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Questa Sera Cose Turche

Que­sta Sera Cose Tur­che, recen­sito per ilGrido.Org, in scena al Tea­tro dei Satiri di Roma fino al 26 Ottobre.

Tre donne si cono­scono casual­mente in un diwan (la sala relax di un bagno turco) ed ini­ziano un dia­logo tra­gi­co­mico sul loro rap­porto con gli uomini, siano essi com­pa­gni o mariti. Non è un sem­plice cica­lec­cio sugli ste­reo­tipi tra mondo fem­mi­nile e il mondo maschile, ma un pun­gente scam­bio di bat­tute ognuna delle quali, die­tro una risata, nasconde pic­cole verità.

Una donna non pro­prio attraente che sem­bra poco pre­sente a se stessa (Ros­sana Car­retto), una respon­sa­bile del «reparto rughe» di una pro­fu­me­ria (Ales­san­dra Sarno) ed una moglie ormai solo per iner­zia (Pia Engle­berth) discu­tono con ritmo incal­zante degli uomini che infe­stano le loro vite, senza i quali però non potreb­bero sopravvivere. 

Se ne pren­dono gioco tra­mite l’assurdo ed il grot­te­sco. L’unico che si salva dai loro giu­dizi è Misha il Mago della Mesha, par­ruc­chiere la cui omo­ses­sua­lità è l’anomalia che gli per­mette di com­pren­dere il sen­si­bile animo fem­mi­nile. Da una donna non ci si aspetta un lin­guag­gio così allu­sivo da far crol­lare tutti i taboo ses­suali men­tre Que­sta Sera Cose Tur­che è un dia­logo diretto, dove la verità ha un solo grado di sepa­ra­zione con lo spet­ta­tore: il fil­tro di una comi­cità grot­te­sca che diverte senza mai scadere.

Le con­ti­nue allu­sioni sim­bo­li­che e ver­bali al fallo virile fanno pen­sare ad un tipo di donne non pro­prio indi­pen­denti dalle loro con­tro­parti maschili, non così deter­mi­nate ed auto­suf­fi­cienti come ven­gono deli­neate in alcune opere moderne. Piut­to­sto, emerge il con­flitto inte­riore che vivono nel dover scen­dere a com­pro­messi con que­sto neces­sa­rio legame. Ed ecco che lo stesso organo maschile diventa un man­tra ipno­tico reci­tato dalle pro­ta­go­ni­ste: «Fallo, Fallo, Fallo» ripe­tono prima che la più anziana le scuota, richia­man­dole a mag­gior dignità. Per oppo­sto, le stesse pro­ta­go­ni­ste mani­fe­stano odio verso chi svi­li­sce il loro esser donna, ripe­tendo il man­tra irri­ve­rente «Vac­che, Troie, Put­tane» verso le veline di Enzo Iac­chetti e Gior­gio Cen­ta­more (rispet­ti­va­mente regi­sta ed autore dello spet­ta­colo, uno con­dut­tore e l’altro autore di Stri­scia la Notizia).

Lo spet­ta­colo, rivol­gen­dosi ad un pub­blico da caba­ret in stile “Zelig” e “Colo­rado Cafè”, ha dalla sua tre attrici defi­nite, forti anche delle loro espe­rienze in ambiti simili (Ales­san­dra Sarno ha par­te­ci­pato a “Con­ven­scion”, Ros­sana Car­retto viene da “Colo­rado Cafè”, Pia Engle­berth da “Zelig”). Il sup­porto della sce­no­gra­fia e delle musi­che si limita a creare lo sfondo adatto per giu­sti­fi­care i dia­lo­ghi e la situa­zione, risol­ven­dosi in tex­tu­res leo­par­date, zebrate, esa­ge­rate, “tur­che”, quasi come in un harem in cui le donne sono solo un acces­so­rio dispe­rato per gli uomini. Il risul­tato è una com­me­dia che s’incentra sul diver­ti­mento per il gusto di farlo, inse­rendo un secondo piano di let­tura per gli osser­va­tori più volenterosi.

Qui Niente Minchionerie




Cin­guet­ta­tore (cioè twitter)


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Eh? Ah

L’Unità l’ha bona­ria­mente definito «l’astro nascente della satira ita­liana». Un tizio gli ha detto «astronzo». A lui è pia­ciuto tan­tis­simo ed ora è «l’astronzo nascente della satira ita­liana».

Puoi leg­gere il resumé e scri­vere una mail. È un ottimo rime­dio quando vuoi sen­tirti piú intel­li­gente di qual­cuno. Risponde Ema­nuele Fili­berto.

Suppongo Che…

…t’interesserà sapere che Anjou cerca per­so­nale per la rac­colta di frutta nell’estate 2010 in Fran­cia.
Sup­pongo.

quando andrai

quando andrai via da que­sto sito (ho accet­tato il fatto che possa acca­dere), fa’ che sia per visi­tare una di que­ste pagine:

Francesca Fornario
Daniele Luttazzi
Fabrizio Mazzotta
Mario Natangelo