti a bal­lare. Io ti bru­cio, tu balli.
È la rispo­sta più seria che abbia mai sen­tito dopo quella di Fabri­zio Mar­razzo, pre­si­dente di Arci­gay Roma. Subito dopo l’aggressione al Coming Out con le bombe carta, Mar­razzo ha detto: «Ero pre­sente, ho visto dei ragazzi che vole­vano inse­guire gli aggres­sori, ma io li ho fermati.»
E per­ché mai? Magari vole­vano ballare.
Mar­razzo, lo ricor­diamo, è affetto da una rara forma di stra­bi­smo di venere, per cui se tu gli sei accanto ti sem­bra che ci stia pro­vando, ma in realtà sta cer­cando il bidone per but­tare il cocktail.
«Hey, smet­tila di fis­sarmi. Sei il rap­pre­sen­tante isti­tu­zio­nale di una mino­ranza. Ed ho la tua età. Fratto due.»
«Ma io cer­cavo il bidone.»
«Ah ok, scusa ciao.»
Alle ore 21:00 que­sta sera si terrà l’ennesima fiac­co­lata davanti al Coming Out. Un modo cer­ta­mente paci­fico per usare il fuoco, sem­pre che qual­che testa rasata non sfrutti l’occasione per lan­ciare una tanica di ben­zina in aria. Imme­diata la rea­zione della Mus­so­lini: «Ma non era ben­zina. Era vodka.»
Ore 21:00, fiac­co­lata. Alle brutte: Madonna.

Coming Out Roma, incendio

Nuova aggres­sione a Roma per una cop­pia etero da parte di un gruppo di omo­ses­suali ete­ro­fobi. Imme­diata la rea­zione dell’On. Franco Gril­lini: «Non abbiamo nulla con­tro di loro. Spero un giorno pos­sano avere i nostri stessi diritti».

Qual­che habi­tué potrà rico­no­scere l’incipit di que­sto arti­colo. Ebbene, ho deciso di pub­bli­carlo ogni volta che ci sarà un’aggressione a sfondo omo­fo­bico. O fino a quando non diven­terà plau­si­bile una noti­zia del genere. Quindi met­te­tevi comodi e ini­ziate a gio­care col vostro tic preferito.

Rias­sumo cos’è acca­duto negli ultimi giorni:

  • n°1 un’aggressione da parte di Tizio «Sva­sti­chella» Caio (del quale nes­suno ricorda il nome di bat­te­simo, per­ché «sva­sti­chella» è diver­tente come strap­pare un lembo di Vina­vil dalla mano) ai danni di una cop­pia di fronte al Gay Village.
  • n°1 lan­cio di bombe carta davanti al Coming Out, in mezzo a cen­ti­naia di per­sone. O meglio, omo­ses­suali. I tizi che le hanno lan­ciate erano «rasati». Imme­diata la replica della Mus­so­lini: «Non erano rasati, erano calvi. Odio i calvi, sem­bra sem­pre che sia colpa nostra.»
  • n°1 incen­dio doloso al Qube, meglio noto per la serata etero-che-cercano-di-rimorchiare-le-amiche-dei-gay Muc­cas­sas­sina. Imme­diata la replica della Mus­so­lini: «Non era doloso, era una siga­retta. Odio le siga­rette. E i calvi.»

Madonna Vectorial

Nes­sun morto, qual­che ferito più o meno grave, a causa di quelli che sono gli enne­simi epi­sodi di raz­zi­smo omo­fo­bico degli ultimi anni. La rispo­sta dalla comu­nità omo­ses­suale è stata sem­pre più o meno la stessa: Madonna.

Mi spiego meglio. Ti danno fuoco, san­guini, sei ferito, e cosa fai? Balli Madonna.

In genere (ormai è prassi) si con­voca una «FIACCOLATA DI SOLIDARIETÀ» davanti al locale bru­ciato, i rap­pre­sen­tanti delle comu­nità gay par­lano per circa 20 secondi e mezzo, a volte 22, e poi? Madonna. Tutti a bal­lare. Io ti bru­cio, tu balli.

È la rispo­sta più riso­lu­tiva che abbia mai sen­tito dopo quella di Fabri­zio Mar­razzo, pre­si­dente di Arci­gay Roma. Col tono eroico del pelide Achille che riu­scì a fug­gire dai font Win­dows, Mar­razzo ha dichia­rato: «Ero pre­sente, alcuni ragazzi vole­vano inse­guire gli aggres­sori, ma io gli ho detto di stare fermi.»

Attac­cano una mino­ranza a raf­fica, tu sei pre­sente, sei il loro rap­pre­sen­tante isti­tu­zio­nale, li potete bloc­care, e cosa fai? Capi­sco il rischio di lin­ciag­gio, ma che ne sai? Magari ave­vano voglia di bal­lare. Non è raro che que­sti loschi figuri siano dei repressi, e potevi pren­dere due pic­cioni con una fava: fare una fiac­co­lata dove alla fine si balla tutti Madonna & aiu­tare due esseri che non accet­tano se stessi. Magari con una scopata.

Fabri­zio Mar­razzo, lo ricor­diamo, è il rap­pre­sen­tante della comu­nità omo­ses­suale affetto da una rara forma di Stra­bi­smo di Venere, per cui se tu gli sei accanto ti sem­bra che ci stia pro­vando, ma in realtà cerca il bidone per but­tare il cocktail.

RAGAZZINO: «Hey, smet­tila di fis­sarmi, poi pen­sano male. Ho la tua età, ma fratto cinque.»

MARRAZZO: «Ma io cer­cavo il bidone.»

RAGAZZINO: «Ah ok, scusa, ciao. Hey, hai voglia di bal­lare? È appena finita la fiaccolata.»

MARRAZZO: «Lo so, que­sto era il comizio.»

Alle ore 21:00 que­sta sera si terrà l’ennesima fiac­co­lata davanti al Coming Out. Un modo cer­ta­mente paci­fico per usare il fuoco, sem­pre che qual­che calvo non sfrutti l’occasione per lan­ciare una tanica di ben­zina in aria. Imme­diata sarebbe la rea­zione della Mus­so­lini: «Non era ben­zina. Era vodka.»

Chia­riamo, il pro­blema in sé non è tanto il ballo, tanto pia­ce­vole quanto ste­reo­tipo omo­ses­suale. È il fatto che il ballo avvenga, che rap­pre­senti la cano­nica solu­zione ad ogni pro­blema, pro­te­sta o que­stione. Que­sto pas­sag­gio, in par­ti­co­lare, dovrebbe offrire uno spunto di rifles­sione sulle figure isti­tu­zio­nali che pre­di­spon­gono que­sta strategia.

La sen­sa­zione di nau­sea nella comu­nità omo­ses­suale è vasta e dif­fusa, ma disin­te­res­sata come un Vel­troni verso il con­flitto d’interessi. In conclusione:

Ore 21:00, Coming Out

[AGGIORNAMENTO]

Fiaccolata Campidoglio Coming Out Diritti Omosessuali 2009

Sono rima­sto pia­ce­vol­mente sor­preso dall’evento. Si è cam­mi­nato, si è fiac­co­leg­giato, si è usato un mega­fono, ma non per ampli­fi­care Lady Gaga. Ho sen­tito molta con­di­vi­sione per i con­cetti qui espressi. Mar­razzo, eroico come quel font che sfidò il pelide Achille, ha dichia­rato: «Volevo dire qual­cosa ma poi mi sono detto di stare zitto.»



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Per l’ennesima volta cir­cola la noti­zia della pre­sunta omo­ses­sua­lità di George Cloo­ney. A sca­te­nare il puti­fe­rio sarebbe un’affermazione dell’amico Brad Pitt.

Brad Pitt: «Altro che Cana­lis, io e Ange­lina non ci spo­se­remo fin­ché George non farà outing. Cioè fin­ché non dirà al mondo ch’è un finoc­chio. Pub­bli­ca­mente intendo. Che è fro­cio. Di sua spon­ta­nea volontà.»

Cloo­ney: «Va’ pure. Buone nozze. Auguri e figli etero.»

A pro­po­sito di pra­ti­che ses­suali per­verse (andare con Ange­lina Jolie), durante un’intervista alla nota testata inter­na­zio­nale «Uomini e Cavalli» (ovvero il set­ti­ma­nale Chi, oggi in edi­cola con il pra­tico spa­ras­sor­bente da spiag­gia), Ber­lu­sconi ha final­mente repli­cato all’Avvenire (ed ad altri milioni di italiani) .

Ber­lu­sconi: «Io? Mai par­ti­ci­pato a festini. Solo qual­che orgia. Mai con mino­renni. Rara­mente con animali.»



The Pirate Bay Logo

The Pirate Bay (il noto sito di tor­rent per sca­ri­care musica, gio­chi e film ille­gal­mente) è stato ven­duto per 7,8 milioni di dollari.

Set­te­Vir­go­laOt­to­Mi­lio­ni­Di­Dol­lari. Per gua­da­gnare la stessa cifra, Farouk (l’ambulante di Via Boc­cea a Roma) ha dovuto ven­dere 109+x milioni di CD, 4 fan­ta­sti­liardi di DVD, tre mogli e la den­tiera d’oro lasciata in ere­dità dal nonno. Ven­dere The Pirate Bay è come se il maroc­chino all’angolo si ven­desse la EMI. O un po’ come se un mana­ger Par­ma­lat ven­desse azio… ops!

Logo Parmalat

A pro­po­sito di Par­ma­lat e casi ana­lo­ghi nel resto del mondo, Libero titola così la noti­zia della con­danna di Madoff in USA:

«Madoff 150 anni. E Tanzi?»

E Tanzi spe­riamo non ci arrivi. Dico per lui… sai che palle? Altri 80 sner­vanti anni ad aspet­tare la sen­tenza ita­liana. Poi t’arriva e non hai nean­che un’immunità pre­si­den­ziale: Tanzi, ma che uomo sei? Non hai nean­che un’alta carica statale.

Se tu fossi stato un pre­mier avre­sti potuto sde­bi­tarti, dimo­strare che sei pen­tito, fare del bene al Paese. O dire frasi a là Ber­lu­sconi, tipo quest’ultima sulla tra­ge­dia di Via­reg­gio, dove un treno merci carico di GPL è esploso ucci­dendo decine di per­sone e facendo crol­lare palazzine.

Tragedia a Viareggio

VIAREGGIO, Ber­lu­sconi: «Nel pome­rig­gio vado a pren­dere in mano la situazione.»

Ieri il cazzo, oggi la situa­zione. Forse essendo una situa­zione del cazzo… lui potrebbe… nah. Cosa potrebbe?

Excur­sus, arriva Ber­lu­sconi a Viareggio:

[Ber­lu­sconi arriva sul posto, nel pome­rig­gio. I Vigili del Fuoco inter­rom­pono le ope­ra­zioni antin­cen­dio e si diri­gono verso di lui. Tanto non ce n’è più biso­gno, ora prende in mano la situazione.]

Capo dei Vigili del Fuoco: «Pre­si­dente, per for­tuna è arri­vato. Aspet­ta­vamo pro­prio lei per pren­dere in mano la situa­zione. Guardi quante bam­bole abbiamo già pettinato.

Vigile del Fuoco: «Ora che lei è qui: ricorda per caso come si spe­gne una cisterna infuo­cata col GPL? No? Allora si renda utile: vada a resu­sci­tare quelle per­sone lì in fondo men­tre sfrutta la tra­ge­dia per acqui­sire nuova cre­di­bi­lità. Come si resu­sci­tano? E lo chiede a me? Io non sono mica unto dal signore. No Pre­si­dente, i pom­pini non resu­sci­tano, quello è il cia­lis. Sì Pre­si­dente, lo so che sono tutte brave Pre­si­dente, ma a meno che non siano brave con l’ingoio del fuoco, Presidente…»

Vado in bagno, ho una situa­zione da pren­dere in mano.



Medici, Bistecche e Crescita

Frenologia, l'arte di non capire un cazzo da un cazzo

Ulti­ma­mente verso le due o tre di notte mi sve­glio (o sto per met­termi a letto) e sento un leg­ge­ris­simo fasti­dio alle arti­co­la­zioni, anche cono­sciuto come «mi rigiro nel letto come un pollo di rostic­ce­ria ma niente». Avete pre­sente? Ok. Misuro la tem­pe­ra­tura, quindi con­trollo il ter­mo­me­tro, e sotto il 37,2° non scende mai. Se mi dice bene anche 37,7°.

Diciamo che ne ho sem­pre sof­ferto e, come per ogni cosa di cui parlo al mio medico, secondo lui la causa è sem­pre la carenza di prin­cipi attivi come la bistecchina-c.

Tra­duco:

«Dot­tore, ho il raffreddore.»

«Eeeeh, e che sarà mai. Man­gia una bistecca e vedi come ti tiri su.»

«Ma il naso mi cade ogni giorno alle 12:27.»

«Eeeeh, e che sarà mai. Man­gia una bistecca e vedi come si riattacca.»

«Sto per­dendo la vista. Ora.»

«Vuoi una bistecca?»

Per risol­vere qual­siasi pro­blema secondo lui mi basta man­giare una bistecca in più. Il lavoro che ha fatto Fle­ming sco­prendo la peni­cil­lina nei suoi piatti spor­chi di una set­ti­mana non è ser­vito a nulla. Sup­pongo (ma non ne sono certo) che i medici abbiano certe tipo­lo­gie di pazienti già sta­bi­lite*. Appena entri nello stu­dio pen­sano qual­cosa tipo: «Magro, capelli neri, ha un neo sul viso… sicu­ra­mente ipo­con­driaco. Gli pre­scrivo un po’ d’acqua salata magica e via dai coglioni». Non per essere ridut­tivo, ma ini­zio a con­vin­cermi pro­fon­da­mente che sia così.

Nel vostro pro­fondo anche voi lo sapete, ed il primo sen­tore lo si ha già da piccoli:

«Dot­tore, ho la bua qui.»

«Eeeeh, è la crescita.»

«Ma san­guina.»

«Eeeeh, è la crescita.»

«Ho un citomegalovirus.»

«Eeeeh, è la crescita.»

Poi, ine­vi­ta­bil­mente, cre­sci (diventi addi­rit­tura vec­chio) e la teo­ria viene confermata.

«Dot­tore, ho un ictus con cataratta.»

«Eeeeh, è la decrescita.»

Se io andassi dal medico in que­ste con­di­zioni non sono certo di cosa potrebbe dire, ma scom­metto che asso­mi­glie­rebbe molto a qual­cosa del genere:

«Dot­tore, ogni notte la mia tem­pe­ra­tura sale di un grado nel giro di un’ora. E non parto da 35°. Que­sta situa­zione per­si­ste da due set­ti­mane e si pre­senta ciclicamente.»

«37,2°? Cosa vuole che sia 37,2°?»

«Non so, mi dica lei.»

«Una tem­pe­ra­tura sopra il 37.»

«Cha­peau!»


Piut­to­sto, la pros­sima volta che andate dal medico, comin­ciate così:

«Ascolti, ho letto sana sana l’Intro­du­zione alla Psi­coa­na­lisi di Freud, cono­sco tutte le teo­rie della neu­ro­psi­chia­tria moderna. È inu­tile che ci prova. Posso garan­tirle, con asso­luta cer­tezza, che non sto men­tendo. Oppure sì, ma lei comun­que non può saperlo. Ora, per cor­te­sia, ho 30 anni: può farmi una visita dove non fini­sco a man­giare bistec­che per la crescita?»

Non vi pren­derà sul serio, ma avrete pre­scri­zioni pla­cebo per tutta la vita. O almeno que­sto è ciò che accade a me. Voi cosa vi sen­tite dire? È lo stress? È l’attività fisica? È il lupus?

* C’è qual­che medico tra i let­tori? Sì, lo so che c’è. Ricordo che NON soc­cor­rermi se mi sen­tirò male, vuol dire fare «omis­sione di soc­corso». Ch’è come lasciare che Paolo Mene­guzzi sof­fo­chi men­tre voi sor­seg­giate un cock­tail, solo che io lan­cio epiteti.



In Bocca alla Carfagna

Ber­lu­sconi, in visita nei can­tieri dell’Aquila, ha chie­sto agli ope­rai: «E le donne dove sono? Siete tutti gay?». Una manna dal cielo, per­ché sarebbe bastato rispon­der­gli «Sì.» e lui avrebbe repli­cato imba­raz­zato «Ah, ok, be’, sì, certo, uhm. Buon lavoro.»

Un’altra rispo­sta pos­si­bile a «Siete tutti gay» sarebbe stata: «Nah, solo pedo­fili. Tu?».

Ma tutto que­sto risale a ieri. Oggi, sta­mane, s’è sve­gliato ed ha offeso tutti gli orga­ni­smi inter­na­zio­nali che fanno pre­vi­sioni (tranne il cen­tro Epson) eco­no­mi­che. Ricapitolando:

  • Ieri, ierane, s’è sve­gliato ed ha fatto una bat­tuta sui gay.
  • Prima ancora ha offeso le donne.
  • E gli operai.
  • E gli inse­gnanti senza dignità.
  • E i coglioni che votano a sinistra.
  • E i gior­na­li­sti sovversivi.
  • E i dipen­denti pub­blici sfaticati.
  • E gli abbronzati.
  • E gli Etce­tera, etc. etc.

Nono­stante ciò, nel bel mezzo del dramma ira­niano, Ello cosa dice?

«Gli Ita­liani solo al 61% con me.»

Chiaro. Ché se esclu­diamo le cate­go­rie da lui offese negli anni, in que­sto 61% rimane solo la cate­go­ria dei can­guri dro­gati che fanno cer­chi nei campi di grano. Quindi potremmo così tradurre:

«Gli Ita­liani solo al 61% con me. Can­guri dro­gati che fanno cer­chi nei campi di grano.»

Sostegno a Berluscono in tempi di Noemi Letizia

La tec­nica è chiara. Quando sei sotto attacco, quando non sai cosa fare, devi distrarre il nemico, pos­si­bil­mente lascian­dolo basito. Che sia con un bazooka o con una stron­zata dalle dimen­sioni cosmi­che è secondario.

«Pre­si­dente, per­ché va con le minorenni?»

«GUARDA

«Eh?»

«! C’È UNA MUCCA CHE VOLA. VICINO AL CANGURO DROGATO

Come in un film dove usi la psi­co­lo­gia inversa col tuo seque­stra­tore, o distrai il tuo nemico facen­do­gli docce con l’impianto antincendio.

Sinora, con una buona fetta dei Min­zo­lini, ha funzionato.



Michael Jackson Is Dead

Michael Jackson is dead / Michael Jackson è morto

La cat­tiva noti­zia è che Michael Jack­son è morto. Quella buona che era biodegradabile.

Era morto da un mese, ma la pla­stica è ino­dore. Le ono­ranze fune­bri sono costate poco, da Never­land ai cas­so­netti di fronte. Sui fori c’erano tre eti­chette: Pla­stica, Vetro e Michael Jack­son. Con un chilo Michael Jack­son si pote­vano fare 3’000 bot­ti­glie, 5’000 sor­prese Kin­der, milioni di coper­tine CD.

Ma, que­sta volta, non saranno i suoi.



Visto che le tra­ge­die con­ti­nue­ranno sem­pre ad esi­stere, e così anche il tipico utente impial­lac­ciato con pata­tine davanti allo schermo, ecco qui il pra­tico AMNMT®, ovvero:

Ava­tar Mul­ti­Na­stro Mul­ti­Tra­ge­dia®

Avatar Nastro Multitragedia

Non siete fatti per la poli­tica? Non siete fatti per il volon­ta­riato? Non siete fatti per la vita? Con un sem­plice cam­bio di ava­tar nel vostro pro­filo Face­book, MySpace, Netlog, You­dem, Mes­sen­ger, e qual­siasi altro Social Net­work, potrete comu­ni­care al mondo la vostra voglia d’agire e l’impossibilità di farlo, o di volerlo fare, in un colpo solo.

I pra­tici ava­tar AMNMT® ven­gono for­niti con otto nastri di colori diversi* per sim­bo­leg­giare il vostro sup­porto a qual­siasi causa social­mente attraente, dalle tar­ta­ru­ghe omo­ses­suali dell’Illinois sino agli olo­cau­sti nucleari in Azer­bai­gian (senza la sab­bia negli occhi). Avete un nastro verde? Obsoleto.

Smet­tete di cam­biare con­ti­nua­mente nastro alla vostra imma­gine pro­filo e, se volete comu­ni­care al mondo quanta sen­si­bi­lità c’è in voi, muni­tevi del pra­tico AMNMT®.

Con sei nastri, potete dimo­strare sup­porto pra­ti­ca­mente ad ogni causa. Ciò che pochi sanno, infatti, è che ogni nastro rac­chiude in sé molti significati.

Esem­pio. Hai usato il nastro verde per la demo­cra­zia in Iran? Avrai cer­ta­mente a cuore anche le altre cause impor­tanti che sim­bo­leg­gia, come ad esempio:

  • Sen­si­bi­liz­za­zione celiachia
  • Sen­si­bi­liz­za­zione dona­zione organi
  • Sen­si­bi­liz­za­zione sin­drome di tourette
  • Pace in Colombia
  • Sup­porto truppe in Pakistan
  • Pre­ven­zione di un ter­re­moto cinese nel 2008
  • Ritro­va­mento bam­bini scom­parsi in Canada
  • Sup­porto ai malati AIDS, ma solo se non omo­ses­suali (eterosessuali?)
  • Sup­porto all’educazione musi­cale nelle comu­nità ispaniche
  • Lega­liz­za­zione cannabis

* tutto lo spet­tro visi­bile, più l’ultravioletto e l’infrarosso, per que­sto ne vedete solo sei.



Tengo Duro

Berlusconi Tiene DuroScan­dalo D’Addario, Sil­vio Ber­lu­sconi: «Certo che tengo duro». Il cro­ni­sta: «Con o senza cialis?»

(testi miei, ma dise­gni del caro, cele­ber­rimo amico Fabri­zio «Eschierda» Maz­zotta)



Guerra

«Peo­ple aren’t afraid of being dead, they’re afraid of get­ting dead».

(George Car­lin pro­ba­bil­mente un attimo dopo aver letto di Socrate)

(dicevo, George Car­lin, 1937 — 22 Giu­gno 2008)

Un anno fa è morto George Car­lin. Sarebbe bello rive­derlo, ma non sono il tipo da pala e torcia.



Per quelli che hanno votato Par­tito Demo­cra­tico, ma sono stan­chi di farlo e cre­dono di non poterne fare a meno. Non siete soli. I Demo­cra­tici Ano­nimi ti danno tutto l’aiuto neces­sa­rio per uscirne, ed anche tu puoi dire basta.

Democratici Anonimi

Se anche tu vuoi uscirne, visita il Gruppo Demo­cra­tici Ano­nimi su Face­book ed il sito Boboan­chio.



Qui Niente Minchionerie




Cin­guet­ta­tore (cioè twitter)


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Eh? Ah

L’Unità l’ha bona­ria­mente definito «l’astro nascente della satira ita­liana». Un tizio gli ha detto «astronzo». A lui è pia­ciuto tan­tis­simo ed ora è «l’astronzo nascente della satira ita­liana».

Puoi leg­gere il resumé e scri­vere una mail. È un ottimo rime­dio quando vuoi sen­tirti piú intel­li­gente di qual­cuno. Risponde Ema­nuele Fili­berto.

Suppongo Che…

…t’interesserà sapere che Anjou cerca per­so­nale per la rac­colta di frutta nell’estate 2010 in Fran­cia.
Sup­pongo.

quando andrai

quando andrai via da que­sto sito (ho accet­tato il fatto che possa acca­dere), fa’ che sia per visi­tare una di que­ste pagine:

Francesca Fornario
Serenetta Monti
Fabrizio Mazzotta
Mangino Brioches
Silvio Di Giorgio
Stefano Pisani
Mario Natangelo



Strano Ma Funziona