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Per quelli che hanno votato Par­tito Demo­cra­tico, ma sono stan­chi di farlo e cre­dono di non poterne fare a meno. Non siete soli. I Demo­cra­tici Ano­nimi ti danno tutto l’aiuto neces­sa­rio per uscirne, ed anche tu puoi dire basta.

Democratici Anonimi

Se anche tu vuoi uscirne, visita il Gruppo Demo­cra­tici Ano­nimi su Face­book ed il sito Boboan­chio.

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L’Inguacchio, 16 Maggio 2009

Keith Haring

  • Esce il kama sutra scritto da un fran­ce­scano. Chiesa approva: ”Non ammette con­trac­ce­zione”. Vescovi di Los Ange­les: «Anche coi bambini?».
  • Palermo, due morti e un ferito: «Die­tro l’esecuzione le eco-mafie». Le eco-mafie: quelle che dopo averti spa­rato get­tano il bos­solo nel bidone giusto.
  • Fini sugli omo­ses­suali: «Ita­lia in ritardo». Iran: «Noi li bru­ciamo da anni».
  • La madre di Noemi, 47 anni: «Papi* farà per lei ciò che non ha potuto fare per me». Abuso su minore.
  • Migranti, La Russa: «L’Onu? Non conta un fico secco». Il suo pene: «Io conto».
  • Uno stu­dio Usa: «Anche le scim­mie pro­vano rimorso». Dell’Utri smen­ti­sce e chiede una banana.
  • Ben­zina, nuovi rin­cari: 1,278 € al calice**.
  • Caso unico al mondo: uomo 68enne che ha perso la memo­ria ricorda un pas­sato imma­gi­na­rio. No, non è Ber­lu­sconi. Lui è 72enne.
  • Pil: –5,9%, Fosse delle Marianne: +7,5%.

* Sil­vio Ber­lu­sconi. Pre­si­dente del Con­si­glio. Noemi voleva chia­marlo «Nonny», lui ha pre­fe­rito «Papi» per non sen­tirsi troppo vec­chio. Un cazzo e tutt’uno se poi ti ci chiama la madre.
** A breve dispo­ni­bile il nuovo menu ERG. «Quanto mette?» «Verde o Die­sel?» «In bot­ti­glia o alla mescita?»
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Vauro - Morti sul Lavoro

Grande suc­cesso nel 2008: il numero dei morti sul lavoro scende da 1200 a 1140 all’anno. Sono ben 60 in meno, cioè quelli che il lavoro lo hanno perso con la crisi ed ora esa­lano acido citrico a casa. Per nostalgia.

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Parodia "Binetti" Manifesti Elettorali PD per le Europee 2009

Vi piace l’idea dei mani­fe­sti PD? Sì? Anche a me. L’ho estesa a Paola.

Una curio­sità: avete già deciso chi e come votare alle euro­pee? No? Auguri.

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gianni-alemanno

«Dif­fi­cil­mente riu­scirò ad avere buoni rap­porti anche con Gianni Ale­manno che è stato accolto al Cam­pi­do­glio con i saluti fasci­sti».

Ber­trand Dela­noë, Sin­daco di Parigi.


Ale­manno replica a Dela­noë: «Quello che ha detto il sin­daco di Parigi su di me è falso, offen­sivo e intol­le­ra­bile». Inter­ven­gono anche Frat­tini e Ron­chi: «Il sin­daco di Roma non ha mai fatto saluti romani o altri gesti o atti che inneg­gino al fasci­smo». Ooook Frat­ton­chi. Fer­mia­moci un secondo: chi ha par­lato di saluti romani da parte di Alemanno? Delanoë ha detto che è stato accolto da saluti fascisti/romani. È una coda di paglia quella che vedo? Paura che qual­cuno si ricordi del pas­sato di Ale­manno? MSI? Fronte della Gio­ventù? Brutti ricordi, eh? Soprat­tutto ora che siamo tutti puliti. A par­lare dei saluti di Ale­manno non è stato Ber­trand Dela­noë, bensì:


«Non si può garan­tire che le rela­zioni che c’erano con Vel­troni restino tali men­tre Roma è ammi­ni­strata da respon­sa­bili poli­tici che fanno il saluto fasci­sta entrando in Campidoglio».

Lau­rent Fary, por­ta­voce di Ber­trand Delanoë

 

Ecco chi lo ha detto, sola­mente dopo le accuse di Frat­ton­chi: è stato Lau­rent Fary, por­ta­voce. Con por­ta­voce non si intende che letteralmente:

  1. prende la voce
  2. la porta in valigia
  3. la libera davanti ad un microfono

Fary è un essere umano, ha espresso il con­cetto di Dela­noë a modo suo. Nella peg­gior ipo­tesi, è Fary ad aver sba­gliato. In effetti: Ale­manno non è così infimo, o stolto, da fare il saluto fasci­sta durante la sua ele­zione. DURANTE la sua ele­zione. E dopo la sua ele­zione. DOPO la sua ele­zione. E Frat­ton­chi non è così stolto da rac­con­tare della vita pre­ce­dente di Ale­manno (MSI, Fronte della Gio­ventù, senza con­tare –per­ché è stato pro­sciolto– gli 8 mesi a Rebibbia).

Nono­stante Fary, e nono­stante il comu­ni­cato di Frat­ton­chi, il sin­daco Dela­noë aveva ragione: Ale­manno è stato accolto in Cam­pi­do­glio con i saluti fasci­sti. Ed era visi­bile a tutti, su quasi ogni quo­ti­diano nazio­nale. La noti­zia di que­sto malin­teso mi ha subito col­pito, per­ché ricordo viva­mente quella gior­nata. Misi da parte una foto da la Repub­blica. Voilà, que­sta foto venne pub­bli­cata un po’ ovun­que, dal car­ta­ceo all’online.

 

Saluto Romano (saluto fascista) all'elezione di Gianni Alemanno.

Il sin­daco potrà anche aver preso le distanze da que­sti salu­tanti, ma chiun­que quel giorno fosse in Cam­pi­do­glio con la manina alzata, ben ricorda il periodo in cui Gianni Ale­manno ha fatto parte del Movi­mento Sociale Ita­liano, accu­sato in più occa­sioni della rico­sti­tu­zione del disciolto par­tito fasci­sta. Rico­sti­tu­zione logi­ca­mente resa impos­si­bile dalla Costi­tu­zione Repub­bli­cana di que­sto paese.

Ora che da MSI si è pas­sati ad AN, e da AN si è pas­sati al PdL, è stata for­nita una spie­ga­zione uffi­ciale dei saluti fasci­sti in Cam­pi­do­glio con l’elezione di Alemanno:

Cari amici fran­cesi, chi era al Cam­pi­do­glio non faceva il saluto fasci­sta. Chi era al Cam­pi­do­glio si ripa­rava dal Sole.

Dela­noë non è stato né falso, né offen­sivo, né intol­le­ra­bile. Dela­noë ha ripor­tato un fatto. Frat­ton­chi pos­sono anche spo­stare l’attenzione sull’opinione di Fary, ma non pos­sono negare ciò che ha detto Dela­noë, ovvero che «Gianni Ale­manno è stato accolto al Cam­pi­do­glio con i saluti fascisti».

Ops, siamo nel 2009. Non potete men­tire, la foto­gra­fia è già stata inven­tata. Gra­zie Daguerre.

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Con­di­vido que­sto video per­ché mi sono diver­tito più di Bill Clin­ton durante un pom­pino dalla Lewinsky.

Dopo la cac­ciata da Anno­Zero dovuta alle sue vignette sati­ri­che, Vauro viene sosti­tuito da Fran­ce­sca For­na­rio con un cau­stico mono­logo sati­rico. E delle vignette. Come? Il vignet­ti­sta non può fisi­ca­mente pren­dere parte alla tra­smis­sione, ma le sue vignette sono ancora libere di cir­co­lare. San­toro sfida aper­ta­mente il diret­tore gene­rale della Rai e la sua decisione.

Fran­ce­sca dia­loga tele­fo­ni­ca­mente con Vauro* ed attacca tutte le spe­cu­la­zioni intorno al ter­re­moto. Poi mostra la «Via Cru­cis del Pre­ca­rio», dise­gnata dal vignet­ti­sta sati­rico assente. Per la mia gioia, attacca anche il baga­glino. Il baga­glino: quella cosa che è tra due pause pubblicità.

 

* per coloro che erano cat­tu­rati dalle lab­bra di Ghe­dini: è fin­zione. Non parla real­mente con Vauro.

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Propaganda Lampo

Sono l’umile Socrate delle vignette: so di non sapere. Disegnare. Detto questo…

Un’anziana donna che ha perso la pro­pria den­tiera durante il ter­re­moto in Abruzzo ha chie­sto al Pre­si­dente del Con­si­glio, durante la sua visita, di rime­diare. Magna­nimo, Ber­lu­sconi non ha esi­tato ad inviarle un team odon­to­tec­nico da Roma in poche ore. Magna­nimo, il TG1 non ha esi­tato a creare un repor­tage strap­pa­con­sensi e pro­po­gan­di­stico tra­smesso in più edi­zioni. Magna­nimo, vor­rei che gli idea­tori del ser­vi­zio aves­sero biso­gno di una dentiera.

 


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Cuori Infranti

E se Padre George fug­gisse? E se io scri­vessi un attacco per l’articolo meno banale? Tutte cose impro­ba­bili. A sor­presa, invece, in que­sti giorni il ter­re­moto c’è stato anche per gli sve­desi. Ecco, a dimo­strarlo, la vignetta del buon Fabri­zio Maz­zotta, che bona­ria­mente accon­sente alle mie turbe men­tali dando corpo agli stati su Facebook.

Cuori Infranti

(clic sull’immagine per ingrandire)


«Il par­la­mento sve­dese approva i matri­moni gay in chiesa».

«Subito scom­parso Padre George».

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Non pago delle recenti dichia­ra­zioni su Obama, l’italico pre­mier1 sfog­gia la sua deli­ca­tezza con la regina d’Inghilterra (e l’amico Obama). Tutto que­sto avviene durante la posa per la solita foto di gruppo tra poli­ti­canti. Nella quiete, una voce si leva nell’aria: è Ber­lu­sconi che, chia­mando a squar­cia­gola l’amico Obama, rende la regina ancor più biso­gnosa di un tra­pianto di coclea.

La regina è ben con­scia di poter dire tutto, tranne «the book is on the table». Tanto Ber­lu­sconi non capirà. In com­penso, con­ti­nuerà a fare:

BERLUSCONI: «Obba­maaa. Ué, Obba­maaa. Mi fai rive­dere com’è che scroc­chi le dita?»

OBAMA [SOTTOVOCE]: «Dio ancora quello. Ma chi è?»

Obama è ter­ro­riz­zato. Passa le ore chiuso in bagno per­ché crede che lì Ber­lu­sconi non possa arri­vare.

BERLUSCONI: «Obba­maaa. Ué, Obba­maaa. Vie’ qua che ti rac­conto una bar­zel­letta. Ahr Ahr.»

Alla terza bar­zel­letta con­se­cu­tiva, la CIA ha l’ordine di orga­niz­zare un altro 11 Settembre.

OBAMA: «Oh Sil­vio, scusa, devo andare. Pio­vono più aerei da me che caval­lette nella Bibbia».

BERLUSCONI: «Ué ti chiamo sta­sera, Obba­maaa. Così saluto Miscell. Ahr Ahr.»

Ber­lu­sconi, l’amico che pensa l’etiquette sia quella cosa che rimane attac­cata quando com­pri una giacca. Tutti la vedono pen­zo­nalnte, nes­suno osa dirlo. Lizzy, al cui con­fronto Ber­lu­sconi è un «kid», è una vec­chia guar­dia e sa come farsi valere. La regina è ben con­scia di poter dire tutto, tranne «the cat is black». Tanto Ber­lu­sconi non capirà.

1 Pre­mier, cioè primo, fra i mini­stri. Cioè quello che rap­pre­senta l’Italia fuori da Gardaland.

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Eser­ci­zio: indi­vi­dua le frasi real­mente pro­nun­ciate dal Pre­si­dente del Con­si­glio e sepa­rale da quelle surreali.

Coef­fi­ciente Dif­fi­coltà: Eve­rest. Moolto alto.

NEWS:
Al G20 di Lon­dra, Sil­vio «Jack Lem­mon» Ber­lu­sconi si è intrat­te­nuto «a lungo» con Barack «Wal­ter Mat­tau» Obama. Assieme hanno tra­scorso momenti più belli de La Strana Cop­pia. Così ha rife­rito il Pre­si­dente Berlusconi:

«Abbiamo avuto degli scambi di bat­tute sim­pa­tici. Gli ho detto: «came­riere, altre olive». E lui ha finto di essere il came­riere come fos­simo due vec­chi mas­soni P2 che gio­cano a fare i raz­zi­sti. Poi però ho visto che si è scu­rito in volto, e notarlo con quella pelle è stato dif­fi­cile come cam­mi­nare sulle mat­to­nelle senza toc­care il bordo. Mat­to­nelle piccole.

Comun­que, per recu­pe­rare ho par­lato del suo inter­vento di oggi. Lui si è defi­nito un ragazzo, un «kid» che ha molto da impa­rare da noi anziani e gli ho fatto i com­pli­menti per­ché come kid non era andato male. Que­sti ragazzi. Io e Obama abbiamo molto in comune: anche io mi fac­cio le lam­pade. Ma lui si limita a farsi quelle. Imparerà».

Ber­lu­sconi: quello che alle feste ti deve rac­con­tare una barzelletta.

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Perché Ho Cambiato Idea

La scorsa Dome­nica ho avuto la pos­si­bi­lità di assi­stere casual­mente al Con­gresso Fon­da­tivo PdL. Alcune parti mi hanno emo­zio­nato a tal punto da dover tirare fuori l’iPhone per rirprenderle.

Si può dire tutto di Ber­lu­sconi, e allora dicia­molo: negli ultimi tempi ho matu­rato una visione pro­fon­da­mente diversa da quella che cono­scete. È dif­fi­cile spie­gare come si possa cam­biare idea così radi­cal­mente, quindi farò appello alla vostra buona fede, e spero abbiate la pazienza di leg­gere tra le righe.

Credo sia inne­ga­bile che la sini­stra, negli ultimi anni, abbia dimo­strato solo inca­pa­cità logi­stica ed orga­niz­za­tiva, senza risul­tati pra­tici e con­creti per il popolo ed il pro­le­ta­riato, (la base che dovreb­bero rap­pre­sen­tare). La svolta socia­li­sta e comu­ni­sta sarebbe impos­si­bile da rag­giun­gere in que­ste con­di­zioni. E credo che fin qui siamo tutti d’accordo.

Supe­rando lo sco­glio del pre­giu­di­zio, ho tro­vato nuova luce nelle parole dell’uomo che mi accom­pa­gna sin da quando avevo 8 anni: parlo di Sil­vio Ber­lu­sconi, che mi accom­pa­gna da quasi un terzo della mia vita, e solo oggi me ne rendo conto. Dome­nica ho avuto la pos­si­bi­lità di vedere il suo spi­rito di aggre­ga­zione, l’entusiasmo, la gioia e la deter­mi­na­zione e soprat­tutto le disla­lie, dopo aver par­te­ci­pato Dome­nica, casual­mente, al con­gresso fon­da­tivo PdL.

Al con­tra­rio, sono stanco dei soliti male­detti intel­let­tuali della nomen­kla­tura di sini­stra e delle loro boc­che che sono solo una cloaca di vee­menza indi­gnosa e per­pe­tuata dalla reto­rica comu­ni­sta ste­rile e arretrata.

Con poche, sem­plici parole, voglio dirvi che, da oggi, Gra­zie Mol­tis­simo ritratta ed esprime uffi­cial­mente il suo sup­porto per la parte che ha sem­pre deni­grato. Non la Chiesa, ma il neo­nato PdL, sim­bolo mas­simo dell’espressione demo­cra­tica bipo­la­ri­sta ossi­mo­rica. Tutti gli arti­coli pre­ce­denti ver­ranno ovvia­mente rimossi dal blog entro le pros­sime 24 ore. Con­vinto che anche voi siate della stessa fas­soni, vi pro­metto la solita impar­zia­lità certo della vostra solidarietà.

Con affetto, nella spe­ranza che siate così aperti da voler com­piere que­sto per­corso accanto a me,

Sim.

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Smettetela di Litigare

Con la Pasqua che si avvi­cina, è tempo di aspre cam­pa­gne poli­ti­che. Alcuni mani­fe­sti già infe­stano le città.

In par­ti­co­lare, Casini ha ingag­giato i gra­fici dei frol­lini Balocco per rea­liz­zare la sua cam­pa­gna al vetriolo con­tro i grandi par­titi (PdL, Pd sen­zaelle, P sen­zaddì emman­coelle). La gra­fica richiama valori esclu­si­va­mente cri­stiani come: la pace, la pace e le colombe Bauli. Anche la scelta del mes­sag­gio è stata ardua: erano in bal­lot­tag­gio «Smet­te­tela di liti­gare» e «Uffa non gioco più con voi». Ha vinto «Smet­te­tela di liti­gare», per­ché l’altro era troppo infantile.

Da notare, al cen­tro del mani­fe­sto, una foto di Casini che fa da paciere tra i grandi par­titi, men­tre tenta di spic­care il volo con un ramo­scello di rosma­rino in bocca. Incaz­zate, la colomba di Guer­nica e quella defe­ne­strata ad ogni Pasqua dal Papa hanno annun­ciato una class action con­tro Casini. Il fasci­colo pre­sen­tato dagli avvo­cati dei vola­tili s’intitola «Colombe Sim­bo­li­ste Unite con­tro Pier Fer­di­nando Casini».

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Frat­tini ieri aveva riba­dito il con­cetto di «tol­le­ranza zero» verso chi com­mette reati «al di là di una nazio­na­lità pre­cisa». L’Italia adot­terà prov­ve­di­menti «duri» solo con i romeni che delinquono.

Meno male che l’ha spe­ci­fi­cato, o avremmo anche potuto dar per scon­tato che fosse logica costi­tu­zio­nale. Come a dire: l’Italia adot­terà prov­ve­di­menti «duri» solo con gli ita­liani che delinquono. Ma va’ là? Guarda un po’ che Frat­tini magari ha letto il Codice Penale alle­gato a Penthouse.

Nel men­tre, un’inquietante scritta larga due metri è com­parsa alla Caf­fa­rella, seguita da una sva­stica: «Olo­cau­sto Rumeno». Ma Frat­tini ras­si­cura: «Solo con i romeni che delin­quono, o che incon­trano una ronda».

Il PD si spacca. Di nuovo, di già. Rutelli avanza una miste­riosa pro­po­sta al governo, in tema di testa­mento bio­lo­gico. Il governo apprezza per­ché «si muove nella stessa logica nella quale ci muo­viamo noi». Quella della dit­ta­tura sudamericana.

Intanto, Ber­lu­sconi torna ad essere il più amato dagli ita­liani, supe­rando anche le famose cucine: 61% lui , 57% Scavolini. Arrivato al 70%, Ber­lu­sconi ha annun­ciato che com­prerà una fab­brica di cham­pa­gne e stap­perà il tetto per festeggiare.

Ber­lu­sconi 61%. Wow, devo stare attento. Vuol dire che 6,1 let­tori su 10 potreb­bero farmi una ronda. Sei li posso reg­gere, ma vir­gola uno no. Dopo Ber­lu­sconi seguono negli indici di gra­di­mento: Napo­li­tano con il 55%, l’Omino Bianco con il 35% ed ultimo, con il 21,8%, il PD brutto e cat­tivo. Napo­li­tano sotto a Ber­lu­sconi: è la prima volta che un vec­chietto fa meno tene­rezza di un ex gol­pi­sta. Un affa­sci­nante ex gol­pi­sta di 73 anni, per carità, ma pur sem­pre ex golpista.

Desi­dero fare i miei com­pli­menti al Pre­mier: 61%, e senza marce. Sono invi­dioso. Io sono nel 39% che non lo ama: lo venera. Ma come avrà fatto?

 

Noti­zia intorno al blog:

Goo­gle mi ha appena rifiu­tato un account pub­bli­ci­ta­rio AdSense. Non che l’avrei uti­liz­zato, ma leg­gere la moti­va­zione è stato diver­tente: «Con­te­nuto deli­cato». Che è un eufe­mi­smo per dire «Con­te­nuto rude». A Goo­gle sono dei fan dell’antifrasi. Per il resto, è in lavo­ra­zione un fil­mato che vi spiega l’omosessualità, con due guest star. Pre­sto dispo­ni­bile nel pod­cast e su You­tube. Pre­sto, cioè boh.

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Povia ha rican­tato a San­remo. Tutti lo sap­piamo, ma nes­suno si stanca della noti­zia (me com­preso) per­ché ogni volta è come avere un conato di vomito fre­sco e nuovo. Parlo ancora di Povia? Sì, parlo ancora di Povia. Ormai è un mio fetic­cio: sogno di vederlo amma­net­tato con un fru­stino che gli per­cuote tutto il corpo men­tre vien sodo­miz­zato con un pic­cione dal becco aqui­lino. Qui addi­rit­tura non siamo a San­remo, dove Bono­lis ricorda che è sem­pre stata rispet­tata la libertà di parola e d’espressione, quindi posso dire tutto, ed in libertà.

Povia sor­ride, sor­ride molto. Sor­ride tal­mente tanto che ce l’ha anche sullo spartito:

RITORNELLO:

LUCA ERA GAY

(Sor­ri­dere da deficiente)

ADESSO STA CON LEI

(Per­fetto, ora smet­tere. Ok. Enough. Ho detto SMETTERE)

Il Testo d'Ispirazione per Luca Era Gay

Povia que­sta sera non ha solo can­tato, ha quasi reci­tato con una sce­no­gra­fia da poeta-parigino-con-la-sigaretta-n-bocca, che poi si cicca da solo sui pan­ta­loni com­pràti alla Standa.

Quella sce­no­gra­fia ha dato risalto all’intera opera magna dell’artista: Luca Era Gay, una melo­dia che fa girare Bee­tho­ven nella sua tomba come fosse un pollo di rostic­ce­ria. Ma non è stato facile: il ragazzo ha dovuto sce­gliere, per­ché i soldi del Dar­fur erano finiti. Gli hanno detto: «O fai la sce­no­gra­fia di San­remo, o quella del tuo fune­rale». Le due cose, coin­ci­dendo, non hanno reso neces­sa­ria una risposta.

Io, che ho finito la terza ele­men­tare (quindi sono 3 gra­dini sopra Povia, che noto­ria­mente fece la corag­giosa scelta di abban­do­nare gli studi all’asilo), ho stu­diato Freud. Ora, come il Signor Giu­seppe Povia si è preso la libertà di psi­coa­na­liz­zare tutti gli omo­ses­suali del mondo, così tutti gli omo­ses­suali del mondo si pren­de­ranno la libertà di ana­liz­zare il Signor Giu­seppe Povia. Mi assu­merò la briga di rap­pre­sen­tare tutti con que­sta tra­scri­zione: tro­ve­rete prima il testo ori­gi­nale, poi quello che Povia real­mente inten­deva. Signori, siete di fronte al (sotto) testo di Luca Era Gay. Iniziamo:

 

RITORNELLO:

Luca era gay

Io, Povia, ero gay

e adesso sta con lei

Adesso lecco ciuffe

Luca parla con il cuore in mano

Cono­sco le meta­fore sull’anatomia umana

Luca dice sono un altro uomo

Mento a me stesso per ingan­nare il tempo, altri­menti dovrei accet­tare che non sono un cantante

 

CANZONE:

Luca dice: prima di rac­con­tare il mio cam­bia­mento ses­suale volevo chia­rire che se credo in Dio non mi rico­no­sco nel pen­siero dell’uomo che su que­sto argo­mento è diviso

Oggi non avevo impegni

 

non sono andato da psi­co­logi psi­chia­tri preti o scien­ziati sono andato nel mio pas­sato ho sca­vato e ho capito tante cose di me

Mia madre andava a rispar­mio coi medici e non potete far­mene una colpa

 

mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diven­tato osses­sione piena delle sue con­vin­zioni ed io non respi­ravo per le sue attenzioni

Ho il com­plesso d’Edipo

 

mio padre non pren­deva deci­sioni ed io non ci riu­scivo mai a par­lare stava fuori tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero

Mio padre era un gran gran stronzo. tran­quilli, non è la sto­ria di tutti, solo la mia

 

mamma infatti chiese la sepa­ra­zione avevo 12 anni non capivo bene mio padre disse è la giu­sta solu­zione e dopo poco tempo comin­ciò a bere

Emmica basta. Un Gran gran stron­zone, ma pure alcolista

 

mamma mi par­lava sem­pre male di papà mi diceva non spo­sarti mai per carità delle mie ami­che era gelosa mor­bosa e la mia iden­tità era sem­pre più confusa

Sono un debole e credo pro­fon­da­mente di poter sfrut­tare il com­plesso d’Edipo in una canzone

 

ma in quel momento cer­cavo rispo­ste mi ver­go­gnavo e le cer­cavo di nasco­sto c’era chi mi diceva “è natu­rale” io stu­diavo Freud non la pen­sava uguale

Ho sen­tito que­sto nome in metro­po­li­tana e voglio fare bella figura

 

poi arrivò la matu­rità ma non sapevo che cos’era la feli­cità un uomo grande mi fece tre­mare il cuore ed è li che ho sco­perto di essere omosessuale

Sono geron­to­filo e mi piac­ciono i vecchi

 

con lui nes­suna ini­bi­zione il cor­teg­gia­mento c’era e io cre­devo fosse amore sì con lui riu­scivo ad essere me stesso poi sem­brava una gara a chi faceva meglio il sesso

Ho sem­pre voluto fare film porno e Dio solo sa quanto mi esercito

 

e mi sen­tivo un col­pe­vole prima o poi lo pren­dono ma se spa­ri­scono le prove poi lo assol­vono cer­cavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per non tra­dire mia madre

Cazzo, è vera­mente grosso que­sto com­plesso d’Edipo che c’ho

 

Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci tra­di­vamo io cer­cavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità poi ad una festa fra tanta gente ho cono­sciuto lei che non c’entrava niente lei mi ascol­tava lei mi spo­gliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi mancava

Mamma, ti giuro che non sono fro­cio e non ho il com­plesso d’edipo

 

que­sta è la mia sto­ria solo la mia sto­ria nes­suna malat­tia nes­suna guarigione

La mat­tina fac­cio gli sciac­qui con Pre­pa­ra­zione H

 

caro papà ti ho per­do­nato anche se qua non sei più tornato

Papà sei un gran gran stron­zone e mi pen­tirò d’averlo detto subito dopo che sarai morto

 

mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma adesso sono padre e sono inna­mo­rato dell’unica donna che io abbia mai amato

Non vedo l’ora che tu muoia, madre, così ter­mi­nerà il mio com­plesso d’edipo senza che io debba sforzarmi

 

RITORNELLO FINALE:

Io ero gay

adesso lecco ciuffe

cono­sco le meta­fore sull’anatomia umana

Mento a me stesso per ingan­nare il tempo, altri­menti dovrei accet­tare che non sono un cantante

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Si è spento oggi, gra­zie ad un inter­rut­tore bipo­lare siste­ma­to­gli sulla nuca da Dio, Ore­ste Lio­nello. Ripeto, Lio­nello è morto, e siamo tutti nella merda fino al collo: il baga­glino verrà chiuso, Allen verrà dop­piato da Ward, e saremo tutti un po’ più morti dentro.

È stato la voce ita­liana di molti comici tra i quali, primo fra tutti, Woody Allen. Non sono da dimen­ti­care anche Jerry Lewis, Char­lie Cha­plin, Grou­cho Marx e Sil­vio Ber­lu­sconi. Anche il pre­mier aveva scelto di farsi dop­piare da Lio­nello durante i suoi momenti d’euforia: il pre­si­dente abbron­zato, la coma­tosa da ingra­vi­dare, i desa­pa­re­ci­dos che gio­cano a palla. Lio­nello era sem­pre lì, sotto il leg­gio di Ber­lu­sconi, a muo­versi a sync con le caz­zate che diceva.

Parole di cor­do­glio da Pier Fran­ce­sco Pin­gi­tore, Pippo Franco, Enrico Mon­te­sano, Vale­ria Marini, e Mic­key Mouse. Anche Pamela Prati, sou­brette sco­perta da Lio­nello (in una grotta di Fra­scati), ha pro­vato ad espri­mere il suo dolore ai micro­foni dicendo: «Qstl­br­snfn­tstch prtt trnn­c­prlr», che tra­dotto vuol dire: «Que­ste lab­bra sono fan­ta­sti­che per tutto tranne che parlare».

Se non avete pre­sente Ore­ste Lio­nello, ecco un sil­lo­gi­smo di Allen da lui dop­piato.  Tanto per rin­fre­scarvi il nervo acustico:

Ora che ci penso è più un para­lo­gi­smo che un sillogismo.

Vi invito ad un com­mento in sua memo­ria nello spa­zio sottostante.

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Qui Niente Minchionerie




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Eh? Ah

L’Unità l’ha bona­ria­mente definito «l’astro nascente della satira ita­liana». Un tizio gli ha detto «astronzo». A lui è pia­ciuto tan­tis­simo ed ora è «l’astronzo nascente della satira ita­liana».

Puoi leg­gere il resumé e scri­vere una mail. È un ottimo rime­dio quando vuoi sen­tirti piú intel­li­gente di qual­cuno. Risponde Ema­nuele Fili­berto.

Suppongo Che…

…t’interesserà sapere che Anjou cerca per­so­nale per la rac­colta di frutta nell’estate 2010 in Fran­cia.
Sup­pongo.

quando andrai

quando andrai via da que­sto sito (ho accet­tato il fatto che possa acca­dere), fa’ che sia per visi­tare una di que­ste pagine:

Francesca Fornario
Daniele Luttazzi
Fabrizio Mazzotta
Mario Natangelo